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Tensioni Italia-Francia, Parigi: richiamo ambasciatore è temporaneo, ma è un "segnale"

3' di lettura

Dopo il richiamo di Parigi del proprio ambasciatore a Roma, Air France avrebbe deciso di sfilarsi dal salvataggio di Alitalia. La notizia, non confermata dalle parti in causa, non è stata nemmeno smentita

Il giorno dopo l'escalation, che ha richiamato l'attenzione allarmata di Sergio Mattarella, Roma e Parigi gettano acqua sul fuoco della polemica, ma dal governo francese, che sottolinea come il richiamo dell'ambasciatore in patria sia temporaneo, non vengono risparmiate staffilate sui dossier comuni più impegnativi, a partire da quello dei migranti e della Tav. (LE TAPPE DELLA CRISI - I MEME PIÙ DIVERTENTI).

Air France si sfila

A tutto questo si aggiunge il nodo Air France. Secondo il Sole 24 Ore, che cita "fonti autorevoli", Air France avrebbe deciso di sfilarsi dal salvataggio di Alitalia. La notizia, non confermata dalle parti in causa, non è stata però nemmeno smentita. 

Richiamo ambasciatore non permanente

Intanto, Benjamin Griveaux, portavoce del governo francese, assicura che il richiamo dell'ambasciatore francese a Roma, Christian Masset, "non è permanente, ma era importante dare un segnale". Sulla possibilità di un incontro tra Matteo Salvini e Emmanuel Macron, paventata ieri dal vicepremier italiano, ha aggiunto: "Il dialogo non è mai stato spezzato, ma c'è anche un presidente del Consiglio in Italia, si chiama Giuseppe Conte, è lui il capo del governo italiano e Macron lo ha già incontrato molte volte". 

Duro, invece, il commento del portavoce francese Griveaux ai microfoni di Europe 1. "Le battute di Luigi Di Maio e Matteo Salvini non hanno impedito all'Italia di entrare in una recessione economica... Noi non abbiamo fatto battute", ha detto. "Se (il governo italiano, ndr) si è sentito attaccato, è un suo problema", ha aggiunto. E ancora: "Se si vuol fare indietreggiare la lebbra nazionalista, se si vuole fare indietreggiare i populisti, se si vuol fare indietreggiare la sfida all'Europa, il modo migliore è di comportarsi bene con i propri partner".

"Francia, popolo amico"

Getta ancqua sul fuoco il governo italiano. "Non c'è nessun tipo di scontro con la Francia", ha commentato oggi il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che ha parlato di "popolo amico". "I rapporti con la Francia? Oggi si parla di Genova", ha tagliato corto invece il presidente del consiglio Giuseppe Conte dal cantiere dove è iniziato lo smantellamento del moncone ovest del ponte Morandi.Toninelli, anche lui da Genova, ha aggiunto: "La Francia commise un grave errore nel 2011 e ne stiamo pagando le conseguenze noi italiani principalmente". "È un peccato - ha aggiunto - che non chiedano scusa su quel grande errore che hanno commesso. Ma quando dicono che noi e i francesi siamo cugini è vero, è un popolo amico. Ma se si commettono degli errori bisogna chiedere scusa e si potrà rimediare. L'Africa è un continente che richiede un approccio completamente diverso e chi lo deve fare è la Francia. Stiamo interloquendo".

Lo scontro Roma-Parigi

La goccia che per Parigi ha fatto traboccare il vaso, stavolta, è stato l'incontro nei giorni scorsi di Di Maio con alcuni esponenti dei gilet gialli, il movimento anti-Macron, e in particolare con Christophe Chalencon, che l'Eliseo considera un insurrezionalista che incita al colpo di Stato, ad appiccare incendi e alla violenza contro i poliziotti. Conte ha cercato di giustificare il suo vicepremier così: “Con i gilet gialli ha agito da capo politico del M5s". "

Data ultima modifica 08 febbraio 2019 ore 12:50

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