Coronavirus, in Germania riaprono alcuni negozi. Merkel: “Non sentiamoci al sicuro”

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Nel Paese oltre 140mila casi e più di 4mila morti. La cancelliera, nel gruppo parlamentare della Cdu, respinge ancora gli eurobond. E aggiunge: “Saremo solidali nella cornice degli attuali trattati europei”. La Bundesbank: “Ripresa forte e rapida appare inverosimile"

"Non perdiamo di vista che siamo solo alle prime battute della pandemia. Non sentiamoci al sicuro neppure per un secondo”. Il monito sull’emergenza coronavirus arriva da Angela Merkel, mentre la Germania riparte gradualmente, con alcuni negozi che riaprono oggi. Il Paese, secondo i dati dell'istituto Robert Koch, registra oltre 141.672 contagi e 4.404 vittime. Stando alle rilevazioni della Johns Hopkins University sarebbero invece 145.743 i casi totali e 4.642 i morti. E la Bundesbank avverte: a causa delle restrizioni "una ripresa forte e rapida appare dalla prospettiva attuale piuttosto inverosimile" (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - LA GERMANIA PROVA A RIPARTIRE - LA DIFFUSIONE GLOBALE IN UNA MAPPA ANIMATA - GLI AGGIORNAMENTI DELLA FARNESINA SULLA GERMANIA).

Merkel ribadisce il no agli eurobond

La riapertura dei negozi, si apprende dalla Dpa, preoccupa la cancelliera tedesca che, parlando nel gruppo parlamentare della Cdu, ha chiarito di essere molto preoccupata del fatto che mettere in discussione le restrizioni ancora in vigore possa aumentare il rischio contagio. Poi, secondo quanto riferito da APA-Reuters che cita un partecipante alla riunione, ha respinto di nuovo il ricorso agli eurobond, ribadendo che sarebbero la strada sbagliata (FOTO SIMBOLO – IN ARRIVO L’APP PER IL TRACCIAMENTO DEI CONTAGI I NUMERI DELL'ITALIA).

“La Germania non solo vorrebbe essere solidale, ma lo sarà”

Merkel, rispondendo a una domanda sul consiglio europeo di giovedì prossimo e sulla pressione per gli eurobond, ha ribadito: “La Germania non solo vorrebbe essere solidale, ma lo sarà. Deve però esserlo nella cornice degli attuali trattati europei, e con uno sguardo a tutti gli Stati europei". "Io dico sempre - ha aggiunto - che alla Germania le cose non possono andar bene se non vanno bene all'Europa. È doloroso per me dover sempre ripetere cose che sono scontate ". "Si può anche discutere di nuovi trattati - ha proseguito la cancelliera tedesca - ma servono due tre anni per trovare soluzioni. E in questa pandemia abbiamo bisogno di soluzioni veloci" (ULTIMA CHIAMATA PER L'EUROPA: L'EDITORIALE - DOMBROVSKIS: PER MEMBRI EUROZONA CONDIZIONI MIGLIORATE DEL MES)

Berlino punta a rafforzare il servizio sanitario

Intanto il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, ha annunciato che il governo punta a rafforzare il sostegno pubblico al servizio sanitario per rallentare la diffusione del Covid-19. "Bisogna rafforzare il servizio sanitario pubblico in modo veloce" per mantenere il controllo sulla catena dei contagi, ha detto Spahn. Il governo vuole sostenere i "circa 400 uffici sanitari" in Germania, anche attraverso il rafforzamento del personale, ha aggiunto il portavoce del governo, Steffen Seibert. "Il ministero vuole finanziare la formazione di team mobili che dovrebbero sostenere gli uffici sanitari nel seguire la catena dei contatti", ha detto Seibert, aggiungendo anche che il Robert Koch Institut dovrebbe mettere a disposizione di comuni e uffici sanitari un'assistenza telefonica stabile per assistere gli uffici periferici nella gestione dell'epidemia.

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