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Autovelox non omologati, ricorso per multa non valida: come fare

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Simonluca Pini

Simonluca Pini

Gli autovelox non omologati sono la maggioranza sulle strade italiane. La conferma arriva dal censimento realizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dove su 11.000 autovelox analizzati solo 1.000 rientrano completamente nei requisiti di omologazione previsti dal nuovo decreto.

Addio autovelox non omologati. Lo stop non arriva dalle imprese di Fleximan, il misterioso vandalo che a colpi di flessibile tagliava letteralmente i dispositivi di rilevamento della velocità, ma direttamente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Perché dopo decenni di utilizzo “creativo” da parte delle amministrazioni locali, il Ministro Matteo Salvini ha deciso di mettere la parola fine agli autovelox non omologati

Come scoprire se un autovelox è omologato

È stato lo stesso Ministero a realizzare l’elenco degli autovelox omologati sparsi per tutta Italia, chiedendo alle amministrazioni e agli enti di inserire sul portale ministeriale i dati relativi ai dispositivi di controllo della velocità. Dopo diversi mesi sono stati registrati solo 3.800 apparecchi su un totale di circa 11.000 sparsi su tutto il territorio nazionale. Di questi circa 1000 rientrano automaticamente nei requisiti di omologazione, ovvero meno del 10%.

Come contestare una multa da autovelox

Se arriva una multa da autovelox, come si fa a contestarla? Il primo passaggio è di controllare se sulla multa viene citato il decreto di omologazione o solo il “decreto di approvazione”; in questo caso ci sono i presupposti per il ricorso e si può chiedere al Comune l’accesso agli atti per visionare il certificato tecnico del dispositivo.

Come si presenta un ricorso per un autovelox

Il ricorso può essere presentato al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica. Si paga un contributo economico unificato ed è la strada indicata perché il giudice è un magistrato terzo che segue in via prioritaria l’orientamento della Cassazione. Cassazione che si è espressa con l’ordinanza 10505/2024 e con più recenti conferme di fine 2025, come la 26521/202, stabilendo la nullità delle sanzioni elevate tramite apparecchi approvati ma non omologati. In alternativa si può fare ricorso entro 60 giorni al Prefetto, senza spese via Pec o raccomandata; se il ricorso viene rigettato, la contravvenzione raddoppia ma può essere impugnata e portata davanti al Giudice di Pace. Nonostante quanto espresso dalla Cassazione, diversi tribunali hanno dato ragione ai Comuni anche in caso di autovelox non omologati. Il ricorso deve essere fatto senza pagare la multa anche in misura ridotta, perché il pagamento equivale all’accettazione della sanzione.

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