Dopo le polemiche e gli attacchi ricevuti, il comico ha deciso di fare un passo indietro dalla partecipazione all’evento musicale, spiegando di voler tutelare sé stesso e la famiglia. Con 35 anni di carriera alle spalle, sottolinea come il suo lavoro sia sempre stato volto a far sorridere il pubblico, senza alimentare odio o divisioni. "Inaccettabile che la pressione ideologica spinga a rinunciare a un palco", ha commentato in un post sui social la premier Meloni
Andrea Pucci rinuncia a Sanremo, dopo le polemiche che hanno accompagnato l'annuncio della sua presenza come co-conduttore della terza serata. "Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant'altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili!", dice, parlando di "onda mediatica negativa" che altera "il patto fondamentale" con il pubblico. Di qui la scelta del "passo indietro", ringraziando Carlo Conti e la Rai. "Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più", afferma. "Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno".
Pucci: "Non odio nessuno"
"Il mio lavoro - sottolinea Andrea Pucci - è quello di far ridere la gente, da 35 anni, ma potrei dire da sempre!!! E da sempre ho portato sul palco usi e costumi del mio paese, beffeggiando gli aspetti caratteriali dell'uomo e della donna. Attraverso il mio lavoro ho raggiunto obiettivi e traguardi con l'intenzione di regalare sorrisi e portare leggerezza a chi è sempre venuto a vedere i miei spettacoli. Gli insulti, le minacce , gli epiteti e quant'altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili! Quest'onda mediatica negativa che mi ha coinvolto in occasione dell'annunciata partecipazione a SanRemo, una manifestazione così importante che appartiene al cuore del paese, altera il patto fondamentale che c'è tra me ed il pubblico, motivo per il quale ho deciso di fare un passo indietro in quanto i presupposti per esercitare la mia professione sono venuti a mancare". "A 61 anni - continua Pucci - dopo quello che mi è accaduto fisicamente, non sento di dovermi confrontare in una lotta intellettualmente impari che non mi appartiene. Devo e voglio ringraziare Carlo Conti, la Rai, e tutti coloro che hanno creduto, pensato e proposto questa occasione che avrebbe significato per me una meravigliosa celebrazione. Nel 2026 - afferma ancora l'attore replicando alle accuse che gli sono state rivolte in questi giorni - il termine fascista non dovrebbe esistere più, esiste l'uomo di destra e l'uomo di sinistra che la pensano in modo differente ma che si confrontano in un ordinamento democratico che per fortuna governa il nostro amato Paese! Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno. Rimando quindi tutti gli in bocca al lupo a Carlo Conti - conclude - augurandogli un'edizione di successo e vi aspetto a teatro".
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Meloni: "Solidarietà per clima intimidazione e odio"
"Fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui". Giorgia Meloni spiega cosi', su X, che "esprimo solidarietà ad Andrea Pucci, che ha deciso di rinunciare a Sanremo a causa delle offese e delle minacce rivolte a lui e alla sua famiglia. È inaccettabile che la pressione ideologica arrivi al punto da spingere qualcuno a rinunciare a salire su un palco", aggiunge. "Ma anche - sottolinea Meloni - questo racconta il doppiopesismo della sinistra, che considera "sacra" la satira (insulti compresi) quando è rivolta verso i propri avversari, ma invoca la censura contro coloro che dicono cose che la sinistra stessa non condivide. La deriva illiberale della sinistra in Italia sta diventando spaventosa", ha infine scritto la premier.