Manovra, Di Maio: "Nessuna guerra all’Ue ma le misure non cambiano"

Politica
Foto: Archivio

Il vicepremier conferma la linea di apertura nei confronti dell’Europa dopo la bocciatura della finanziaria da parte di Bruxelles: "Ci sarà il massimo dialogo, ma non possono chiederci di tradire gli italiani. Si tratta di rispettare le promesse"

Dopo l’apertura nei confronti di Bruxelles da parte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, arriva anche quella del vicepremier Luigi Di Maio. Il leader del M5s, intervistato da Repubblica, ha commentato così la bocciatura ufficiale della manovra italiana da parte dell’Ue: "Vedo che ci sono grandi perplessità nei confronti della manovra e da parte nostra ci sarà il massimo dialogo, ma non possono chiederci di tradire gli italiani. Anche i mercati capiranno". Poi, giunto a Milano per Wow business summit ha aggiunto: "Le misure partiranno nei tempi previsti, quota 100 partirà nei primi mesi del 2019 insieme al reddito di cittadinanza. Spiegheremo all'Europa la bontà di queste misure ma soprattutto che la manovra può migliorare soprattutto nel taglio agli sprechi" (COSA SUCCEDE ORA).

Di Maio: "Rispettare le promesse"

Di Maio apre dunque alla "condivisione" e al "dialogo", che sono "valori alla base di tutta la nostra permanenza nell'Unione europea", ma resta fermo sui contenuti della manovra bocciata dalla commissione. "Non si tratta di fare la guerra all'Europa, ma di rispettare le promesse. E non è che facciamo tutto subito perché abbiamo esigenze politiche: il nostro obiettivo è mettere in sicurezza parti di società che non possono aspettare", spiega. Dopo aver parlato a La Repubblica, Di Maio è tornato sulla questione anche nelle ore successive: "Di tagli ne possiamo fare di più, perché non abbiamo completato in 5 mesi di governo tutte le istruttorie che servivano per tagliarli tutti. Capisco che la Commissione europea ha paura che questo governo si possa comportare come governi precedenti, cioè con la truffa dei numeri. I governi precedenti dicevano facciamo solo 1,8% di deficit all'inizio dell'anno e poi alla fine arrivava altro deficit, il che significa indebitare ulteriormente il Paese". Infine sui mercati: "Quando dico che capiranno non dico che dovranno farsene una ragione, dico che questi sono stati giorni di tensione con Bruxelles in cui la manovra è ancora in discussione quindi si può avere il timore che possa partire un emendamento in aula che possa peggiorarla".

"Non voglio continuare lo scontro con Moscovici"

Al commissario Moscovici, che ha detto no a trattative da "mercanti di tappeti" e che ha speso parole dure nei confronti dell'Itialia, Di Maio risponde: "Non voglio continuare in questo scambio di battute quotidiano, dobbiamo sederci e discutere questa procedura potenziando gli spazi di dialogo". Il vicepremier poi ribadisce: "Non taglieremo i punti cardine della manovra, ma i prossimi giorni permetteranno ai mercati di essere rassicurati". "Questo governo", assicura, "non vuole uscire dall' Europa e dall'euro, sarebbe anche un bene ribadirlo ai media esteri". Nell’intervista a Repubblica anche una domanda su come potrà durare un governo con conflitti così frequenti. Ma Di Maio risponde: "Durerà perché sappiamo già quali sono i punti su cui non andiamo d'accordo, lo abbiamo visto quando abbiamo scritto il contratto". Infine un accenno anche sull’attacco ai giornalisti nel giorno dell’assoluzione per la sindaca di Roma Virginia Raggi: "No (non ritiro le mie parole), io non ho parlato di tutti i giornalisti, ma credo che la libertà di stampa non possa essere libertà di dire bugie".

La linea di Conte, Salvini e Tria

Nei confronti della bocciatura Ue, ha aperto al dialogo anche Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio ha parlato ieri, 22 novembre, di misure ancora "in via di definizione" o che possono essere "rimodulate" nel percorso parlamentare della legge di bilancio. Diverso invece l’approccio di Matteo Salvini secondo il quale di passi indietro l'Italia non ne farà. Sulla questione è intervenuto anche il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che ha invitato a "sdrammatizzare i toni" anticipando quelle che potrebbero essere le conseguenze di uno scontro tra Italia ed Europa. "C'è la necessità di affrontare i rischi" di una recessione, ha sottolineato, "in modo congiunto e senza pregiudizi". Anche perché a farne le spese potrebbero essere a breve anche famiglie e imprese: se infatti lo spread si manterrà su livelli alti, ha affermato il ministro, l'effetto si farà sentire anche sui tassi dei mutui.

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