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Chi è Attilio Fontana, il presidente eletto della Lombardia

Il governatore eletto Fontana insieme a quello uscente Maroni
5' di lettura

Avvocato, 65 anni, ex sindaco di Varese, ex presidente del Consiglio regionale. Il candidato del centrodestra ha vinto le Regionali promettendo come priorità lavoro, sicurezza e welfare. Leghista “moderato”, prenderà il posto del suo amico Maroni. SPECIALE - LIVEBLOG

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Continua in Lombardia il dominio incontrastato del centrodestra, che governa la Regione dal 1994 e si prepara a farlo per altri 5 anni. L’election day del 4 marzo, infatti, ha incoronato governatore il 65enne Attilio Fontana (RISULTATI - SPECIALE). L’ex sindaco di Varese ha vinto, quando mancano ancora due sezioni, con il 49,75% dei voti (fermo al 29,09% il candidato del centrosinistra Giorgio Gori). Un risultato superiore rispetto al 42,8% registrato cinque anni fa da Roberto Maroni, presidente uscente. Leghista da una vita, ex presidente del Consiglio regionale, nella bufera in campagna elettorale per una frase sulla “razza bianca” (di cui si è scusato più volte), ecco chi è il nuovo governatore della Lombardia.

Storico militante della Lega

Attilio Fontana è nato a Varese il 28 marzo 1952. Laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano, è avvocato. Sposato, padre di tre figli, è amante del golf, dei viaggi e della puntualità. Storico militante del Carroccio, è considerato un leghista “moderato”. La sua carriera politica inizia nel 1995, quando viene eletto sindaco di Induno Olona. Rimane in carica nel paese in provincia di Varese fino al 1999, quando decide di correre per le Regionali. Nel 2000 entra al Pirellone e viene eletto (per due volte) presidente del Consiglio regionale lombardo. Nel 2006, dopo lo scandalo che porta alle dimissioni del sindaco di Varese Aldo Fumagalli, si candida sempre con la Lega alla guida della sua città. Vince le elezioni con il 57,8% dei consensi. Un successo che si ripete cinque anni dopo, quando Fontana batte al ballottaggio del maggio 2011 la candidata del centrosinistra Luisa Oprandi con il 53,89% dei voti. Durante i due mandati ottiene un apprezzamento politico trasversale e nel 2009 viene nominato presidente dell’Anci Lombardia (entrando anche nel direttivo dell'Anci nazionale).

Le proteste contro l'Imu e tasse locali

Durante gli anni da sindaco a Varese, Fontana finisce nel mirino del cerchio magico “bossiano” per la protesta contro i tagli ai Comuni decisi da Giulio Tremonti nell'ultimo governo Berlusconi 2008-2011. Dopo aver ricevuto il diktat del partito a non partecipare a manifestazioni di protesta contro l’Imu e le tasse locali, Fontana decide di obbedire ma in segno di protesta abbandona la presidenza dell'associazione dei Comuni. Incarico che ricoprirà di nuovo qualche mese più tardi, quando viene rieletto a capo dell’Anci lombardo e vi rimane fino al 2014. Fa battaglie anche fianco a fianco dell’attuale ministro Graziano Delrio, allora sindaco di Reggio Emilia e presidente dell'Anci nazionale: come la marcia dei primi cittadini organizzata a Milano nel 2012 contro i tagli al bilancio. Nel 2016, al termine dei due mandati da sindaco - dopo i quali il centrodestra per la prima volta perde la città di Varese, andata al candidato del Partito Democratico Davide Galimberti - Fontana torna a fare l'avvocato.

La corsa per la Regione

Ma quando il governatore lombardo Roberto Maroni annuncia di non voler correre per un nuovo mandato in Regione, in casa Lega si pensa a lui. Intorno al nome di Fontana convergono tutte le forze di centrodestra e nel gennaio del 2018 arriva la candidatura ufficiale. Sarebbe “assolutamente” adatto a fare il presidente della Lombardia al posto di Maroni, è l’endorsement del leader della Lega Matteo Salvini. Parere condiviso anche da Silvio Berlusconi e dal governatore in carica Maroni, suo amico da oltre quarant'anni, che dichiara: “Sarebbe adatto per quel ruolo”. Qualcuno pronostica una sconfitta, sottolineando come sia un candidato poco conosciuto rispetto al rivale Giorgio Gori. Ma Fontana non molla. Durante la campagna elettorale, indica tre priorità: lavoro, sicurezza e welfare. Ma a far discutere sono alcune sue dichiarazioni: l'Italia non può “accettare tutti” gli immigrati, la “razza bianca”, la “nostra società”, rischiano di essere “cancellate” dal fenomeno dell'immigrazione non controllata, dice in radio. Poi ritratta e si scusa più volte. I lombardi gli danno fiducia e il 4 marzo lo eleggono presidente della Regione.

Il passaggio di consegne

“Sono felice per la vittoria di Attilio Fontana, mio degnissimo successore”, twitta Maroni. Esulta anche Salvini. Fontana, nel suo primo incontro con i giornalisti a risultato acquisito, non nasconde di voler governare in continuità con la giunta che l’ha preceduto. Il primo provvedimento che intende varare, spiega, è allargare la fascia di famiglie che accede agli asili gratuitamente. Senza dimenticare che c'è da andare avanti con il processo dell'autonomia. Il passaggio di consegne fra il governatore uscente e il vincitore delle elezioni dovrebbe essere intorno al 20 marzo.

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