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Auto cinesi, i giovani italiani rivalutano i brand e 3 su 4 si dicono pronti all’acquisto

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Dalla nuova instant survey Areté emerge un cambio di percezione verso le case automobilistiche cinesi, che diventano marchi sempre più competitivi. I punti di forza sono tecnologia, innovazione e prezzi competitivi

I giovani italiani promuovono le auto cinesi: 3 ragazzi su 4 si dicono pronti all'acquisto di una vettura prodotta in Cina, preferibilmente ibrida e con un prezzo inferiore ai 30mila euro. È il risultato della nuova instant survey "Cosa pensano i giovani delle auto cinesi?” realizzata da Areté, società di consulenza operativa e strategica per il settore automotive. 

Le auto cinesi potrebbero essere protagoniste della nuova mobilità

L'indagine parla chiaro: i giovani consumatori non considerano più i brand cinesi delle semplici alternative low cost, ma marchi sempre più competitivi in tema di qualità, tecnologia e innovazione. Tanto da far pensare che le auto prodotte in Cina diventeranno protagoniste della nuova mobilità. Dall'instant survey è emerso, inoltre, come l’automobile continui a occupare un ruolo centrale nella mobilità quotidiana. Più della metà degli intervistati utilizza l’auto ogni giorno per i propri spostamenti, mentre l’83% ne possiede già una.

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Il tema economico resta determinante

L'interesse dei giovani è confermato dai dati, con il 75% dei rispondenti che si dice pronto ad acquistare una vettura “made in China” guardando, però, a priorità diverse. Il 53% ha infatti indicato nel mix tra tecnologia e qualità del prodotto il principale fattore di attrazione. Mentre per il 43% degli intervistati sono più rilevanti i prezzi competitivi rispetto alla media del mercato. Il tema economico resta comunque determinante, perchè i potenziali acquirenti si sono detti disposti a prendere in considerazione un modello cinese a condizione di non spendere più di 30mila euro, soglia entro cui è già disponibile sul mercato un’ampia offerta di modelli. In riferimento alle motorizzazioni, poi, quasi la metà del campione sceglierebbe un’auto ibrida, mentre il 34% guarda all’elettrico puro e solo il 20% continuerebbe a preferire un modello benzina.

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Per gli scettici contano affidabilità e servizio post-vendita

Nonostante l'interesse generale, non mancano aree di diffidenza tra coloro che sono ancora scettici verso i brand cinesi. I dubbi principali riguardano il servizio post-vendita, considerato potenzialmente debole dal 23% degli intervistati. Oltre all'affidabilità generale dei veicoli, che per il 22% del campione rappresenta ancora un timore, anche se questa percezione appare legata alla limitata conoscenza diretta dei prodotti. A questo proposito, risulta interessante il dato relativo alle fonti di informazione utilizzate dai giovani prima dell’acquisto di un’auto: il 41% si affida ai siti specializzati e alle piattaforme online, il 18% preferisce il rapporto diretto con il concessionario, mentre il 17% ha ammesso di costruire la propria opinione attraverso i social media.

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