Siria, Gentiloni: "Armi chimiche inaccettabili. Italia è alleato Usa"

Politica

Il presidente del Consiglio è intervenuto alla Camera dopo l'attacco congiunto di sabato di Usa, Francia e Gran Bretagna, specificando che il nostro "non è un Paese neutrale" e invitando a una "soluzione negoziale di questa crisi"

"Credo che non possiamo accettare che si torni a 100 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale a legittimare l'uso delle armi chimiche, non possiamo accettarlo". È intervenuto così alla Camera il presidente del Consiglio uscente, Paolo Gentiloni, durante l’informativa sulla situazione in Siria. L’intervento di Gentiloni arriva a pochi giorni dal bombardamento di sabato (LE FOTO) portato avanti da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, e il premier specifica che “l’Italia non è un Paese neutrale, che sceglie di volta in volta con chi schierarsi tra l'alleanza atlantica e la Russia: è un coerente alleato degli Stati Uniti e non di questa o quella amministrazione americana, di Kennedy o Nixon, di Reagan o Clinton, di Bush o Obama. È una scelta di campo, è la nostra scelta di campo". E sul regime di Bashar al Assad, “responsabile di crimini inauditi”, dice che “da anni il negoziato è inevitabile" e che “l’idea “che si potesse cominciare con la cacciata di Assad si è rivelata illusoria".

L’invito a una “soluzione negoziale”

Gentiloni, dopo aver sottolineato che la risposta del 14 aprile all’attacco con armi chimiche, avvenuto nella Ghouta una settimana prima, è stata "una risposta motivata, mirata e circoscritta, coordinata con attori presenti per scongiurare vittime civili”, ha invitato “la Russia, con gli Usa, l'Iran e il mondo arabo a una soluzione negoziale di questa crisi". "Dopo Duma e la Ghouta orientale - ha detto il presidente del Consiglio - occorre evitare altri spargimenti di sangue. Altre aree della Siria, dove sono i curdi, possono diventare teatro di nuove stragi. La situazione siriana interpella tutti noi e la comunità internazionale".

La posizione dell’Italia

L’Italia, ha ribadito Gentiloni, non ha partecipato all’attacco del 14 aprile: “Abbiamo esplicitamente condizionato la nostra disponibilità ad attività di supporto logistico - basate su trattati bilaterali tra Italia e Stati Uniti - al fatto che dal nostro territorio non partissero azioni dirette a colpire il territorio siriano. E così è stato".

“Fermezza e dialogo con la Russia”

Gentiloni ha parlato anche dell’attacco a Duma, dove “secondo ogni evidenza si è ripetuto l'uso di armi chimiche: probabilmente cloro miscelato con sarin o agenti assimilabili”, anche se, aggiunge, “abbiamo la certezza purtroppo che a seguito del veto della Russia alla proposta del Consiglio di sicurezza l'iniziativa per accertare la verità e le responsabilità è stata bloccata". Tuttavia, secondo il presidente del Consiglio, è importante non rompere i rapporti con Mosca: "Non abbiamo mai rinunciato in questi anni e non dobbiamo mai rinunciare a quella impostazione del doppio binario che associa la fermezza nei confronti della Russia quando ci sono palesi violazioni del diritto internazionale e si batte per tenere sempre aperta la porta del dialogo”. Una posizione criticata, sottolinea Gentiloni, perché “troppo tenera”, ma “non ci sto ai cliché della Guerra fredda o dell'inizio della Seconda guerra mondiale. Noi siamo contemporanei e dobbiamo associare alla fermezza, l'apertura e il dialogo con la Russia".

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