Gruppi di studenti si sono riuniti davanti alla sede del Ministero dell'Educazione per chiedere le dimissioni del premier socialista Edi Rama. Durante la manifestazione si sono registrati scontri e tensioni con le forze dell'ordine. Dopo aver incendiato alcuni cassonetti dei rifiuti, i manifestanti hanno lanciato sassi e bombe molotov contro la polizia, che ha risposto con idranti e lacrimogeni
Ancora proteste violente in Albania. A Tirana gruppi di studenti si sono riuniti davanti alla sede del Ministero dell'Educazione per chiedere le dimissioni del premier socialista Edi Rama. Durante la manifestazione si sono registrati scontri e tensioni con le forze dell'ordine. Dopo aver incendiato alcuni cassonetti dei rifiuti, i manifestanti hanno lanciato sassi e bombe molotov contro la polizia, che ha risposto con idranti e lacrimogeni. La folla, ridotta a causa anche di una fitta pioggia, si è poi ritirata e diretta verso il Palazzo di governo, dove si sono registrati nuovi disordini.
Gli scontri al Palazzo di governo
Davanti al Palazzo di governo, alcune centinaia di manifestanti hanno rimosso le mattonelle dei marciapiedi lungo il viale principale di Tirana, scagliandoli contro le forze dell'ordine schierate davanti all'entrata laterale dell'edificio. La polizia ha attivato gli idranti, cui i manifestanti hanno risposto con il lancio di molotov. Ai ripetuti appelli rivolti ai dimostranti di ritirarsi e rinunciare agli atti violenti, è seguito l'intervento con i gas lacrimogeni e tre idranti. Successivamente, la folla si è dispersa, mentre numerose auto della polizia si sono posizionate lungo le principali arterie della capitale, per non permettere ulteriori raggruppamenti di manifestanti.
Respinta l'opposizione di centrodestra
L'opposizione di centrodestra, guidata da Sali Berisha, ha tentato di unirsi alla manifestazione degli studenti, ma è stata respinta. "L'opposizione siamo noi", hanno dichiarato i giovani, i quali avevano creato anche un cordone per ostacolare l'avanzare dei militanti dell'opposizione.