La pesante sconfitta alle elezioni di metà mandato apre una resa dei conti del Partito repubblicano. Mentre la Casa Bianca invita i sostenitori a restare uniti, crescono critiche interne contro Donald Trump e la sua amministrazione. Nel mirino finiscono la guerra in Iran, il caro vita e una serie di controversie che, secondo gli esponenti conservatori, hanno allontanato gli elettori
"Non andiamo da nessuna parte. Bloccatevi, patrioti. Abbiamo appena iniziato". Con questo messaggio pubblicato su X, la Casa Bianca continua a mostrarsi fiduciosa nonostante la pesante sconfitta subita dai repubblicani alle elezioni di metà mandato, che hanno consegnato il controllo del Congresso ai democratici. Nonostante i toni rassicuranti dell'amministrazione, però, all'interno del Partito repubblicano è già iniziata una profonda riflessione sulle cause del risultato elettorale.
Il peso della guerra in Iran e del caro vita
Il presidente Donald Trump e molti dei suoi alleati hanno riconosciuto che la guerra in Iran e il conseguente aumento del costo della vita hanno avuto un impatto significativo sul voto. In particolare, il rincaro dei prezzi del carburante, tra le conseguenze più evidenti del conflitto per milioni di americani, avrebbe alimentato il malcontento degli elettori, Secondo questa lettura, molti cittadini hanno espresso alle urne la propria insoddisfazione per le difficoltà economiche e per la percezione di una situazione insostenibile.
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Oltre la questione economica
Ma per una crescente parte del Partito repubblicano le responsabilità della sconfitta vanno oltre la questione economica. Nel mirino ci sono Donald Trump e la sua amministrazione. Tra i repubblicani si moltiplicano le critiche per una serie di vicende: dalla guerra in Iran ai lavori per la sala da ballo alla Casa Bianca, dallo scandalo Jeffrey Epstein all'Air Force One ricevuto dal Qatar.
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"Serve un esame di coscienza"
Le accuse più dure arrivano da figure vicine al mondo conservatore. "È difficile pensare a una Casa Bianca che abbia sabotato i candidati alla Camera e al Senato più di questa. È il momento di un esame di coscienza per i repubblicani", ha scritto Marc Short, l'ex direttore degli affari legislativi di Trump, su X. "Dopo Biden, gli americani volevano un'economia che funzionasse. Invece hanno ricevuto una guerra, un debito di 40.000 miliardi di dollari e i dazi. È il momento per i repubblicani di ritornare ai valori conservatori che li hanno caratterizzati per anni", ha dichiarato John Curtis, senatore dello Utah.