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Pd: strappo su liste, minoranza non vota. Calenda: esclusa gente seria

3' di lettura

Nella notte la direzione ha respinto la richiesta di Orlando di avere un'ora per valutare i nomi. Il ministro: "Non è tempo di polemiche". Confermata la candidatura di Gianni Pittella e di Maria Elena Boschi nel collegio di Bolzano. LO SPECIALE ELEZIONI

La direzione del Partito democratico ha approvato le liste per le prossime elezioni politiche, ma la minoranza non ha partecipato al voto. Lo strappo si è consumato nella notte e il voto della direzione è arrivato quasi alle 4 del mattino. "Non c'é stata nessuna trattativa o braccio di ferro, perché i nomi li sentiamo solo ora, non li abbiamo neanche letti", lamenta Andrea Orlando, parlando anche a nome di Gianni Cuperlo e Michele Emiliano, dopo che Lorenzo Guerini distilla il lungo elenco dei candidati. Il ministro della Giustizia però poi aggiunge: "Non è il momento di fare polemica". Più duro il commento di Carlo Calenda: "Non capisco perché escludere gente seria e preparata". Ma Matteo Renzi rivendica il lavoro fatto: "E' stata una delle esperienze più devastanti che abbia vissuto ma da domani dobbiamo fare una grande battaglia: la squadra avversaria è meno forte di noi".

Orlando: "Dobbiamo iniziare la campagna elettorale"

Nella notte dopo la lettura dei nomi, la direzione ha respinto la richiesta di Andrea Orlando di avere un'ora per valutare i nomi così la minoranza è uscita e le liste sono approvate: ci saranno ventiquattro ore per i ricorsi. "Ho appreso dove ero candidato ieri sera alla presentazione delle proposte di candidature", ha detto il ministro della Giustizia. "È questa la ragione per cui avevamo chiesto una sospensione per poter valutare delle proposte che non conoscevamo. Comunque credo che non sia il momento di fare polemica. Ognuno deve fare le scelte che ritiene più giuste ma complessivamente dobbiamo iniziare a fare la campagna elettorale". Le minoranze denunciano un ridimensionamento, mentre appaiono soddisfatti gli esponenti delle aree Martina e Orfini, che avrebbero confermato lo stesso numero di parlamentari.

Calenda: "Spero in un ravvedimento operoso"

"Qual è il senso di non candidare gente seria e preparata, protagonista di tante battaglie importanti come De Vincenti, Nesi, Rughetti, Tinagli, Realacci, Manconi - ha scritto invece Carlo Calenda, in toni più aspri, su Twitter - Spero che nelle prossime ore ci sia un ravvedimento operoso. Farsi del male da soli sarebbe incomprensibile".

Conferme e new entry

Tra gli alleati, si scioglie il dubbio su Beatrice Lorenzin, che correrà per la Camera a Modena, mentre a Riccardo Nencini viene affidato il difficile collegio di Arezzo, per il Senato. Matteo Renzi è candidato nel collegio Firenze 1 Camera e nei listini di Umbria e Campania, mentre Paolo Gentiloni nell'uninominale a Roma e nel plurinominale nelle Marche e in Sicilia. Moltissime conferme tra i renziani ma anche alcune new entry, tra cui il costituzionalista Stefano Ceccanti e il portavoce di Gentiloni, già portavoce di Renzi, Filippo Sensi. Roberto Giachetti sarà all'uninominale in Toscana, a Sesto Fiorentino. Lucia Annibali, l'avvocatessa sfregiata dall'acido, nell'uninominale a Parma. È confermata la candidatura del presidente del gruppo S&D Gianni Pittella e di Maria Elena Boschi nel collegio di Bolzano.

Data ultima modifica 27 gennaio 2018 ore 13:28

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