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Diciotti, la memoria di Salvini: “Agito nell’interesse pubblico”. Conte: "Linea condivisa"

4' di lettura

La Giunta per le immunità del Senato analizza la difesa inviata dal vicepremier contro la richiesta di autorizzazione a precedere. Il ministro: “Coerenza con contratto di governo”. Allegati documenti firmati da Conte, Di Maio e Toninelli. Gasparri: decisione entro il 20

Arriva oggi sul tavolo della Giunta per le immunità del Senato la memoria scritta di Matteo Salvini contro la richiesta di autorizzazione a precedere per il caso Diciotti inviata dal Tribunale dei ministri di Catania. Il vicepremier ha scritto che “ogni azione del Viminale ha avuto esclusivamente una finalità di pubblico interesse”. Salvini ha allegato anche documenti firmati da Conte, Di Maio e Toninelli, poi acquisiti dal presidente della Giunta, Maurizio Gasparri. Il premier nel suo scritto spiega: "Ho condiviso le posizioni di Salvini". La decisione finale della Giunta dovrebbe arrivare tra il 19 e il 20, come riferito da Gasparri al termine della seduta odierna "Tra mercoledì e giovedì prossimi avremo ben nove ore di discussione, un tempo congruo per valutare bene la materia che è delicata", ha detto. 

Memoria Salvini in Giunta: "Fu iniziativa del governo"

Il documento arriva in giornata sul tavolo dei 23 senatori della Giunta per le immunità. È una memoria difensiva "tecnica, e non politica". Punterà su due aspetti: innanzitutto, la decisione di non far sbarcare per 5 giorni i 177 migranti soccorsi ad agosto dalla nave Diciotti fu un'iniziativa del governo, e non personale del ministro dell'Interno. "Un reato può essere commesso da una singola persona o da più persone come da un singolo ministro, da più ministri o dall'intero governo", ha detto il presidente della Corte Costituzionale, Giorgio Lattanzi, pur non riferendosi esplicitamente al caso Diciotti.

Cosa c’è scritto nel documento

Il documento di Salvini, si legge in una nota diffusa per sintetizzare la memoria ("per rispetto dei commissari non l'abbiamo diffusa prima che la leggessero loro") è una ricostruzione dei fatti che non entrerà nel merito della sussistenza o meno del reato di sequestro e "non conterrà alcun attacco ai giudici". Il testo, che si dice rivisto e corretto dall'avvocato e ministro per la P.A. Giulia Bongiorno sottolinea che gli oneri di prima accoglienza sono sempre spettati a Malta, anche quando la nave militare italiana era arrivata al porto di Catania il 20 agosto. Un fatto che dimostra che l'Italia ha informato subito il resto dell'Europa della vicenda, perché si trovasse "una soluzione comune". E soprattutto nel documento di Salvini si "dimostra in maniera netta come" ogni sua azione "abbia avuto esclusivamente una finalità di pubblico interesse". Insomma, fu una "iniziativa del governo", coerente con la politica nazionale sui flussi migratori e "risultante anche dal contratto di governo" e dalla strategia messa in atto per gestire il tema migranti. L'invito implicito ai senatori è quindi di non valutare il caso fuori "dal contesto generale delle strategie governative", specie perché il soccorso della Guardia costiera avvenne "solo per far fronte alle omissioni di Malta".

Conte: ho condiviso decisioni Salvini

Il premier Conte ha firmato un documento allegato alla memoria, in cui spiega: "Sento il dovere di precisare che le determinazioni assunte in quell'occasione dal ministro dell'Interno sono riconducibili a una linea politica sull'immigrazione che ho condiviso con i ministri competenti, in coerenza con il programma di governo". Conte aggiunge che "le azioni poste in essere dal ministro dell'Interno si pongono pertanto in attuazione di un indirizzo politico-internazionale, che il Governo da me presieduto, ha sempre coerentemente condiviso fin dal suo insediamento. Di questo indirizzo, così come della politica generale del Governo, non posso non ritenermi responsabile".

L’iter della Giunta

La Giunta per prima dovrà decidere sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei suoi confronti per il reato di sequestro di persona aggravato, di cui lo accusa il Tribunale dei ministri di Catania Poi toccherà all'Aula. E la decisione di allegare alla sua memoria difensiva anche quelle di Conte e degli altri big M5S del governo punterebbe a convincere il variegato fronte pentastellato di Palazzo Madama a dire no all'autorizzazione (LE TEMPISTICHE).

Cosa faranno i 5S?

Sulla sorte di Salvini pesa l'ombra di cosa faranno gli alleati di governo dei 5 Stelle, che non hanno ancora adottato una linea comune e potrebbero dire sì all'autorizzazione, come richiesto del resto da Salvini in un primo momento. Ma anche se in Giunta la situazione dovesse precipitare per Salvini, potrebbe essere poi l'Aula a venirgli incontro visto che non sono ammessi i voti segreti. E mettere a rischio la tenuta del governo in questa fase non è interesse di nessuno della maggioranza. Lo stesso Di Maio ha detto: "Siamo sempre stati contro l'immunità parlamentare, ma stavolta è diverso".

Data ultima modifica 07 febbraio 2019 ore 13:45

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