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Il decreto Genova è legge: bagarre in Aula per gesto di Toninelli

4' di lettura

Il via libera del Senato, con 167 sì, arriva 3 mesi dopo il crollo del ponte Morandi. Il provvedimento era passato alla Camera l'1 novembre. Dopo il voto, il ministro dei Trasporti ha alzato il pugno in aria in segno di vittoria scatenando le critiche

A tre mesi dal crollo del ponte Morandi, è legge il decreto su Genova e altre emergenze. Il testo è stato approvato dal Senato con 167 voti favorevoli, 49 contrari e 53 astensioni. Dieci senatori del M5s non hanno preso parte alla votazione. Il provvedimento era passato alla Camera il primo novembre, dopo una seduta notturna. Ma in Aula, dopo il voto, si è scatenata la bagarre, con la seduta che è stata sospesa per qualche minuto. A generare lo scontro, il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, che ha alzato il pugno in segno di vittoria, scatenando le critiche dell'opposizione. "È inaccettabile e indecente", attacca la capogruppo di Fi, Annamaria Bernini, "non venga più qui ad alzare i pugni" (FOTO). Forza Italia si astiene. "Io avrei dato fiducia a questa città e avrei votato a favore", ha detto il governatore della Liguria Giovanni Toti. Traccia una road map il sindaco e commissario per la Ricostruzione Marco Bucci. "Come commissario - dice - procederò all'assegnazione dei lavori con negoziazione diretta senza pubblicazione. Ci sarà una lettera d'invito e alle aziende sarà fatta richiesta di progetto preliminare che dovrà avere: previsione di durata del ponte, costi e tempi di realizzazione. Poi ci sarà aggiudicazione, richiesta di dissequestro del ponte e demolizione. Genova non si è mai fermata ora ha gli strumenti per rilanciarsi!".

Casellati: "43 morti, avrei voluto Aula diversa"

La bagarre ha innescato l'intervento della presidente del Senato, Elisabetta Casellati: "Quei 43 morti pesano sulla coscienza di tutti: francamente avrei desiderato un Aula diversa", ha detto fra gli applausi. Quando la seduta è ripresa, Toninelli ha precisato: "Il mio intervento è solo per portare il ringraziamento a tutti i deputati per aver lavorato giorno e notte in queste settimane su un provvedimento che stanzia 300 milioni di euro per Genova e i genovesi”. “Chi oggi ha gioito l'ha fatto per i cittadini di Genova e per le 266 famiglie che hanno perso casa e che da domani avranno soldi stanziati per comprare finalmente una nuova abitazione”, insiste. L'Aula ha poi osservato - su richiesta del Pd - un minuto di silenzio per le vittime del crollo del ponte di Genova.

De Falco (M5s) fuori da Aula, in 10 non votano

Non era invece in Aula il senatore M5s Gregorio De Falco quando il decreto è andato in votazione. Il senatore, al centro delle polemiche per l'emendamento al condono a Ischia, ha mostrato sorpresa alla notizia dell'avvenuta votazione: "Hanno votato? Ma la seduta non era sospesa?", ha affermato correndo verso l'Aula. E successivamente ha confermato: "È vero non ho fatto in tempo a votare: ma tutto sommato meglio così. Evidentemente era destino". Insieme a lui, altri nove senatori del Movimento 5 Stelle non hanno partecipato alla votazione: sono Vittoria Deledda Bogo, Alfonso Ciampolillo, Saverio De Bonis, Luigi Di Marzio, Elena Fattori, Michele Giarrusso, Cinzia Leone, Paola Nugnes e Mario Turco. 

Conte: "Città si rialza"

Intanto, sull’approvazione, arriva anche il messaggio del premier Giuseppe Conte, impegnato oggi ad Abu Dhabi: "Risorse e aiuti concreti alle famiglie che hanno perso la casa, sostegno a imprese e cittadini. Avevo promesso che non avrei mai abbandonato la città in ginocchio. Il governo è al vostro fianco, Genova si rialza”, scrive su Twitter. Critico Matteo Renzi: “Il nostro premier Conte, l'avvocato del popolo, ha scritto la pagina più nera quando ha detto 'Non si aspettano i tempi della giustizia'", ha detto l'ex premier.

Toti: "Da oggi conto granelli clessidra"

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha commentato: "Da oggi sono il signore che gira la clessidra, conto i granelli che scendono", sul ponte Morandi "avevo previsto un percorso di 12-15 mesi", "credevo fossero quelli possibili. Il Governo ha scelto un'altra strada, un percorso più tortuoso". "Se lo strumento che hanno scelto funzionerà sarà merito del Governo, se non funzionerà di sicuro la responsabilità non è a Genova", ha aggiunto. Il sindaco di Genova Marco Bucci ha invece parlato dei tempi per la ricostruzione: "Questa sera invieremo le lettere alle aziende interessate a portare avanti la demolizione e la ricostruzione di ponte Morandi, sono fiducioso di poter partire con la demolizione il 15 dicembre e con la ricostruzione già ad aprile", ha detto.

Data ultima modifica 15 novembre 2018 ore 15:25

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