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Jony Ive, chi è il designer ex Apple che ha progettato la Ferrari Luce

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Jony Ive è il designer che ha trasformato Apple da costruttore di computer a riferimento globale del prodotto tecnologico. Newton MessagePad, iMac, iPod, iPhone, iPad e Apple Watch sono i passaggi principali di una carriera costruita sul controllo della forma, dell’interfaccia e dell’esperienza d’uso. Oggi, con LoveFrom, lo studio fondato insieme a Marc Newson, Ive firma anche la Ferrari Luce, prima elettrica del Cavallino e modello più divisivo della nuova stagione di Maranello

Jonathan Paul Ive nasce a Londra nel 1967. Studia design industriale al Newcastle Polytechnic, oggi Northumbria University, e lavora a Londra nello studio Tangerine. La sua formazione è concreta. Materiali, utensili, plastica, metallo, packaging, ergonomia. Prima della Silicon Valley c’è l’industria del prodotto fisico. Apple lo chiama nel 1992. Non è ancora l’azienda dell’iPhone. È una società frammentata, tecnicamente avanzata ma debole nella chiarezza dei prodotti. Ive entra nel gruppo di industrial design e in pochi anni sale fino alla guida del reparto. La svolta arriva con il ritorno di Steve Jobs nel 1997. Da lì nasce la coppia che cambierà Apple. Jobs decide cosa togliere. Ive decide come rendere quella sottrazione desiderata in tutto il mondo.

I primi prodotti Apple di Jony Ive, dal Newton all’iMac

 

Il primo progetto Apple attribuito a Ive è la serie Newton MessagePad 110, 120 e 130. Non è ancora l’oggetto iconico della rinascita Apple, ma è già un esercizio di ripensamento. Un palmare con pennino, custodia, coperchio, dettagli funzionali e packaging studiato. Il Newton non diventa un successo commerciale, ma anticipa un tema che Ive porterà avanti per trent’anni. Rendere chiara una tecnologia complessa. Il salto pubblico arriva nel 1998 con l’iMac G3. Colore, plastica traslucida, scocca integrata, eliminazione del superfluo. Il computer smette di sembrare una macchina da ufficio e diventa oggetto domestico. Apple torna riconoscibile. Il design non accompagna il rilancio, lo rende visibile. Poi arriva il Power Mac G4 Cube, prodotto radicale e imperfetto, ma fondamentale per capire Ive. Un computer pensato come volume puro, quasi architettonico

iPod, iPhone e Apple Watch, i prodotti che hanno definito Ive

 

L’iPod del 2001 è il secondo passaggio decisivo. Non è soltanto un lettore musicale ma una interfaccia fisica. Frontale bianco, retro in acciaio, ghiera di controllo, gerarchia visiva elementare. Il Moma di New York lo considera un oggetto che ha alzato le attese del pubblico verso l’elettronica di consumo. In termini industriali, l’iPod prepara il terreno all’iPhone perché abitua l’utente a un prodotto tecnologico compatto, personale, chiuso e immediato. L’iPhone del 2007 è il punto di rottura. Ive porta a compimento la riduzione dell’hardware visibile. Un rettangolo di vetro, pochi comandi, interazione diretta. La tastiera sparisce. Il software diventa superficie. È il prodotto che più di ogni altro lega il nome di Ive alla storia della tecnologia. L’iPad allarga quella logica. Il computer viene ridotto a lastra. Non c’è cerniera, non c’è mouse, non c’è tastiera obbligatoria. Resta il gesto. Apple Watch chiude il ciclo Apple e apre un’altra fase. Presentato nel 2014 e lanciato nel 2015, è il prodotto più personale della casa dopo iPhone. Ive lavora su un oggetto da indossare, quindi più vicino al gioiello e all’orologeria che al computer. Cassa, cinturino, corona digitale, feedback aptico. 

Da Apple a LoveFrom, il metodo dopo Steve Jobs

 

Nel 2015 Ive diventa Chief Design Officer. Apple gli attribuisce responsabilità su hardware, interfaccia, packaging e grandi progetti architettonici. Apple Park è parte dello stesso disegno. Non un edificio separato dai prodotti, ma un’estensione del sistema Apple. Nel 2019 lascia l’azienda e fonda LoveFrom con Marc Newson. Apple resta cliente, ma il campo cambia. Non più solo tecnologia di consumo. Entrano Ferrari, Airbnb, Moncler, OpenAI. Ive si sposta dal singolo prodotto alla consulenza creativa di alto livello. Il suo lavoro diventa più raro, meno pubblico, più vicino alla definizione dell’identità di marca.

Jony Ive e Ferrari Luce, perché il designer Apple entra a Maranello

 

La Ferrari Luce non è "solo" la prima Ferrari elettrica. È la prima cinque posti con  quattro porte,  dall prezzo nell’ordine dei 550 mila euro - il più costoso tra i modelli di serie -  e consegne previste nel quarto trimestre 2026. Una vettura di rottura per architettura, posizionamento ma sopratutto stile. Il progetto porta la firma di LoveFrom, il collettivo creativo fondato da Sir Jonathan Ive e Marc Newson. La collaborazione con Ferrari nasce nel 2021, dentro un rapporto più ampio con Exor e John Elkann. Ferrari affida il suo primo passaggio elettrico a un designer esterno al mondo automotive tradizionale, ma centrale nella storia del prodotto industriale contemporaneo. La reazione è stata immediata. La Luce ha diviso pubblico, investitori e giornalisti.

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