Al Teatro Alcione, Dongfeng porta al Fuorisalone “Two Natures. Infinite Scapes”, un progetto immersivo che supera la logica dell’esposizione tradizionale e trasforma lo spazio in un’esperienza da attraversare. Non una semplice vetrina di prodotto, ma un ambiente narrativo in cui architettura, luce e suono costruiscono un percorso sensoriale, pensato per coinvolgere attivamente il visitatore
A cura di Massimo Gucciardi
UN’INSTALLAZIONE DA VIVERE, NON DA GUARDARE
- L’ambiente si costruisce attraverso luce, suono e architettura, in un percorso progressivo fatto di soglie, contrasti e cambi di atmosfera. Il teatro diventa una vera macchina scenica, dove il visitatore è parte attiva dell’esperienza.
DUE MODELLI, DUE VISIONI OPPOSTE
- Al centro del racconto ci sono due vetture: la Voyah Passion L, berlina premium orientata a comfort, silenzio e qualità percettiva e il SUV MHero 1, più materico e legato a forza, controllo e capacità off-road. Due approcci distinti che rappresentano modi diversi di vivere il movimento contemporaneo.
IL TEMA È LA DUALITÀ
- L’intero progetto ruota attorno al contrasto: caldo e freddo, materia e leggerezza, protezione e attraversamento. Non c’è fusione, ma una tensione continua tra opposti che diventa linguaggio progettuale
INTERAZIONE: IL PUBBLICO CREA IL SUONO
- Tra gli elementi più scenografici, un’arpa di luce interattiva: i movimenti dei visitatori generano suoni in tempo reale, creando una colonna sonora sempre diversa, che viene poi archiviata digitalmente.
L’AUTO COME LINGUAGGIO CULTURALE
- Con questo progetto, Dongfeng usa il design per raccontare la mobilità come relazione tra tecnologia, spazio e percezione, portando l’auto fuori dal suo contesto industriale e dentro quello dell’installazione contemporanea.