Elezioni Sicilia, vince centrodestra con Musumeci. M5S primo partito

6' di lettura

Il neoeletto governatore raggiunge il 39,9% delle preferenze e conquista Palazzo D'Orleans. Micari al 18,6%%, il Pd ammette la sconfitta. Soddisfatto Berlusconi: "Abbiamo impedito che la Regione finisse al M5S". LO SPECIALE - RISULTATI

Il candidato del centrodestra Nello Musumeci, con il 39,9% delle preferenze, è il nuovo presidente della Regione Sicilia. (CHI È IL NUOVO GOVERNATORE). Dietro di lui (GLI AGGIORNAMENTI) l'esponente del M5S Giancarlo Cancelleri che, ascrutinio ultimato, si aggiudica il 34,6%, poi Fabrizio Micari (Pd) al 18,6%, seguono Claudio Fava al 6,1% e Roberto La Rosa allo 0,7%. YouTrend, verso la fine della mattinata, aveva già incoronato in candidato del centrodestra come il vincitore.

Berlusconi: “Abbiamo impedito che la Sicilia cadesse in mano al M5s”

"Volevo ringraziare i siciliani per aver accolto il mio appello. La Sicilia ha scelto come io avevo chiesto la strada del cambiamento, di un cambiamento vero, serio e costruttivo basato sull'onestà, la competenza e esperienza”, ha detto il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi in un messaggio su Facebook, prima di chiamare Musumeci per congratularsi. "Dopo il fallimento definitivo dell'amministrazione della sinistra la Sicilia era di fronte ad un bivio: la nostra rivoluzione positiva o la rabbia inconcludente dei Cinque Stelle”. “Abbiamo impedito che la Sicilia cadesse in mano al M5s a chi non ha mai realizzato nulla, non ha mai amministrato nemmeno un condominio, gente che non ha mai lavorato. A Musumeci i miei complimenti e auguri ha le capacità è le forze per potercela fare, noi gli saremo vicini".

Pd ammette sconfitta

Il Pd, che ha sostenuto il rettore dell'Università di Palermo Fabrizio Micari, aveva già ammesso la sconfitta quando ancora non erano iniziati gli scrutini: “È una sconfitta evidente e chiara, ma gli do una connotazione solo siciliana. Non c'è alcuna continuità tra elezioni regionali e politiche”, aveva detto Davide Faraone, capo dei renziani siciliani, commentando gli exit poll. Il Pd in Sicilia ha recuperato qualcosa solo nelle liste provinciali collegate al candidato governatore.

Cancelleri: "Vittoria contaminata da impresentabili"

Ha ammesso la sconfitta, dopo molte ore, anche il candidato del M5S Giancarlo Cancelleri, che ha definito quella di Musumeci una vittoria “contaminata dagli impresentabili e dai media nazionali che non hanno mai parlato degli impresentabili”. E ha aggiunto: “Qualcuno potrebbe chiedermi se ho chiamato il vincitore. Non l'ho chiamato e non lo chiamerò perché altrimenti dovrei chiamare tutti quelli che sono davvero i vincitori di questa competizione elettorale”. In giornata aveva parlato anche Luigi Di Maio, affermando su Facebook e sul blog di Grillo che il M5S è "la prima forza politica del Paese". Il candidato premier del M5s ha anche cancellato il confronto con Renzi: “Avevo chiesto il confronto qualche giorno fa, quando lui era il candidato premier di quella parte politica. Il terremoto del voto in Sicilia ha completamente cambiato questa prospettiva”.

Grasso: patetica scusa imputarmi risultato Sicilia

La debacle del centrosinistra, secondo alcuni commentatori, poteva essere evitata se si fosse puntato su un profilo più forte per il candidato governatore. E dalle fila del Pd si è fatto il nome del presidente del Senato Pietro Grasso, che però ha voluto chiarire subito: “Ha comunicato ufficialmente e con parole inequivocabili l'impossibilità, per motivi di carattere istituzionale, di candidarsi alla Regione Siciliana il 25 giugno scorso”, ha comunicato il portavoce. "Imputare a Grasso il risultato che si va profilando per il Pd è quindi una patetica scusa”.

