Pedofilia nella Chiesa: dagli Usa all'Irlanda, migliaia di casi denunciati nel mondo

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Papa Francesco ha deciso di abolire il “segreto pontificio” sui casi di pedofilia all’interno del clero, che non saranno più coperti da segretezza. Ma il fenomeno, esploso per la prima volta nella diocesi di Boston nel 2002, non ha ancora dati esaustivi

Sono migliaia i casi di abusi sessuali compiuti su minori in tutto il mondo da rappresentanti della Chiesa cattolica. Le denunce hanno cominciato a moltiplicarsi però solo nei primi anni Duemila, dopo lo scoppio dello scandalo che coinvolse la diocesi di Boston, in Massachusetts, che fece venire a galla migliaia di altre testimonianze analoghe. Prima Papa Benedetto XVI e poi Papa Francesco hanno cercato di affrontare e contrastare il fenomeno, di cui comunque mancano ancora un quadro complessivo e numeri attendibili. In quest’ottica si inserisce la scelta di Bergoglio, nel giorno del suo 83esimo compleanno, di abolire il “segreto pontificio” sui casi di pedofilia all’interno del clero, stabilendo che non sono più coperti da obbligo di segretezza “le denunce, i processi e le decisioni” riguardanti tali reati.

Mancano numeri attendibili

Nel febbraio scorso monsignor Charles Scicluna, già promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha annunciato durante i lavori del summit in Vaticano sulla “Protezione dei minori” che la Congregazione sta lavorando a un dossier statistico sul tema che dovrebbe essere diffuso “nei prossimi mesi”. Nel settembre 2009 l’arcivescovo Silvano Tomasi, allora osservatore permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra, dichiarò al Consiglio dei diritti umani che, stando alle ricerche interne, nel clero cattolico tra l’1,5% e il 5% era coinvolto in abusi sessuali su minori. Per Scicluna, però, queste stime sarebbero sovradimensionate, dato che i numeri delle denunce pervenute dalle singole diocesi all’ex Sant’Uffizio tra 2001 e 2010 parlerebbero di 3mila sacerdoti coinvolti, dei quali un decimo accusabile pedofilia. A fronte di una popolazione di circa 440mila membri del clero nel mondo, i chierici colpevoli di abusi su minori sarebbero quindi solo lo 0,67%, dei quali propriamente pedofili lo 0,067%.

La storia de Il caso Spotlight

Il caso più clamoroso, e che ha portato per la prima volta l’attenzione sulla problematica, è quello di Boston, sollevato a partire dal 2002 dalla stampa con centinaia di articoli. I giornalisti locali - protagonisti anche del film premio Oscar Il caso Spotlight del 2015 - raccolsero un migliaio di testimonianze di bambini vittime di abusi sessuali e psicologici da parte di 70 preti e un cardinale, lo scomparso Bernard Francis Law. Da allora inchieste analoghe sono partite in diversi Stati Usa. L’anno scorso il gran giurì della Pennsylvania ha certificato a partire dagli anni ’40 più di 300 preti abusatori e oltre mille vittime, insieme a coperture sistematiche che hanno portato alle dimissioni del cardinale di Washington Donald Wuerl.

Dall’Australia all’Irlanda

In Australia il cardinale George Pell, ex arcivescovo di Melbourne e di Sydney ed ex prefetto vaticano dell’Economia, è stato condannato nel marzo 2019 a sei anni di reclusione per abusi su due chierichetti. È lui il prelato più alto in grado mai condannato per casi di pedofilia. Altre violenze sono state recentemente scoperchiate in Irlanda da due indagini indipendenti governative: il “rapporto Ryan”, che ha raccolto oltre 2.500 testimonianze di violenze e abusi su minori nelle scuole, nei seminari e nelle parrocchie cattoliche tra il 1930 e la fine degli anni '70, e il “rapporto Murphy”, concentrato sulla diocesi di Dublino dal 1975 al 2004. Le due inchieste sono arrivate alla conclusione che, di fronte alle denunce delle vittime, i vertici della Chiesa cattolica rispondevano con il silenzio. Il caso ha costretto Benedetto XVI, nel 2010, a una lettera di scuse al popolo irlandese. Tra 2011 e 2012 lo stesso Ratzinger autorizzò le dimissioni dallo stato clericale di circa 400 preti pedofili. Altri numeri, seppur parziali, arrivano dalla Germania: secondo uno studio del settembre 2018 commissionato dalla stessa Conferenza episcopale di Berlino, 3.677 minori (nella metà dei casi con meno di 13 anni) sono stati coinvolti in casi di abusi da parte di 1.670 sacerdoti tra il 1946 e il 2014. In Europa altre inchieste sono state aperte per esempio in Spagna, Polonia e Paesi Bassi. In Italia la rete L’Abuso, nata nel 2010, mappa i procedimenti penali per abusi sessuali commessi da religiosi.

L’impegno di Papa Francesco

Papa Francesco fin dall’inizio del suo pontificato ha in più occasioni incontrato le vittime di abusi da parte di rappresentanti della Chiesa. Tra i primi scandali che ha dovuto affrontare c’è stato quello che ha coinvolto la Chiesa cilena e che ha portato alle dimissioni in blocco dell’intero episcopato. A febbraio 2019 il Pontefice ha poi voluto un summit sulla questione intitolato “La protezione dei minori nella Chiesa”, che ha raccolto 190 rappresentanti religiosi che hanno potuto ascoltare le testimonianze degli abusati. Il 17 dicembre 2019 infine Bergoglio ha deciso di abolire il “segreto pontificio” sui casi di abusi su minori, in un ulteriore tentativo di aumentare la trasparenza sulla questione.

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