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Che cos’è Rousseau, la piattaforma del Movimento 5 Stelle

Che cos'è la piattaforma Rousseau

4' di lettura

Nato nel 2016, il "sistema operativo" del M5s offre agli iscritti diverse funzioni di di democrazia diretta. La gestione è affidata all’Associazione Rousseau, fondata da Davide e Gianroberto Casaleggio, e si sostiene grazie a “microdonazioni”

La piattaforma Rousseau è lo strumento lanciato dal Movimento 5 Stelle nel 2016 per sviluppare la “democrazia della rete” cara al M5s. Il nome scelto per il "sistema operativo" è quello del filosofo illuminista svizzero Jean-Jacques Rousseau.

La partecipazione diretta

I suoi obiettivi, si legge sul sito internet, sono la gestione del Movimento 5 Stelle nelle sue varie componenti elettive (Parlamenti italiano e europeo, consigli regionali e comunali) e la partecipazione degli iscritti alla vita del Movimento attraverso, ad esempio, la scrittura di leggi e il voto per la scelta delle liste elettorali. Un tempo appannaggio del blog di Beppe Grillo, oggi queste funzioni non sono aperte a tutti: alla piattaforma, infatti, si può accedere come “ospiti” ma per poter prendere parte a tutte le attività è necessario essere iscritti al M5S. Inizialmente, anche l’accesso al portale era riservato agli iscritti.

Le funzioni disponibili

Nel dettaglio le funzioni ad oggi disponibili sono numerose: partecipazione alla scrittura di leggi (nazionali, regionali ed europee); votazione di liste elettorali o temi proposti; fund raising per il Movimento; “Scudo della Rete”, raccolta fondi per la tutela legale; formulazione di proposte di legge; lezioni sulle strutture in cui sono inseriti gli eletti e sul loro funzionamento; archivio di proposte comunali e regionali; informazioni sui gruppi sul territorio; materiali di supporto per l’attivismo, proposta di candidature. Nel tempo, la piattaforma è stata oggetto di diversi tentativi di attacchi hacker

L’Associazione Rousseau

Rousseau non è gestito dal Movimento 5 Stelle. La proprietà e la gestione del portale sono dell’Associazione Rousseau. Inizialmente la Casaleggio Associati ha sviluppato la piattaforma Rousseau per il Movimento 5 Stelle e lo ha fatto gratuitamente. Nel 2016 la piattaforma viene rilasciata e donata al Movimento 5 Stelle e la sua gestione viene affidata all'Associazione Rousseau fondata da Gianroberto e Davide Casaleggio. Quest'ultimo è attualmente il presidente dell'Associazione Rousseau, mentre gli altri tre soci sono Massimo Bugani, Pietro Dettori e Enrica Sabatini. Compito dell’Associazione, si legge sul suo sito, è quello di sostenere e sviluppare l’omonima piattaforma di democrazia diretta.

Il bilancio

Le donazioni versate mensilmente dai parlamentari del Movimento 5 Stelle sono finalizzate al supporto delle attività dell’Associazione Rousseau. L'altra fonte di entrata sono le microdonazioni. Secondo gli ultimi dati resi pubblici, la piattaforma nel 2018 è stata sostenuta da donazioni di iscritti e portavoce per un totale di 1.254.031 euro di entrate a fronte di 1.123.990 euro di spese. Come evidenziato nel bilancio 2018, il 59% dell’importo totale è stato utilizzato per il supporto della piattaforma ossia per sostenere le spese del personale, gli investimenti sull’infrastruttura tecnologica e per il funzionamento degli uffici, mentre il 40% del totale è dedicato alle spese di supporto legale e per gli accantonamenti dei rischi legali del MoVimento 5 stelle, per le spese di comunicazione e di organizzazione di incontri di formazione e per gli oneri diversi di gestione.

I numeri della piattaforma

Per poter votare su Rousseau è necessario essere iscritti alla piattaforma da almeno sei mesi. Gli utenti certificati e quindi gli aventi diritto al voto su Rousseau sono circa 115mila. Una cifra in linea con quanto affermato sia da Luigi Di Maio che sul Blog delle stelle, aveva stimato “100mila” iscritti e Davide Casaleggio, che in una intervista al Fatto Quotidiano, parlava a settembre 2018 del raggiungimento della soglia dei 100mila utenti certificati sulla piattaforma. 

Le sanzioni del Garante

Nel tempo sono state due le sanzioni comminate dal Garante della privacy nei confronti di Rousseau. Una multa di 32mila euro è arrivata nel 2018 per il trattamento illecito dei dati personali, mentre ad aprile 2019 si è aggiunta una sanzione di 50mila euro per non avere protetto adeguatamente i dati personali degli iscritti in occasione del voto online. Secondo l'Authority, la piattaforma non garantirebbe la segretezza del voto degli iscritti. Il Garante ha anche chiesto a Rousseau di adottare una serie di misure per rendere la piattaforma meno vulnerabile e per proteggere i dati dei votanti. Il blog del Movimento 5 Stelle ha accusato il Garante di aver fatto un “uso politico” del suo ruolo. Rousseau spiega che i problemi evidenziati riguardavano la precedente piattaforma non più in uso: “Tutte le contestazioni del Garante sono state risolte nel vecchio sistema e non sono mai state presenti nel nuovo”.

Data ultima modifica 03 settembre 2019 ore 12:43

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