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Elezioni Regionali in Sicilia

Al termine di una lunga campagna elettorale, è tempo di voto in Sicilia. La Regione più grande d’Italia deve scegliere il successore del governatore uscente Rosario Crocetta, eletto nell’ottobre del 2012.

Quando e come si vota

Gli oltre 4 milioni e 600mila siciliani aventi diritto al voto possono esprimere la propria preferenza domenica dalle 8.00 alle 22.00, mentre le operazioni di scrutinio inizieranno alle 8.00 del 6 novembre. Va ricordato che non è previsto alcun ballottaggio, chi riceve più voti è automaticamente eletto. A ciascun votante sarà richiesta la tessera elettorale e un documento d’identità valido. Ai seggi verrà consegnata una scheda gialla divisa in rettangoli, ognuno dei quali rappresenta una lista provinciale contrassegnata dal logo. Poco a lato è presente una riga dove l’elettore può indicare il nome di un candidato alla carica di deputato regionale appartenente alla lista corrispondente. Sulla parte destra della scheda, ci sono i nomi dei candidati alla carica di Presidente della Regione. Il votante è chiamato a barrare con una X la lista provinciale e con un’altra il nome del candidato alla presidenza. Altro fattore importante è quello del voto disgiunto: è consentito infatti votare per una lista regionale e una provinciale non per forza legate tra loro. Nel caso in cui l’elettore scegliesse di barrare soltanto una lista provinciale, il voto andrà automaticamente alla lista regionale ad essa collegata.

I siciliani sono chiamati alle urne per eleggere anche i 70 deputati (che fino alle scorse elezioni erano 90). In 62 dei 70 componenti dell’Assemblea regionale sono scelti con metodo proporzionale su base provinciale: 16 dalla provincia di Palermo, 13 da quella di Catania, 8 a Messina, 6 Agrigento, 5 Trapani e Siracusa, 4 Ragusa, 3 Caltanissetta e 2 a Enna. Degli altri 8 seggi, uno spetta al governatore eletto, uno al candidato alla presidenza arrivato secondo, 6 a chi fa parte del cosiddetto “listino” presentato da ciascun contendente alla regione. Questo “listino” altro non è che una lista regionale bloccata la quale, in caso di vittoria, rappresenta un vero e proprio premio di maggioranza per chi governerà la Sicilia. I nomi presenti su ogni listino compaiono in ogni caso anche in una delle liste provinciali. Se le liste collegate al governatore eletto fossero meno di 42 (numero minimo per la maggioranza), la soglia di governabilità viene raggiunta attingendo per scorrimento proprio dal “listino” presentato dal candidato vincitore. 

I candidati

I contendenti alla presidenza della Regione siciliana sono cinque: Nello Musumeci, ex presidente della Provincia di Catania, appoggiato in blocco da tutto il centrodestra: Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega sono i principali sostenitori del 62enne di Militello in Val di Catania. Il centrosinistra candida invece Fabrizio Micari, rettore dell’Università di Palermo. Ad appoggiarlo ci sono il Partito Democratico e Alternativa Popolare ma anche l’attuale sindaco del capoluogo, Leoluca Orlando, Centristi per la Sicilia, Sicilia Futura, con una lista insieme ai socialisti di Riccardo Nencini, e il Centro Democratico di Bruno Tabacci. Il Movimento 5 Stelle ricandida Giancarlo Cancelleri, vera sorpresa delle ultime regionali quando nel 2012 si piazzò alle spalle di Crocetta e Musumeci con il 18.18% ma rese il M5s il partito più votato in assoluto. Come da prassi per i pentastellati, la sua candidatura è stata decretata dalle primarie via web. Claudio Fava è il candidato delle forze di centrosinistra che hanno deciso di svincolarsi dai partiti che appoggiano Fabrizio Micari. Il 60enne catanese è il vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia nonché figlio di Pippo Fava, giornalista ucciso dalla mafia nel 1984. Lo sostengono i bersaniani di Articolo 1-Mdp, Sinistra Italiana, Possibile, Verdi, Prc e Pci. Infine c’è l’indipendentista Roberto La Rosa sostenuto dal gruppo politico Siciliani Liberi.

I programmi dei candidati

Musumeci – Lo slogan di Nello Musumeci è “Diventerà bellissima”. L’obiettivo del candidato di centrodestra, come dice lui stesso, è quello di una Sicilia che faccia dell’efficienza e della produttività i suoi punti di forza. L’ex eurodeputato, che ha riunito allo stesso tavolo Berlusconi, Salvini e Meloni siglando il cosiddetto “patto dell’arancino”, dice di voler puntare tutto sulle imprese, considerate l’unica fonte vera di reddito per i siciliani.

Micari – Il 54enne palermitano e rettore dell’Ateneo del capoluogo punta sul lavoro e sullo sviluppo dell’isola siciliana. La sua vuole essere una “sfida gentile”: secondo Micari “la Sicilia può ripartire a patto che ci siano impegno, competenza ed onestà”. 

Cancelleri – Il giovane geometra nisseno, candidato del Movimento 5 stelle, ha detto di voler rendere la Sicilia “la maggiore impresa turistica mondiale”. Nel suo programma, oltre al rilancio dell’economia e del settore turistico in particolare, c’è anche la promessa dell’abolizione dei vitalizi per i parlamentari siciliani.

Fava – Il candidato Claudio Fava, nel suo programma, fa della battaglia all’illegalità il suo punto di forza. Secondo il figlio del giornalista Pippo Fava, le famiglie appartenenti a Cosa Nostra cercheranno in ogni modo di condizionare queste elezioni. Significativo in questo senso il nome dato alla sua lista: “I cento passi”.

La Rosa – La Sicilia come la Catalogna d’Italia. Il candidato di Siciliani Liberi, Roberto La Rosa, ha spesso fatto riferimento ai recenti avvenimenti catalani ma anche alla Scozia e altri Paesi che puntano all’indipendenza, durante la sua campagna elettorale. Il 61enne palermitano dice di voler puntare sulla difesa dei diritti dei siciliani e al diritto all’autodeterminazione della Regione a statuto speciale.