Pomigliano d'Arco, prosegue la protesta dei due ex operai della Fca

Campania
Mimmo Mignano e Marco Cusano sul campanile della chiesa di Pomigliano d'Arco, dove sono saliti due giorni fa per protesta (ANSA)

A spingerli è l'impossbilità di accedere al reddito di cittadinanza: nel CUD dello scorso anno ci sono anche gli stipendi erogati dopo la riassunzione decisa in Appello, cosa che fa lievitare il loro Isee

Prosegue per il terzo giorno consecutivo la protesta messa in atto da due ex operai della Fca di Pomigliano d'Arco (Napoli), licenziati assieme ad altri tre colleghi per aver esposto un manichino impiccato con le sembianze di Marchionne. Gli operai sono ora esclusi dall'erogazione del reddito di cittadinanza, dato che nel CUD dello scorso anno ci sono gli stipendi erogati loro dall'azienda dopo la riassunzione decisa in Appello: somme che fanno salire l'Isee oltre i limiti, e che però vanno restituite, secondo quanto deciso dalla Cassazione. 

L'intervento del presidente dell'Inps

Il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, era intervenuto già sabato 20 aprile, chiamando gli ex operai e organizzando per loro un incontro nel pomeriggio di domani, martedì 23 aprile, con il responsabile dell'Istituto per l'area metropolitana di Napoli, in modo da risolvere il loro problema e consentire l'erogazione del reddito. Opzione che però non viene ritenuta sufficiente dai due, Mimmo Mignano e Marco Cusano, i quali chiedono non una deroga ad personam per i cinque casi di Pomigliano, ma una modifica della legge sul reddito di cittadinanza che tuteli tutti coloro che hanno perso il lavoro negli ultimi mesi. 

Mignano: vogliamo intervento sulla legge

"Se dall'incontro di martedì all'Inps, al quale si presenteranno i nostri delegati con un preciso mandato, non emergerà la volontà chiara di intervenire sulla legge con una misura che tuteli i diritti degli operai licenziati, i veri poveri, noi andremo avanti a oltranza con la nostra protesta, una battaglia politica per dire che ci sono migliaia di operai licenziati e costretti alla fame", dice Mignano. 

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