Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026
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Meloni: "Manifestanti anti-Olimpiadi nemici dell'Italia". E su Pucci attacca la sinistra

Politica

Gli scontri di piazza durante i Giochi e il caso Sanremo diventano il centro di un duro scontro politico. La premier parla di nemici dell’Italia e censura ideologica, le opposizioni replicano accusando l’esecutivo di fallimenti su sicurezza e uso strumentale delle polemiche

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"Nemici dell’Italia": così Giorgia Meloni liquida gli scontri di piazza di sabato scorso a Milano che, mentre il Paese celebra i primi successi ai Giochi invernali, finiscono sotto gli occhi del pubblico internazionale. Dalle proteste contro le Olimpiadi al caso Sanremo, passando per le accuse di censura e le repliche sull’ordine pubblico, il clima politico si infiamma e il confronto tra governo e opposizioni si sposta dal terreno della sicurezza a quello della libertà di espressione.

Olimpiadi, ordine pubblico e accuse incrociate

Il medagliere azzurro da record e l’organizzazione dei Giochi invernali Milano Cortina non bastano a spegnere le polemiche sugli scontri di piazza che, secondo il governo, hanno fatto il giro delle televisioni di mezzo mondo. Giorgia Meloni affida ai social la sua indignazione: davanti a una vetrina internazionale così importante, sostiene, gli sforzi di migliaia di persone rischiano di essere vanificati da "bande di delinquenti", tornate in azione a Milano contro i Giochi e a Bologna con il sabotaggio dei cavi ferroviari. "Nemici dell’Italia", li definisce la premier, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto denuncia decisioni che finiscono per colpire le forze dell’ordine, “prima prese a calci dai violenti e poi dallo Stato”.

Le opposizioni: "Su sicurezza governo ha fallito"

Le opposizioni ribaltano la lettura: parlare di nemici e chiedere condanne serve solo a nascondere, sostengono, che sulla sicurezza il governo ha fallito. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami chiama in causa direttamente Elly Schlein e Giuseppe Conte, chiedendo una condanna esplicita e senza ambiguità delle violenze che, a suo dire, producono un danno d’immagine ed economico per l’intero Paese proprio mentre il mondo si complimenta per le Olimpiadi. Conte replica parlando di una "litania" utile a distrarre l’opinione pubblica e ricorda come, quando la destra era all’opposizione, chiedesse dimissioni a ogni disordine. Anche il Pd insiste: chi governa deve garantire risultati, non limitarsi a pretendere dichiarazioni. Sul fondo resta il nuovo decreto sicurezza, approvato in Consiglio dei ministri ma ancora in attesa di bollinatura, mentre continuano i botta e risposta, compreso quello tra Crosetto e l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli, accusato dal ministro di polemizzare invece di fare fronte comune nella difesa della legalità. Gabrielli respinge le accuse e rivendica il diritto di dire ciò in cui crede, senza convenienze.

Sanremo e caso Pucci, l'affondo della premier 

Un’altra polmica esplode sul terreno dello spettacolo. Andrea Pucci rinuncia al ruolo di co-conduttore della terza serata di Sanremo dopo un’ondata di critiche, insulti e minacce. La deecisione provoca l’intervento diretto della presidente del Consiglio, che esprime solidarietà al comico e denuncia un clima di intimidazione e odio. Per Meloni "è inaccettabile" che una pressione ideologica spinga qualcuno a rinunciare a salire su un palco. In un colloquio con il Corriere della sera, parla di "doppiopesismo insopportabile" che, accusa, "è davvero la cifra della sinistra". "La usano sempre. E non ci sto". La presidente del Consiglio racconta che "a stento sapevo chi fosse" ma, quanto alle accuse di sessismo anche verso Elly Schlein piovute sul comico che ha poi rinunciato alla co-conduzione di Sanremo, cita alcune vignette satiriche contro lei stessa e controbatte: "Parlano di sessismo, e io che dovrei dire? Mi facciano capire, quando attaccano me è satira, quando attaccano la Schlein è sessismo? Su di noi si può dire tutto e su di loro solo quello che condividono?". "Io sono, in generale, per tenere la politica fuori da Sanremo. L'utilizzo di questi palcoscenici per questioni che non c'entrano con la politica è una cosa che non ho mai sopportato", dice ancora Meloni. "Se al Festival avesse partecipato Pucci riprende secondo me bisognava chiedergli di non parlare di politica. Ma minacciarlo a monte, chiederne la censura, semplicemente perché non se ne condivide il taglio, lo considero sbagliato". Principio che vale anche, rimarca, "per quelli che ci hanno sempre spiegato che la satira è sacra, ma ovviamente finché era contro di noi", anche perché "noi, a differenza loro - rivendica - non abbiamo mai chiesto la censura di nessun comico".

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