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Strage di Capaci, Nave della Legalità a Palermo. Conte: "Fare terra bruciata a mafia"

5' di lettura

1500 studenti accolti da Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso il 23 maggio '92. Mattarella: "Sacrificio motore riscossa civile". Il sindaco Orlando diserta cerimonia in aula Bunker in polemica con Salvini. Fico: "Piano Marshall contro le mafie"

"La lotta alla mafia è una battaglia di libertà contro chi vuole confondere la verità con la menzogna, contro la politica deviata, contro l'opacità. La lotta alla mafia è una battaglia per le persone. La lotta alla mafia è una battaglia anche contro la paura". Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso delle commemorazioni a Palermo per il 27esimo anniversario della strage di Capaci (FOTO). Questa mattina è arrivata nel capoluogo siciliano la Nave della Legalità, con all'esterno le grandi foto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e con a bordo 1.500 studenti, salpata ieri dal porto di Civitavecchia. I giovani, che sono scesi al grido di “Giovanni e Paolo” e "Lezione di vita, lezione di coraggio, questo per noi il 23 maggio", sono stati accolti da altri ragazzi sulla banchina e, tra gli altri, da Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso da Cosa Nostra il 23 maggio del 1992 insieme alla moglie Francesca Morvillo e a tre uomini della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Presente anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che ha però disertato la seguente cerimonia nell'aula Bunker. In mattinata il premier e il ministro dell'Interno Matteo Salvini (LO STRISCIONE CONTRO IL VICEPREMIER), arrivati nel luogo della strage, hanno deposto una corona d'alloro sotto la Stele dedicata al giudice e agli uomini della scorta. "Chi ha ucciso Falcone e Borsellino ha provocato tanto dolore ma ha anche svegliato il popolo italiano, perché penso che dopo quella bomba nulla è più stato come prima", ha detto il vicepremier.

Mattarella: "Repubblica si inchina alle vittime"

A 27 anni dalle stragi di Capaci e di via D'Amelio, "legate dalla medesima, orrenda strategia criminale, la Repubblica si inchina nel ricordo delle vittime e si stringe ai familiari". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ringraziando "quanti da una ferita così profonda hanno tratto ragione di un maggior impegno civico per combattere la mafia, le sue connivenze, ma anche la rassegnazione e l'indifferenza che le sono complici”. "Il loro sacrificio - ha aggiunto il Capo dello Stato in riferimento a Falcone e Borsellino - è divenuto motore di una riscossa di civiltà, che ha dato forza allo Stato nell'azione di contrasto e ha reso ancor più esigente il dovere dei cittadini e delle comunità di fare la propria parte per prosciugare i bacini in cui vivono le mafie". La "riscossa - ha proseguito - ha già prodotto risultati importanti. Ma deve proseguire. Fino alla sconfitta definitiva della mafia".

La manifestazione a Palermo (Fotogramma)

Fico: "Piano Marshall per battere le mafie". Conte: "Fare terra bruciata"

"Dobbiamo fare un piano Marshall, un piano importantissimo per sconfiggere definitivamente la mafia e chiudere questa storia, chiudere la rigenerazione della mafia con azioni e investimenti costanti". È quanto ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, nell'aula Bunker. "Dopo la repressione, che lo Stato ogni giorno fa in modo puntuale e straordinario, dobbiamo subito arrivare con la formazione, con le scuole e arrivare nei quartieri difficili e prendere tutti quei ragazzi che vengono usati dalle mafie". E ancora: "Serve un'azione congiunta di tutta le nostre istituzioni, dei ministeri - ha aggiunto - perché elaborino dei piani da qui ai prossimi 10 anni da misurare di sei mesi in sei mesi". Per Fico, la mafia “è la prima emergenza del Paese. Dobbiamo prenderci i figli dei camorristi e dei mafiosi e spezzare questa catena. Dobbiamo essere uniti, compatti e lungimiranti. Ce la faremo". Mentre il presidente del Consiglio sottolinea come "Palermo chiama Italia! (il nome dell'iniziativa, ndr) è un appello a cui, però, deve rispondere anche lo Stato. Il Governo che rappresento si ricorda di questa chiamata e vi risponde con tutti gli strumenti che può mettere in campo. Il nostro obiettivo è chiaro: fare terra bruciata alla mafia".

Anche Orlando diserta la cerimonia nell'aula Bunker

Intanto, anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, dopo le defezioni del presidente della Regione Nello Musumeci e quello dell’Antimafia Claudio Fava, ha deciso di disertare la cerimonia di commemorazione per le vittime della strage di Capaci nell'aula Bunker. Lo ha annunciato lo stesso Orlando. "Mi ero augurato - ha dichiarato il primo cittadino - che qualsiasi presenza istituzionale oggi a Palermo e all'Aula Bunker non si trasformasse in occasione per comizi pre-elettorali. Ho appreso che purtroppo non sarà così col previsto intervento di chi solo tre giorni fa ha attaccato i magistrati siciliani". Il riferimento è alle parole di Salvini contro i procuratori di Agrigento in merito alla vicenda della nave Sea Watch

Le iniziative

A Palermo tantissimi gli striscioni che gli studenti hanno appeso sulla nave: da "La giustizia è il seme della libertà, facciamola crescere con noi", a "Gli uomini passano, le idee restano" e "Sogno una nazione senza corruzione questa è l'ambizione della mia generazione". In tutta Italia sono più di 70mila i ragazzi che nel corso della giornata partecipano alle iniziative della manifestazione #PalermoChiamaItalia, promosse dal ministero dell'Istruzione e dalla Fondazione Falcone. Tra le principali quella nell'Aula bunker dell'Ucciardone, luogo simbolo del Maxiprocesso a Cosa Nostra. Una parte dei giovanissimi è andata invece in piazza Magione, uno dei luoghi della giovinezza di Falcone e Borsellino (FOTO).

Data ultima modifica 23 maggio 2019 ore 13:21

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