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Caso Diciotti, la Giunta del Senato dice no al processo per Salvini

4' di lettura

Il Tribunale dei ministri di Catania non potrà processare il ministro dell'Interno con l'accusa di "sequestro di persona aggravato". Dopo il voto espresso online dai sostenitori dei 5s, la Giunta ha deciso di negare l’autorizzazione a procedere con 16 no

Con 16 “no” la giunta per le Immunità ha negato al Tribunale dei ministri di Catania l’autorizzazione a procedere contro il ministro dell'Interno Matteo Salvini. L’accusa formulata nei suoi confronti era quella di "sequestro di persona aggravato" per non aver fatto sbarcare per 5 giorni i 177 migranti dalla nave Diciotti. I voti contrari alla proposta del presidente della Giunta Maurizio Gasparri, che aveva chiesto di negare l'autorizzazione, sono stati 6. Ieri, intanto, gli iscritti al Movimento 5 Stelle - attraverso la piattaforma online Rousseau - hanno detto no al processo di Salvini per la nave Diciotti. Il voto sull'immunità al vicepremier leghista, però, ha spaccato gli alleati. I votanti sono stati 52.417: il 59,05% si è schierato a favore del no al processo, il 40,95% per il sì. “Li ringrazio per la fiducia”, ha commentato il ministro dell’Interno. Mentre Luigi Di Maio ha confermato: “Porteremo avanti la linea decisa dai nostri iscritti”.

Di Maio: “Far votare i cittadini fa parte del nostro Dna”

“Far votare i cittadini fa parte del nostro Dna, lo abbiamo sempre fatto come accaduto per il contratto di governo. L'altissimo numero di votanti dimostra anche questa volta che Rousseau funziona e si conferma il nostro strumento di partecipazione diretta”, ha scritto Di Maio in un post su Facebook. Poi, alla fine dell'assemblea congiunta M5S, ha aggiunto: “Abbiamo fatto decidere i nostri iscritti. I nostri iscritti decidono e noi portiamo avanti quella linea. Se sul caso Diciotti fosse uscita l'altra linea avrei portato avanti quella, perché nel M5S lasciamo spazio alla democrazia”. Il vicepremier ha poi confermato: "Il governo va avanti, come tanti italiani ci chiedono. Ad aprile c'è da far partire il reddito di cittadinanza e ci sono da fare tante altre cose”.

Salvini: “Per me il governo non era e non è in discussione”

Della tenuta dell’esecutivo ha parlato anche Salvini. “Per me il governo non era e non è in discussione: il processo, il voto in Abruzzo, il voto in Sardegna, i sondaggi… il governo va avanti, punto”, ha detto. Commentando il voto del M5S, ha aggiunto: “Li ringrazio per la fiducia, ma non è che sono qui a stappare spumante o sarei depresso se avessero votato al contrario. Sarei stato disponibile ad affrontare anche qualsiasi altro voto, non ho problemi. Se uno ha la coscienza a posto come ce l'ho io non vive con l'ansia”. Il vicepremier leghista ha ringraziato anche il suo collega pentastellato: “Manderò un sms a Luigi Di Maio. Lo ringrazio per la correttezza, l'avrei ringraziato anche se il voto fosse stato diverso perché lui si era espresso in maniera chiara”. Poi Salvini ha concluso: “In democrazia il popolo è sovrano. I Cinquestelle sono stati sempre duri, ma per altri tipi di reati: di solito i parlamentari venivano processati per truffa, corruzione. Questo era un atto politico per il bene degli italiani, ne ero convinto io e anche la maggioranza dei loro elettori”.

“Affluenza record” ma iscritti spaccati

Sulla piattaforma Rousseau, di fatto, i militanti del Movimento in dieci ore e trenta erano chiamati a votare non solo sull'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini ma sulla stessa opportunità dell'alleanza tra M5S e Lega. Il via libera alla consultazione online - con il quesito lievemente cambiato con l'aggiunta di un inciso sul fatto che l'azione di Salvini fosse, o meno, a tutela dell'interesse dello Stato – è stato segnato dal crashdown della piattaforma. L'inizio delle votazioni è così slittato dalle 10 alle 11 e il termine prorogato dalle 20 alle 21:30 per "l'alta affluenza". Alla fine, per quanto riguarda le votazioni sulla piattaforma in una sola giornata, il M5S parla di “affluenza record”. I 52.417 votanti sul caso Salvini-Diciotti, infatti, superano i 51.677 per le Quirinarie che, nel 2015, videro Ferdinando Imposimato come "candidato" degli iscritti del Movimento. Iscritti che, tuttavia, si sono spaccati sulla vicenda dell'autorizzazione: in 30.948 hanno votato "no" al processo nei riguardi del leader della Lega, in 21.469 si sono espressi a favore.

Data ultima modifica 19 febbraio 2019 ore 14:22

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