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Chi sono i curdi, storia di un popolo e di uno Stato mai nato

4' di lettura

Sono circa 35 milioni e vivono nel Kurdistan, a cavallo tra Turchia, Iraq, Siria, Iran e Armenia. Dopo la prima guerra mondiale venne disattesa la promessa degli alleati occidentali di creare una nazione. Da allora i vari gruppi sono diventati minoranze in diversi Paesi

Rappresentano il quarto gruppo etnico più grande del Medio Oriente, la loro popolazione è stimata in circa 35 milioni di persone, ma non hanno mai ottenuto uno Stato nazionale permanente. I curdi sono distribuiti tra Turchia, Iraq, Siria, Iran e Armenia nel vasto altopiano del Kurdistan che racchiude i confini dei cinque Paesi. Anche se comunità curde vivono anche in Europa, soprattutto in Germania. Il sogno del Kurdistan non si è mai materializzato e la questione curda è tornata alla ribalta con l’offensiva dei turchi contro le milizie nel Nord-Est della Siria.

Il Kurdistan: lo Stato mai nato

Dopo la prima guerra mondiale e la sconfitta dell'Impero ottomano, i vincitori alleati occidentali avevano previsto la creazione di uno Stato curdo nel Trattato di Sevres del 1920. Una promessa che venne disattesa 3 anni dopo, quando il Trattato di Losanna ha fissato i confini della moderna Turchia senza definire confini geopolitici per il Kurdistan. Così i curdi sono rimasti una minoranza nei diversi Paesi in cui si sono ritrovati a vivere. Finora qualsiasi azione dei curdi per creare uno Stato indipendente è stata sempre repressa.

Le differenze fra i vari curdi

I curdi sono a maggioranza musulmana sunnita e formano una comunità distintiva, unita attraverso cultura e lingua, anche se non hanno un dialetto standard. Ogni gruppo nazionale, però, si differenzia l’uno con l’altro per priorità e alleati. I curdi turchi, i curdi siriani e i curdi iracheni, che insieme hanno combattuto contro l’Isis, sono i gruppi finiti nel mirino di Erdogan. I curdi iracheni hanno da tempo una loro regione autonoma all'interno dell’Iraq (il Kurdistan iracheno), mente i curdi siriani soltanto di recente hanno ottenuto il controllo della regione che abitano, il Rojava.

I legami tra curdi siriani e Pkk

Il Partito dell’Unione Democratica (la sigla in curdo è Pyd), assicura il governo dei territori sotto il controllo curdo attraverso l'ala militare dell'Ypg, unità di protezione popolare. Il Pyd ha espresso un’idea di società socialista-libertaria, un modello raro e innovativo rispetto alle tradizioni islamiche, un modo di pensare vicino a quello espresso dal Pkk, partito dei lavoratori del Kurdistan, di Abdullah Öcalan. Ed è anche per questa sintonia fra Pyd e Pkk che la Turchia ha fatto partire l’offensiva nel Nord-Est della Siria. Ankara considera infatti il Pkk un’organizzazione terroristica e il leader del partito Öcalan è in carcere in Turchia dal 1990.

La lotta contro l’Isis e il supporto degli Usa

Dei curdi siriani negli ultimi anni si è spesso parlato in Occidente anche per la loro battaglia contro l’Isis. L'Ypg ha anche ricevuto il supporto degli Stati Uniti, che individuarono come propri alleati sul terreno nella guerra contro l’Isis i curdi siriani. Nel corso del 2015 i guerriglieri curdi, con il sostegno Usa, riuscirono a riconquistare i propri territori (noti anche come Rojava, o Kurdistan siriano) che erano stati occupati dall’Isis e riuscirono anche ad espandersi in aree abitate da popolazioni arabe. Negli anni successivi, 2016 e 2017, i curdi-siriani rafforzarono il proprio controllo sul Rojava e contribuirono in modo determinante alla sconfitta finale dell’Isis.

Le simpatie occidentali per la causa curda

La causa curda dell’Ypg ha suscitato così grandi simpatie presso l’opinione pubblica occidentale. Non solo per il contrasto all’Isis, ma anche per l'ideologia espressa dal movimento. In un'ottica post-marxista, alle donne vengono riconosciuti gli stessi diritti che agli uomini. Esistono inoltre anche milizie curdo-siriane composte da donne, come ad esempio l’Ypj, Unità di protezione delle donne, che combattono spesso a capo scoperto contro gli estremisti islamici dell’Isis. Il Rojava, poi, è stato anche un esperimento politico-sociale, con l’adozione di una Costituzione di stampo democratico, pluralista e liberale, che enfatizza l’ambientalismo e il ruolo delle comunità locali nella gestione del potere.

Oggi i curdi siriani si sentono traditi

Attaccati dalla Turchia e abbandonati dagli Stati Uniti, i curdi siriani si sentono traditi proprio da quel mondo occidentale che aveva espresso sostegno e stima negli ultimi anni. Ilham Ahmed, presidente del Comitato esecutivo del Consiglio democratico siriano, da Bruxelles chiesto alle istituzioni europee di "non abbandonare i siriani" e di non chiudere gli occhi su Erdogan."Gli Stati dell’Ue devono ritirare al più presto i loro ambasciatori dalla Turchia perché sta violando troppe leggi internazionali e continua a danneggiare la Siria. Questo crimine va fermato e la Turchia deve essere sanzionata per quello che ha fatto".

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