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Manovra, Di Maio: A Natale decreto su quota 100 e reddito cittadinanza

4' di lettura

Il sottosegretario leghista Giorgetti frena: "Complicazioni attuative non indifferenti". Ma il vicepremier M5s in una diretta Facebook tira dritto: "Sono nella legge di Bilancio, chi dice di no dice bugie". Poi annuncia tagli a pensioni d'oro, vitalizi e editoria 

"Il reddito di cittadinanza, pensioni di cittadinanza e quota 100 ci sono nella legge di bilancio: chi dice che non ci sono sta dicendo bugie". Il vicepremier Luigi Di Maio in una diretta Facebook traccia un bilancio sulle misure cruciali per la maggioranza assicurando che “i soldi ci sono” e annunciando che per realizzarle ci sarà "un decreto a Natale". Sul reddito di cittadinanza c'è da registrare anche un botta e risposta con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, della Lega, che esprime dubbi: "Ha complicazioni attuative non indifferenti". A replicare è anche il premier Conte: "Si farà l'anno prossimo". Di Maio ha poi annunciato una serie di novità sulla legge di bilancio: "Pensioni d'oro, più risorse per scuola, università e ricerca, e tagli ai fondi ai giornali" sono le tre priorità che il Movimento 5 Stelle sosterrà nell'iter della manovra. Intanto, l'agenzia di rating canadese Dbrs fa sapere che non si aspetta "un miglioramento sostanziale della crescita italiana e nel breve termine, ad esempio nei prossimi trimestri, l'economia potrebbe risentirne negativamente".

Di Maio, tagli all'editoria "aggiunti con emendamenti"

"I tagli all'editoria", ha spiegato Di Maio, saranno aggiunti alla manovra “nei prossimi giorni. Non li abbiamo approvati in Cdm perché stiamo vedendo bene le norme: qualcosa sarà aggiunto con emendamento nella piena autonomia del Parlamento". Secondo il vicepremier i giornali locali, “difesi dalla Lega”, vanno finanziati “in maniera meritocratica: voglio investire magari per far nascere nuovi giornali e non per tenere quelli che restano aperti solo per prendere i finanziamenti".

In arrivo proposte per “taglio stipendi deputati e pensioni d’oro”

Il capo politico del M5s annuncia poi l’arrivo di una proposta per il “taglio degli stipendi a tutti i deputati e poi anche per i senatori”, e anche delle scorte. Di Maio spiega che ci sarà nella proposta una "revisione delle doppie diarie dei doppi stipendi, delle diarie dei parlamentari troppo alte". Il vicepremier afferma poi di voler tornare su alcune norme, tra cui le pensioni d’oro: "Stiamo ancora facendo i conti: non sono ancora soddisfatto perché voglio recuperare ancora di più, recuperare più soldi possibile a questa gente che ci ha rubato il futuro".

“Per reddito cittadinanza e quota 100 decreto a Natale”

Tornando a parlare delle due misure cardine per l'esecutivo, ovvero reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni, assicura che "in manovra ci sono i soldi, c'è la ciccia", e annuncia che “dopo la legge di bilancio, magari a Natale o subito dopo, si fa un decreto con le norme per reddito e pensioni di cittadinanza e riforma della Fornero. Lo faremo con un decreto, non un ddl perché ci vorrebbe troppo e c'è emergenza povertà", spiega Di Maio.

Tav "non è un'opera prioritaria in questo momento"

Di Maio è poi tornato sulla questione Tav: “Noi non siamo contro le alte velocità in sé: siamo contro gli sprechi di soldi che non ci permettono di investire dove serve”, afferma. “Per noi la Tav non è un'opera in questo momento prioritaria. Non ci serve: è stata progettata 30 anni fa quando si sprecavano soldi”, conclude.

L’agenzia di rating Dbrs: “Non atteso miglioramento della crescita”

Intanto l'intervento dell'agenzia di rating Dbrs fa tornare nel dibattito l'impatto sui mercati della legge di bilancio del governo italiano (LO SPREAD OGGI). L'agenzia canadese sottolinea che "il tema principale è se il governo riuscirà a formulare e realizzare un'agenda pro-occupazione che sostenga, piuttosto che invertire, la performance di crescita dell'Italia", in uno scenario “dove c'è già un rallentamento della crescita, un calo della fiducia delle imprese e tassi di interesse più alti”, conclude l’agenzia. Dall’agenzia arriva poi un’apertura di credito verso l’Italia: “Non siamo eccessivamente preoccupati circa il previsto peggioramento del deficit di bilancio dell'Italia a condizione che i fondamentali economici" del Paese "non peggiorino", afferma, sottolineando che "i rischi alla stabilità finanziaria causati dall'allargamento dello spread sembrano per il momento contenuti". L'agenzia spiega che il sistema bancario italiano "ha fatto passi avanti” e inoltre, conclude Dbrs, "l'occupazione nel complesso è sopra i livelli pre-crisi".

Data ultima modifica 02 novembre 2018 ore 16:08

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