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Caso Siri, Lega: "Il sottosegretario non si dimette e non lo molliamo"

Salvini: non ho tempo per beghe

2' di lettura

Il sottosegretario indagato per corruzione – che non farà un passo indietro prima del prossimo Cdm - scrive su Facebook: “Non esiste alcuna polemica con il mio partito”. E aggiunge: “Non rilascio dichiarazioni per rispetto della magistratura”

Armando Siri non si dimette e nella Lega "nessuno lo molla". È quanto affermano fonti leghiste, interpellate sugli sviluppi della vicenda del sottosegretario indagato per corruzione (TUTTE LE TAPPE DEL CASO). Siri, viene spiegato, non farà un passo indietro prima che il premier Giuseppe Conte ne proponga la revoca delle nomine in Cdm, come annunciato ieri. Dunque, la vicenda potrebbe decidersi nel Consiglio dei ministri in programma la prossima settimana, tra mercoledì e giovedì. Intanto lo stesso Siri assicura: “Non esiste alcuna polemica con il mio partito”. Mentre il vicepremier Luigi Di Maio commenta a Sky Tg24 lo scontro in atto nell’esecutivo tra il Carroccio e il M5s: "Dobbiamo recuperare dopo la questione Siri che si è chiusa e spero non si arrivi a un voto: ma non credo sarebbe la fine del governo, non credo che la Lega lo farebbe cadere".

Siri: “Non rilascio dichiarazioni per rispetto della magistratura”

"Da giorni non rilascio alcuna dichiarazione né intervista, proprio per il rispetto che si deve in questi casi all'Autorità giudiziaria, che è giusto che conduca le sue indagini e ascolti le parti interessate senza vizi di comunicazioni esterne", scrive su Facebook il sottosegretario Siri. "Leggo invece in queste ore dichiarazioni riportate a mio nome che sono da ritenersi in assoluto destituite di ogni fondamento. Non esiste alcuna polemica con il mio partito che, anzi, ringrazio per tutte le manifestazioni di affetto, vicinanza e solidarietà dimostrate", conclude il post.

Salvini: “Non ho tempo per beghe e polemiche”

"Mi occupo di tasse, sicurezza, droga, immigrazione e lavoro. Non ho tempo per beghe e polemiche. Quindi chiedetelo a Conte". Così il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini a margine di un appuntamento elettorale a Fidenza risponde a una domanda sulla decisione del premier Giuseppe Conte di portare la proposta di revoca di Siri al prossimo Consiglio dei ministri.

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