Da domenica 12 luglio diventano operative le nuove regole che riguardano gli autovelox. Oggi, infatti, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto del ministero delle Infrastrutture che stabilisce quali siano gli apparecchi omologati: solo questi rimarranno attivi e potranno continuare a fare multe
Da domani, domenica 12 luglio, entrano in vigore in Italia le nuove regole che riguardano gli autovelox. Oggi, infatti, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto del ministero delle Infrastrutture che stabilisce quali siano gli apparecchi omologati: solo questi rimarranno attivi e potranno continuare a fare multe. Ed è proprio lo stesso ministero a far sapere come "allo stato attuale, i dispositivi attivi perché corrispondenti ai requisiti richiesti per l'omologazione, sono circa 3.150", su un totale di circa 4mila. Significa che più o meno 850 apparecchi, per continuare a essere operativi, dovranno uniformarsi alle nuove regole. "Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale. Dalle parole ai fatti", scrive in un post su X il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini.
Il decreto autovelox
Il decreto, la cui firma da parte di Salvini era stata annunciata un mese fa, pone fine a un lungo periodo di confusione e di polemiche sulla diffusione di apparecchi diversi su strade diverse. Come recita lo stesso provvedimento, il testo adesso definisce la "disciplina delle caratteristiche, dei requisiti e delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità". Arrivano dunque regole certe ed omogenee su tutto il territorio nazionale, per superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire la solidità giuridica e amministrativa degli accertamenti.
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Quali autovelox restano operativi
Gli autovelox che potranno continuare a fare multe sono quelli appartenenti a 25 modelli indicati nell'Allegato B del decreto. Non sono però stati tutti testati dalle autorità: restano attivi quelli che appartengono ai prototipi menzionati nel testo, a patto che siano anche stati installati secondo una configurazione prevista, che abbiano una taratura valida e che superino tutte le verifiche tecniche obbligatorie. Tutti gli apparecchi che non sono citati nell'Allegato B, per continuare a fornire la base giuridica per emettere le multe, dovranno invece essere omologati.
La taratura e le verifiche
Il provvedimento prevede anche una nuova procedura di approvazione degli autovelox. Se finora bastava l’approvazione ministeriale, da adesso in avanti sarà necessario seguire tutto il processo di omologazione fissato dalla legge prima di entrare in commercio e quindi di essere posizionati sulla rete stradale per le multe. Non solo: tutti gli apparecchi andranno tarati prima del loro utilizzo e dovranno essere sottoposti a continue verifiche, almeno una volta all’anno. Quelli che non supereranno i test non potranno più essere usati.
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La privacy dei conducenti
Nel decreto trova spazio anche un capitolo dedicato alla privacy dei conducenti. Le fotografie e i dati raccolti tramite autovelox saranno protetti con crittografia e firma digitale e le immagini con i volti visibili verranno oscurate in automatico.