Mercato nero dei datteri di mare, capo protetto da pubblici ufficiali

Campania

Un militare della Guardia Costiera avrebbe avvertito più volte l'arrestato circa le operazioni della Polizia Giudiziaria a cui partecipava come sommozzatore

L'uomo a capo del "mercato nero" del dattero di mare, scoperto ieri a Napoli e in provincia dalla Guardia di Finanza e dalla Procura, godeva dell'aiuto di pubblici ufficiali. L'indagato, P. A., detto "'o Palumbaro" figura tra le sei persone per le quali il gip Egle Pilla ieri ha disposto il carcere. I pubblici ufficiali che lo aiutavano, per i quali il giudice ha disposto il divieto di dimora nella Regione Campania, sono il caporal maggiore capo scelto dell'Esercito (Comando Divisione Acque delle Forze Armate) di stanza a San Giorgio a Cremano (Napoli), e un militare della Guardia Costiera di Portici, con la qualifica di sommozzatore.

I controlli

Il caporal maggiore avrebbe aiutato l'uomo a eludere i controlli quando, il 19 maggio 2019, la Guardia di Finanza era alla ricerca di alcuni "datteri di mare" estratti e lasciati sul fondale in un recipiente. Quando i finanzieri hanno chiesto aiuto al militare per individuare i molluschi, che lui era lì per fare pesca sportiva, lui ha risposto che era impossibile. Poco dopo però contattò "o' palumbaro" per fargli sapere che l'aveva aiutato, mentendo alla GdF. Il militare della Guardia Costiera, invece, avrebbe avvertito più volte l'uomo circa le operazioni della Polizia Giudiziaria, a cui lui stesso partecipava come sommozzatore, riguardanti i campi di allevamento di mitili, abusivi, che l'indagato gestiva nelle acque del Porto di Napoli. 

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