Gli incroci regolati da impianto semaforico potrebbero presto avere un sistema basato su una quarta luce di colore bianco. Si tratterebbe di un’ipotesi legata ad uno studio sul futuro della mobilità e in particolare su Smart Road e auto connesse a guida autonoma. Il quarto colore consentirebbe ai veicoli in grado di comunicare tra loro di procedere in maniera ordinata riducendo i tempi di attesa e migliorando i flussi di traffico
Il rosso, il giallo, il verde e forse, in futuro anche il bianco. Dopo oltre un secolo, i semafori potrebbero cambiare o meglio ampliare i loro colori. Nella mobilità di domani potrebbe esserci anche un quarto colore, legato proprio alle infrastrutture e ai veicoli intelligenti. Al momento non c’è nulla di concreto ma di un’ipotesi nata da uno studio della North Carolina State University che vuole rendere più efficace la circolazione, cercando di diminuire il traffico e migliorare anche la sicurezza agli incroci.
I semafori con luce bianca
La luce bianca del semaforo sarebbe pensata per le cosiddette Smart Road, le strade dotate di sistemi di comunicazione e connessione con i veicoli e le altre infrastrutture, e proprio per le auto connesse e a guida autonoma. In presenza di questi semafori dotati di quattro luci, il bianco prevederebbe un’organizzazione i veicoli smart in grado di coordinarsi per superare l’incrocio, comunicando sia con la strada che con gli altri mezzi. Bisognerebbe in pratica seguire il flusso del traffico, riducendo i tempi di attesa e decongestionando, almeno in parte, alcuni tratti stradali.
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Smart Road e veicoli connessi
Il tutto proprio grazie alle Smart Road e alla comunicazione in tempo reale tra veicoli, con la possibilità di conoscere anticipatamente eventuali ostacoli presenti sul percorso, i flussi di traffico e altro. Si tratterebbe di un cambio epocale, con l’introduzione di un sistema dinamico e non a segnali fissi.
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La nascita del semaforo
Il primo semaforo è nato nel 1868 su una strada di Londra, alimentato da lampade a gas e con un sistema di bracci meccanici che lo rendeva più simile ad un segnale ferroviario che ad uno stradale. Questa tecnologia si diffuse rapidamente, di pari passo con l’automobile, arrivando negli Stati Uniti e poi anche in Italia. Era il 1925, a Milano, con l’installazione del primo semaforo all’incrocio tra via Mazzini, via Torino e via Orefici.