Affluenza al 46,76%

Significativi i numeri dell'affluenza definitiva, che si è fermata al 46,76% portando così alla vittoria il "partito del non voto" con il 53,24% degli elettori che ha disertato le urne. Il dato è in calo dello 0,65% rispetto al 2012, quando aveva votato il 47,41%. In totale, gli aventi diritto che sono andati ai seggi sono stati 2.179.474 su 4.661.111. Catania e Messina sono le sole provincie dove ha votato oltre la metà dell’elettorato. Questi i dati per ogni singola provincia: a Messina ha votato il 51,69%, a Catania il 51,58%, a Palermo il 46,4. A Siracusa affluenza al 47,55%, Ragusa al 47,48%, Trapani al 45,43%, Caltanissetta al 39,83%, Agrigento al 39,6%. Maglia nera a Enna, dove ha votato solo il 37,68% degli elettori.

Polemiche per scrutinio di lunedì

Lo scrutinio posticipato rispetto alla chiusura delle urne non è piaciuto a tutti. "È sbagliato lasciare le urne chiuse per l'intera notte di domenica, non se ne capisce la ragione. Se qualcuno volesse fare il furbo avrebbe maggiori opportunità", ha detto Erasmo Palazzotto di Sinistra Italiana. Il candidato del M5s Giancarlo Cancelleri si diceva fiducioso nelle forze dell'ordine, ma ha sottolineato: "Non capisco il motivo di questa decisione". 

Il sistema di voto

Domenica 5 novembre i seggi sono rimasti aperti dalle 8 alle 22. Si è votato su una scheda gialla divisa in rettangoli, ognuno corrispondente a una lista provinciale. A lato, una riga dove l’elettore poteva indicare il nome di un candidato alla carica di deputato regionale appartenente alla lista corrispondente. Sulla parte destra della scheda, c'erano i nomi dei candidati alla carica di Presidente della Regione: il votante era chiamato a barrare con una X la lista provinciale e con un’altra il nome del candidato alla presidenza. Era consentito il voto disgiunto. I siciliani dovevano eleggere anche 62 dei 70 deputati dell’Assemblea regionale, dell’Assemblea regionale. Degli altri otto seggi, uno spetta al governatore eletto, uno al candidato alla presidenza arrivato secondo e sei a chi rientra del cosiddetto “listino” presentato da ciascun contendente alla poltrona di Palazzo D’Orleans. (LO SPECIALE)

I candidati

In corsa per succedere al governatore uscente Rosario Crocetta c'erano cinque candidati. Nello Musumeci era il candidato del centrodestra: il 62enne ex presidente della Provincia di Catania è appoggiato in blocco da tutto il centrodestra. Il Partito Democratico ha schierato il rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, appoggiato dal centrosinistra insieme ad Ap, Centristi per la Sicilia, Sicilia Futura, con una lista insieme ai socialisti, e Centro Democratico. La sinistra che ha scelto di non appoggiare Micari, i bersaniani di Articolo 1-Mdp, Sinistra Italiana, Possibile, Verdi, Prc e Pci, ha puntato su Claudio Fava: il 60enne catanese è il vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia e figlio di Pippo Fava, giornalista ucciso dalla mafia nel 1984. Il Movimento Cinque Stelle, con le primarie via web, ha scelto per la corsa a Palazzo D’Orleans Giancarlo Cancelleri, che già nel 2012, alle ultime elezioni regionali, arrivò terzo dopo Crocetta e Musumeci. Il quinto candidato, sostenuto dal gruppo politico Siciliani Liberi, era l’indipendentista 61enne palermitano Roberto La Rosa.

Data ultima modifica 07 novembre 2017 ore 07:00

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