Elezioni Usa 2020, dai grandi elettori ai collegi: come funziona il sistema elettorale

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Per determinare il nome del nuovo presidente degli Stati Uniti si procede con un sistema elettorale indiretto: i cittadini Usa, infatti, con il voto del 3 novembre demandano la scelta al collegio dei grandi elettori. La tappa finale del processo sarà il 20 gennaio 2021, con l'inaugurazione ufficiale della nuova presidenza

Il 3 novembre 2020 si svolgono le elezioni presidenziali americane (LO SPECIALE) che vedono scontrarsi il candidato repubblicano Donald Trump, attuale presidente degli Usa, e Joe Biden, candidato democratico. Dopo i confronti tv tra i candidati presidente (IL VIDEO DEL PRIMO CONFRONTO - LE FOTO) e i loro vice (IL VIDEO), la parola passerà agli elettori, che il martedì successivo al primo lunedì di novembre sono chiamati alle urne, fisiche o digitali a causa del Coronavirus (LO SPECIALE). Il voto americano però non è diretto e prevede alcuni passaggi fondamentali.

Il processo decentralizzato

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Ciascun cittadino americano può scegliere di votare per un candidato o per tutti i candidati collegati a un partito politico. Lo scrutinio elettorale si svolge a livello statale, con un processo decentralizzato caratteristico degli Stati Uniti. Il sistema di votazione segue il principio del "winner takes all", cioè "il vincitore piglia tutto": in pratica il candidato che ottiene la maggioranza dei voti ottiene tutti i grandi elettori attribuiti a un determinato Stato.

Il ruolo dei grandi elettori

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Dopo questo primo passaggio, si passa al voto dei presidential electors, i grandi elettori, che hanno il compito di rappresentare i cittadini all’interno del collegio elettorale. È il collegio, a sua volta, che detiene l'ultimo tassello delle votazioni per arrivare ad avere il nome del nuovo presidente degli Stati Uniti. Ogni Stato ha diritto a un numero variabile di grandi elettori, che si basa sulla sua popolazione: si va da 2 fino a oltre 50 (la California, lo stato più grande del Paese, ne ha 55). Fanno eccezione il Maine e il Nebraska, dove l'elezione si svolge con il metodo proporzionale. In totale, i grandi elettori sono 538.

Il ruolo del collegio elettorale

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Una volta stabiliti i grandi elettori, questi formano il collegio elettorale che nominerà il nuovo presidente americano e il suo vicepresidente. Ogni grande elettore vota presso il campidoglio del proprio Stato e, normalmente, dovrebbe indicare il candidato che ha vinto i seggi del proprio Stato. Nella storia americana, però, ci sono stati casi di "faithless electors", gli "elettori infedeli", che invece hanno votato in modo diverso da quanto indicato dai cittadini. Il voto è segreto e allo scrutinio vince chi ottiene almeno 270 voti, sia per il presidente che per il vice.

Le tappe fondamentali per l'elezione

La corsa alla Casa Bianca è iniziata l’inverno scorso con le elezioni primarie, che si sono svolte dal 3 febbraio al 23 giugno 2020 in tutti gli Stati e che hanno determinato i candidati presidente e vice per il partito Repubblicano e per il partito Democratico. L’election day è previsto per il 3 novembre, mentre si dovrà aspettare il 14 dicembre per il voto dei grandi elettori al collegio elettorale, il cui esito si saprà il 6 gennaio 2021. Da quel momento, passeranno due settimane per l’inaugurazione ufficiale della nuova presidenza, prevista il 20 gennaio 2021.

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