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Napoli, licenziati dalla Fca protestano per il reddito di cittadinanza

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Esposto uno striscione con la scritta "Reddito di cittadinanza per licenziati non c'è". "Passeremo qui la Pasqua", dice Mimmo Mignano, uno degli operai saliti sulla torre della Chiesa del Carmine. Il presidente dell'Inps li ha chiamati al telefono

Erano stati licenziati dalla Fca dopo aver esposto nell'ambito di una manifestazione a Pomigliano d'Arco, in provincia di Napoli, il manichino di Sergio Marchionne impiccato. Ora i due operai sono da ieri notte, per protesta, sul campanile della chiesa del Carmine, in piazza Mercato a Napoli, dove hanno esposto un grande striscione con la scritta 'Reddito di cittadinanza per licenziati non c'è'. Nel pomeriggio, il presidente dell'Inps Pasquale Tridico ha chiamato i due operai, affermando di aver organizzato un incontro con il presidente dell'Inps di Napoli ed esortandoli a porre fine alla protesta.

Il licenziamento

I due operai ricordano che la manifestazione che misero in scena, era dettata dal ''momento di disperazione''. ''Solo pochi giorni prima - spiegano raggiunti al telefono - una nostra collega, Maria Baratto, si era tolta la vita perché da troppi anni in cassa integrazione. Prima di lei si era ucciso un altro nostro collega, Peppe De Crescenzo. E noi eravamo in Cig da anni, come loro''. I due operai sottolineano di non aver avuto accesso al reddito di cittadinanza a causa del salario corrisposto da Fca dal 2016 al 2018, da quando, cioè, la corte d'Appello diede loro ragione reintegrandoli in fabbrica, a quando la Corte di Cassazione ribaltò la sentenza dando ragione all'azienda. I cinque operai erano stati condannati dalla Cassazione a risarcire una serie di spettanze percepite durante l'iter del giudizio.

La protesta

Altri operai, tra i quali i licenziati della ditta 'Bruscino Ambiente spa', sono in piazza a sostenere la contestazione dei due occupanti. Il campanile scelto per inscenare la protesta è tra i più alti di Napoli, ed è visibile anche dal centro cittadino. "Passeremo qui la Pasqua", dice al telefono all'ANSA, Mimmo Mignano, uno degli operai saliti sulla torre. "Abbiamo iniziato uno sciopero della fame e non lasceremo la torre fino a quando non ci saranno risposte concrete alla nostra vertenza".

Le orecchie da coniglio

I due operai hanno portato con loro sul campanile anche un paio di orecchie da coniglio: "Dopo la presa in giro di un impiegato Inps rivolto a una utente che chiedeva chiarimenti sull'accesso al reddito, le orecchiette da coniglio sono ormai diventate il negativo simbolo di questo reddito. Come noi altri licenziati con ancora cause pendenti, ma che non percepiscono reddito da anni, non possono accedere al reddito di cittadinanza. Ma allora, ci chiediamo, a cosa serve se non è possibile neanche per gli operai licenziati accedervi?", spiegano i due operai.

Il suono delle campane per i morti sul lavoro

I due ex operai hanno annunciato che alle 19 di sabato 20 aprile cercheranno di far rintoccare a mano l'enorme campana dell'edificio sacro, in onore ''dei morti sul lavoro e dei colleghi suicidi''. Nella piazza antistante il campanile, alcuni ex lavoratori di una società di San Vitaliano, e di un'altra di Napoli, insieme agli altri licenziati Fca, stanno effettuando un presidio sottolineando di essere ''nelle stesse condizioni e di non poter accedere al reddito di cittadinanza, pur non avendo lavoro''.

La chiamata di Tridico

Il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, ha chiamato nel pomeriggio al telefono i due operai: "Ho fissato - spiega all'ANSA - un appuntamento martedì pomeriggio con il direttore Inps dell'area metropolitana di Napoli. In virtù della loro situazione eccezionale attueremo una procedura straordinaria che consenta l'erogazione, superando la difficoltà tecnica esistente". Tridico ha chiesto ai due di interrompere la protesta. 

"Sentenza Cassazione non è tra documenti da allegare"

La situazione economica familiare degli operai, al netto di quanto devono corrispondere dopo la condanna della Cassazione, non avrebbe consentito l'erogazione del reddito di cittadinanza: "La sentenza della Cassazione incide sul loro bilancio - spiega il presidente dell'Inps - ma non rientra tra i documenti che un Caf può allegare alla richiesta. I cinque operai non si erano mai rivolti all'Inps, e attraverso il Caf non era possibile da un punto di vista tecnico affrontare il loro problema. Vista l'eccezionalità della situazione se ne occuperà direttamente l'Istituto, la cui mission è stare dalla parte dei cittadini: ho sentito il direttore dell'istituto dell'area metropolitana di Napoli, che riceverà martedì pomeriggio i cinque operai per far loro avviare la pratica nella quale inserire anche la sentenza della Cassazione".

Mignano: "Restiamo sul campanile fino a martedì"

"Non scendiamo, resteremo sul campanile fino a martedì. E se dall'Inps arriveranno soluzioni concrete, messe nero su bianco, solo allora scenderemo'', ha detto Mimmo Mignano. ''Siamo stati raggirati troppe volte - ha aggiunto Mignano - lo stesso ministro Di Maio ed il suo staff ci hanno fatto tante promesse, ma nessuna ha avuto seguito. Non abbiamo nulla contro il presidente dell'Inps, ma capisca la nostra situazione e la nostra disillusione verso le promesse. Siamo decisi a restare qui sopra fino a quando non avremo la certezza di soluzioni''.

Data ultima modifica 20 aprile 2019 ore 19:09

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