Smog, pioggia, insetti ma anche caldo e freddo. Sono diversi i fattori esterni che ogni giorno sporcano la vettura che circola su strada. Prendersi del tempo per compiere una pulizia “fai da te” può contribuire a rendere la guida più sicura e ad abbattere, almeno in parte, la spesa destinata ad autolavaggi e servizi specializzati. Ma attenzione: occorrono il “kit” adatto e una procedura corretta
La pulizia “fai da te” della propria vettura sgrava, almeno in parte, i costi sostenuti per autolavaggi automatici o servizi specializzati. Dall'inquinamento alla polvere fino ai rimasugli di insetti e al guano di uccelli: ogni giorno la vettura che circola in strada incamera una serie di impurità che se lasciate sedimentare rischiano di rovinare la carrozzeria. Ecco 6 consigli pratici per applicare un metodo corretto e a basso costo.
Scelta del luogo e del momento adatto
Un primo aspetto riguarda la tempistica. L’automobile necessita di una pulizia periodica in un luogo per quanto possibile fresco, all’ombra e con il motore a freddo non surriscaldato. L’esposizione al sole accelera l’evaporazione di acqua e detergenti e favorisce la formazione degli aloni. Il Decreto Legge numero 152 del 3 aprile 2006, vieta il lavaggio della vettura su strada in quanto contrario alle norme ambientali. L’operazione può essere svolta in spazi privati o in apposite piazzole, solitamente collocate vicino ai distributori di benzina oppure ai saloni di autolavaggio automatici.
L’occorrente
Per quanto concerne il “kit” di lavaggio sono sufficienti pochi strumenti di uso comune: due secchi d’acqua, un guanto in microfibra, panni morbidi in microfibra per l’asciugatura di vetri ed esterni, una spazzola per i cerchi e l’aspirapolvere per gli ambienti interni. Un’attenzione particolare va prestata alla scelta del detergente. Gli esperti consigliano l’utilizzo di shampoo omologati per auto a Ph neutro mentre sono da evitare i detergenti adoperati per la casa che potrebbero intaccare la vernice.
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La pulizia esterna
La soddisfazione finale per una pulizia accurata dell'auto privata passa poi dalla procedura seguita. Come prima operazione per rimuovere lo sporco è necessario eseguire un prelavaggio in particolare su passaruote, paraurti e parte inferiore delle portiere, zone dove sabbia, fango, polvere e detriti dell’asfalto si sedimentano con più rapidità. Con la seconda fase, ha inizio il lavaggio vero e proprio dove sono sufficienti due secchi: uno contenente acqua e shampoo, l’altro solo acqua pulita. Ad ogni passaggio sulla carrozzeria il guanto pregno di detergente va sanificato nel secchio pulito prima di essere immerso nuovamente nello shampoo, in modo da eliminare ogni traccia residua di sporco. È inoltre preferibile iniziare a pulire dalle parti superiori, come tetto e cofano, per poi scendere fino ai paraurti che spesso sono più contaminati. I movimenti vanno eseguiti con delicatezza seguendo linee rette.
Cerchi e pneumatici
Un capitolo a parte è dedicato a cerchi e pneumatici, zone che accumulano una quantità notevole di sporco. Per le quattro ruote vanno utilizzate una spazzola e panni diversi da quelli impiegati per la carrozzeria. L’operazione di lavaggio esterno ha termine con un secondo risciacquo, utile a eliminare tracce residue di shampoo a cui segue l’asciugatura da compiere tramite panni in microfibra ad alta assorbenza.
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Gli interni
La pulizia dell’auto rimane tuttavia incompleta senza un passaggio sugli interni, a partire dai quattro tappetini che vanno tolti e passati con l’aspirapolvere a debita distanza dall’auto. L’elettrodomestico serve inoltre per passare al setaccio tracce di sporco su sedili, moquette e bagagliaio. Per le superfici in plastica, come per esempio il volante o il cambio, esistono detergenti dedicati da passare con panni morbidi non utilizzati in precedenza. Un discorso a parte meritano i vetri, esterni e interni, che richiedono detersivi specifici, come quelli adoperati per la pulizia di finestre o specchi di casa, in grado di scongiurare il rischio di graffi sottili. Una volta rimessi i tappetini al loro posto, si può applicare la cera, in grado di rafforzare la “barriera” protettiva della carrozzeria contro i danni provocati dall’inquinamento e da agenti atmosferici.
Errori comuni da evitare
Può capitare, per fretta o per inesperienza, di utilizzare sulla macchina prodotti comuni impiegati a casa. È il caso, per esempio, dei detersivi come quello per i piatti che sulla carrozzeria rischiano di risultare troppo aggressivi. Sono inoltre da evitare spugne ruvide per la cucina e i bagni che facilmente lasciano graffi. La pulizia è, come detto, un’operazione da eseguire con una certa frequenza, di solito mensile, anche se molto dipende dai chilometri macinati su strada e dalla sosta o meno dentro il box. Ad ogni modo, lasciare troppo a lungo sulla macchina sostanze come escrementi di uccelli o la resina rende difficile la rimozione e aumenta il rischio di segni permanenti.