Siria, Gentiloni: attacco non partito da basi Italia. No a escalation

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Per il premier l'azione militare di Usa, Gran Bretagna e Francia è una risposta "motivata all'uso di armi chimiche". Alleanza con Washington rimane "molto forte". Informativa urgente in Senato il 17 aprile. Salvini: "Bene Gentiloni su basi"

L’attacco militare di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia lanciato nella notte tra il 13 e il 14 aprile contro la Siria è stata una risposta "motivata all'uso di armi chimiche". Ma "non può e non deve essere l'inizio di un'escalation". A dirlo è il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a poche ore dall’operazione congiunta di Washington, Londra e Parigi in risposta al presunto attacco chimico alla città di Duma dello scorso 7 aprile (FOTO). Il premier, che in mattinata ha avuto anche un colloquio telefonico con Sergio Mattarella, ha poi precisato che il nostro Paese non ha partecipato all'attacco né ha fornito basi militari per l'azione. Intanto, la presidente del Senato, Maria Casellati, ha già preso contatto con Gentiloni per una informativa urgente sulla situazione in Siria che si terrà fin dalla giornata di martedì 17 aprile. Attesa per lunedì 16 la conferenza dei Capigruppo.

Telefonata Gentiloni-May: azione limitata, no a escalation

Dopo l'attacco, Gentiloni ha anche avuto una conversazione telefonica con la premier britannica Theresa May. Nel corso del colloquio May ha confermato al premier quello che aveva già ribadito nella notte: l'attacco in Siria ha avuto l'obiettivo di ridurre la capacità delle armi chimiche, e non di influire sulla crisi siriana. Entrambi i leader hanno poi sottolineato il carattere limitato della azione intrapresa, il no ad una escalation e il comune impegno contro l'utilizzo delle armi chimiche. 

Attacco Siria, Gentiloni: "È il momento della diplomazia"

Gentiloni: alleanza con Usa è forte

Sul ruolo dell'Italia, Gentiloni ha sottolineato: "Il supporto logistico che forniamo agli Stati Uniti, in questo caso particolare abbiamo insistito e chiarito che non poteva in alcun modo tradursi nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni direttamente mirate a colpire la Siria". Ma il premier ha voluto comunque ribadire che "con gli Usa la nostra alleanza è molto forte e particolare". Per Gentiloni, inoltre, "è il momento di mettere al bando le armi chimiche, della diplomazia e del lavoro per dare stabilità e pluralismo alla Siria dopo sette anni di un conflitto tormentato e terribile".

Martina e Fassino: sostegno alla posizione del governo

Sostegno al premier arriva dal segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, e dal responsabile Esteri dem Piero Fassino, in una nota congiunta: "Sosteniamo la posizione assunta dal Governo e dal Presidente Gentiloni e ogni iniziativa intrapresa dall'Unione Europea e dall'Onu", spiegano. 

Salvini: bene Gentiloni su basi

Ma l’appoggio alla scelta del premier è arrivato anche dalla Lega, con Matteo Salvini che ha spiegato: "L’attacco alla Siria di questa notte è sbagliato. Apprezzo l'intervento di Gentiloni che non ha concesso le nostre basi". Il leader leghista, da Twitter, aveva subito condannato l'azione miliatre: "Pazzesco, fermatevi", aveva scritto. Dal centro destra è intervenuto anche Silvio Berlusconi, che ha spiegato: "Si tratta di un attacco su obiettivi precisi contro siti legati alla produzione di armi chimiche che traduce il principio internazionale di condanna di queste armi". Per Giorgia Meloni, invece, quello di questa notte è un "attacco fuori dalla legalità internazionale in assenza di un pronunciamento dell'Onu sui presunti attacchi chimici". 

Di Maio: a fianco degli alleati, Ue rimanga unita

In mattinata, sulla questione siriana è poi intervenuto il Movimento 5 stelle, con la richiesta dei capigruppo ai presidenti delle Camere di una convocazione urgente "se non delle Assemblee, almeno delle Commissioni speciali, anche in sede congiunta". Mentre il leader dei pentastellati, Luigi Di Maio, ha spiegato: "Restiamo al fianco dei nostri alleati, soprattutto perché in questa fase delicatissima credo che l'Ue debba avere la forza di farsi vedere compatta e unita". E ha poi aggiunto: occorre "accelerare con urgenza il lavoro della diplomazia, incrementando i canali di assistenza umanitaria. L'uso di armi chimiche, come ho già detto, è intollerabile ma mi auguro che l'attacco di oggi resti un'azione limitata e circoscritta e non rappresenti invece l'inizio di una nuova escalation". 

Data ultima modifica 14 aprile 2018 ore 13:58

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