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I monopattini elettrici sono più rischiosi di moto e bici: lo studio

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©Ansa

La ricerca ha preso in esame oltre 15mila casi di traumi: il mancato uso del casco è tra le cause, ma non l'unica. E si scopre che le donne hanno una probabilità doppia di riportare lesioni gravi

I monopattini elettrici possono essere più pericolosi rispetto a moto e biciclette quando si verifica un incidente: le lesioni riportate sono infatti generalmente più gravi. È quanto emerge da uno studio che, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, ha analizzato oltre 15mila pazienti con traumi moderati e gravi in Inghilterra e Galles. I risultati mostrano che gli adulti coinvolti in incidenti con il monopattino presentano un rischio di trauma cranico nettamente superiore rispetto a motociclisti e ciclisti. Il quadro è ancora più critico per le donne, che secondo la ricerca hanno una probabilità circa doppia di riportare lesioni gravi.

Lo studio: analizzati oltre 15mila pazienti

La ricerca, condotta dagli scienziati del Chelsea and Westminster Hospital e coordinata da David Bodansky, ha preso in esame i dati del National Major Trauma Registry relativi al periodo compreso tra il 2020 e il 2022. Sono stati confrontati 15.247 pazienti con traumi moderati o gravi registrati in 18 città di Inghilterra e Galles: 580 utilizzatori di monopattini elettrici, 7.027 motociclisti e 7.640 ciclisti. Gli autori hanno inoltre analizzato separatamente 23.193 segnalazioni di incidenti e quasi incidenti provenienti dagli operatori di monopattini in sharing per approfondire le dinamiche delle cadute e le differenze tra uomini e donne.

Traumi cranici molto più frequenti con il monopattino

Secondo lo studio, gli adulti che utilizzano il monopattino elettrico presentano un rischio di trauma cranico circa 3,5 volte superiore rispetto ai motociclisti e circa 1,7 volte superiore rispetto ai ciclisti. Non è però l'unica differenza emersa. Rispetto ai motociclisti, chi viaggia in monopattino mostra anche un rischio più elevato di lesioni agli organi interni e di traumi vascolari. Il trauma cerebrale rappresenta oltre un terzo delle lesioni osservate negli adulti coinvolti negli incidenti.

 

Al contrario, le fratture risultano meno frequenti rispetto agli altri mezzi a due ruote. Secondo i ricercatori, questo suggerisce un diverso profilo delle lesioni, con una maggiore concentrazione di danni a testa, torace e sistema vascolare.

L'immagine dello studio con le zone del corpo più interessate da lesioni in caso di incidenti in monopattino
L'immagine dello studio con le zone del corpo più interessate da lesioni in caso di incidenti in monopattino

Casco utilizzato in meno del 6% dei casi

Uno degli elementi che più colpiscono riguarda l'utilizzo del casco. Tra i conducenti di monopattino coinvolti negli incidenti analizzati risultava indossato soltanto nel 5,9% dei casi, contro il 75,7% dei motociclisti e circa il 45% dei ciclisti. Gli autori ritengono che il limitato utilizzo delle protezioni possa contribuire all'elevata incidenza dei traumi cranici, ma non rappresenti l'unica spiegazione. A incidere potrebbero essere anche alcune caratteristiche del mezzo: la posizione di guida in piedi, il baricentro più alto e le ruote di piccole dimensioni, che hanno più probabilità di bloccarsi in buche o irregolarità del terreno, proiettando il conducente in avanti oltre il manubrio.

Per le donne rischio doppio di lesioni gravi

L'analisi evidenzia anche una differenza significativa tra uomini e donne. Secondo i dati raccolti, le donne alla guida di un monopattino elettrico hanno una probabilità circa doppia rispetto agli uomini di subire lesioni gravi in caso di incidente. I ricercatori ipotizzano che questa differenza possa dipendere da più fattori, tra cui le modalità di guida e alcune caratteristiche progettuali dei monopattini, che spesso sono progettati e sviluppati sulla base delle misure fisiche degli uomini.

Le soluzioni proposte dagli autori

Per migliorare la sicurezza, gli autori dello studio indicano diverse possibili misure.

Tra queste figurano l'introduzione dell'obbligo del casco, limiti di velocità più severi e interventi sul design dei veicoli, come sistemi frenanti più efficaci e manopole deformabili in grado di ridurre le conseguenze degli impatti. Secondo i ricercatori saranno necessari ulteriori studi per valutare l'efficacia delle modifiche progettuali e comprendere meglio il ruolo delle infrastrutture urbane e dei comportamenti di guida nella riduzione degli incidenti.

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