Siria, scontro tra Stati Uniti e Russia al Consiglio dell'Onu

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Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu boccia la bozza di risoluzione della Russia sull'istituzione di un'inchiesta per indagare sui presunti attacchi chimici in Siria. Veto di Mosca sull'altra bozza, americana, che suggeriva un metodo di inchiesta diverso

Sulla Siria va in scena un nuovo scontro tra Stati Uniti e Russia al Consiglio di Sicurezza dell'Onu con il veto di Mosca ad una risoluzione americana e la bocciatura di quella russa. Entrambe erano tese ad avviare un'indagine indipendente sull'attacco chimico a Duma, con la differenza che i russi volevano affidarla agli investigatori Opac, che non possono attribuire direttamente le responsabilità.

Lo scontro

"La Russia ha scelto ancora una volta il regime di Assad invece dell'unità del Consiglio di Sicurezza e ha distrutto la credibilità dell'organo Onu", ha commentato l'ambasciatrice americana al Palazzo di Vetro, Nikki Haley, ricordando che il veto di Mosca è il sesto su una risoluzione che riguarda l'uso di armi chimiche in Siria (e il 12esimo in generale, dall'inizio del conflitto).

Venti di guerra

Gli Stati Uniti però tirano dritti nonostante le diffide del Cremlino. Lo conferma il fatto che il cacciatorpediniere Usa si sta avvicinando alla costa siriana, a circa 100 chilometri dal porto di Tartus, dove c'è una base della marina militare russa. Avvistato anche un aereo pattugliatore P8 Poseidon statunitense tra Cipro e la Siria, jet che decolla regolarmente da Sigonella, in Sicilia. In attesa delle decisioni e delle mosse di Trump, il fronte mediorientale è in pieno movimento, con l'incognita della reazione dei russi, che finora non hanno mai utilizzato i sistemi anti missile S-400. Tutti spostano pedine, mezzi, apparati in vista del peggio. Siriani, russi e iraniani hanno messo in stato d'allarme le basi temendo un possibile attacco. Due aerei da ricognizione russi Il-38 sono stati segnalati in uno spazio di mare molto affollato. I russi, secondo la Nbc, avrebbero anche disturbato elettronicamente l'attività dei droni Usa rendendo difficili le loro incursioni a caccia di dati. Gli israeliani hanno spostato batterie anti-missile Iron Dome nella zona del Golan, dopo un raid aereo ieri (non rivendicato) su una base aerea siriana che ha provocato sette morti iraniani. Con Teheran che ha già avvisato che il blitz "non rimarrà senza risposta", alimentando ulteriori tensioni. Così come il monito del leader turco Recep Tayyip Erdogan, alleato di Russia e Iran in Siria ma ostile ad Assad: "Chiunque abbia compiuto il massacro a Duma ne pagherà il prezzo, e sarà certamente alto".

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