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Salvini: abolirei abuso di ufficio. No di Di Maio. Il leader leghista rilancia su flat tax

i titoli di sky tg24 delle 18 del 23 maggio

5' di lettura

Nuovo scontro nel governo. Cantone: "Sì a riforma, no abolizione". Il leader leghista: "Di Maio fa muro? Lo dica a Conte". Poi assicura: "Se noi primo partito no poltrone ma flat tax". Dopo gli incontri al Quirinale slitta l’esame dei dl sicurezza bis e famiglia

Si apre un nuovo terreno di scontro all’interno della maggioranza di governo: stavolta al centro del contenzioso tra Lega e M55 c’è il reato di abuso di ufficio. La polemica è esplosa ieri sera, quando il vicepremier Matteo Salvini, ospite in una trasmissione televisiva, ha dichiarato: "Toglierei l'abuso d'ufficio: non posso bloccare 8000 sindaci per la paura che uno possa essere indagato. Ci sono sindaci che non firmano niente per paura di essere indagati”. Una proposta che l’altro vicepremier Luigi Di Maio rispedisce al mittente. "Qualcuno vuole abolire il reato di abuso d'ufficio ma io non voglio tornare indietro ai podestà che facevano quello che volevano. Chi vuole farlo troverà in noi un muro", replica il leader pentastellato, parlando ad Avellino per la doppia campagna elettorale per le Europee e per le Comunali. (LO SPECIALE EUROPEE - IL QUIZ SULLE EUROPEE - LO SPECIALE ELEZIONI - LO SPECIALE SULLE COMUNALI). Oggi il leader del M5s è tornato sull'argomento con un post su Facebook in cui ribadisce: l'abuso di ufficio "è un reato in cui cade spesso chi amministra, ma se un sindaco agisce onestamente non ha nulla da temere. Non è togliendo un reato che sistemi le cose. Per noi il governo va avanti, ma a un patto: più lavoro e meno stronzate" (LE FOTO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE).

Cantone: "Sì a revisione, no ad abolizione"

Sulla polemica interviene anche il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) Raffaele Cantone. “Sono assolutamente contrario all'abolizione" del reato di abuso d'ufficio "ma credo che sia opportuno che ci sia uno spazio per pensare una modifica: c'è una quantità enorme di provvedimenti che non arrivano a condanna, che non arrivano a sentenza per cui è evidente che qualcosa nella norma non funziona, ma una norma che punisca gli atti evidenti di favore è necessaria”, spiega.

Salvini: “Di Maio fa muro? Lo dica a Conte”

"Abuso d'ufficio? Anche il presidente Giuseppe Conte sostiene che non funziona”, sottolineano intanto fonti della Lega, che citano un'intervista rilasciata da Conte a novembre del 2018 in cui apriva a una riforma dell’istituto. Una posizione ripresa da Salvini. ”Di Maio farà muro sull'abuso d'ufficio? Lo dica al suo presidente del Consiglio, si mettano d’accordo”, attacca il leader della Lega. "Sono d'accordo con Cantone e Conte - aggiunge - L'abuso d'ufficio va rivisto. Io voglio mettere in galera i ladri, ma voglio che sindaci, funzionari pubblici, presidenti e associazioni di volontariato possano lavorare tranquillamente”.  Pronta la replica di fonti del M5S: ”E' inutile che ci giriamo intorno, Salvini e la Lega ieri hanno parlato di abolizione, hanno detto di voler abolire il reato di abuso d'ufficio. E noi non siamo d'accordo, non vogliamo che si aprano portoni ai raccomandati o a sistemi clientelari, già ne abbiamo avuto abbastanza in passato”. "Se poi, come suggerisce il presidente Cantone, il quale ha precisato di essere contrario anche lui all'abolizione, si vuole rivedere la norma, necessità che peraltro riguarda molte altre leggi e provvedimenti, ben venga. Quando si migliorano le cose siamo sempre felici, è quando si vogliono nascondere sotto al tappeto che non ci va bene", concludono le stesse fonti.

Salvini: "Se Lega primo partito, no poltrone ma flat tax"

Oggi, intanto, Salvini torna a ribadire che dopo le elezioni la Lega non chiederà un rimpasto nel governo. ”Io chiedo il voto per cambiare l'Europa, non chiedo mezza poltrona in più - dice -. Certo se la Lega sarà il primo partito in Italia e in Europa" la flat tax "sarà la priorità". La priorità, ribadisce, "è abbassare le tasse come c'è scritto nel contratto di governo, una tassa unica per le famiglie e le imprese che è l'unico modo per far correre l'Italia". Anche a margine delle commemorazioni per il 27esimo anniversario della strage di Capaci, il ministro dell'Interno ripete che l'esecutivo non cadrà: "Rispondo la stessa cosa da cinque mesi il governo va avanti". 

Conte e Salvini a colloquio con Mattarella

Nel corso della giornata di ieri è stato deciso di rinviare l’approvazione del decreto sicurezza e del decreto famiglia a dopo le elezioni europee. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, forte di un colloquio avuto con il Presidente della Repubblica, prova così a sminare il terreno di scontro tra Lega e M5s e posticipa a dopo il voto la convocazione del consiglio dei ministri che dovrà vagliare i due decreti oggetto di riserve da parte del Quirinale. Dopo il faccia a faccia tra Mattarella e il premier, è salito al Colle a sorpresa anche Salvini. Ed è probabile, si ragiona in ambienti parlamentari della maggioranza, che nel corso del colloquio con il Capo dello Stato sia stato affrontato proprio il tema del decreto sicurezza e delle criticità rilevato dal Quirinale che hanno portato il presidente del Consiglio a formalizzarne il rinvio. E allo stesso Salvini a fare un passo indietro accettando la decisione di Palazzo Chigi. "Ho sentito Salvini e Di Maio e convenuto che sia complicato tenere un Cdm domani o dopodomani per cui lo abbiamo rinviato alla settimana prossima, nel primo giorno utile”, ha annunciato a fine giornata il presidente del Consiglio.

Data ultima modifica 23 maggio 2019 ore 14:42

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