Elicottero militare caduto in Bosnia: chi sono le 4 vittime italiane

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Introduzione

Nel tardo pomeriggio del 29 ottobre, un elicottero italiano, un CH-47, impegnato nell'ambito dell'operazione Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina, è precipitato nella zona di Brčko al confine con la Serbia. Sono quattro i morti e 11 i feriti. Due delle vittime erano parte dell'Esercito Italiano e due invece erano membri del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. 

Quello che devi sapere

Chi sono le quattro vittime italiane

A dare i dettagli sulle vittime è stato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, su X. Si tratta del Sergente (EI AVES) Simone Ruggia, del Sergente (EI AVES) Claudio Marchesi, del Tenente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (CRI) Franco Adriano Zecchillo e del Sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (CRI) Laura Procacci. "Hanno perso la vita servendo l’Italia, la Difesa e l’Esercito", ha detto Crosetto.

 

Per approfondire:

LE FOTO DELL'ELICOTTERO PRECIPITATO

Il cordoglio per le vittime

"L’angoscia ed la sofferenza per questo tragico evento cambieranno ciò che avevamo previsto per la Festa della Forze Armate del 4 novembre. A partire dal Villaggio Difesa che domani non verrà inaugurato e che diventerà non più il teatro di una festa di ringraziamento per le Forze Armate ma il luogo dove manifestare, con una preghiera, un fiore, un biglietto o la presenza, la vicinanza ai caduti, Simone, Claudio, Franco e Laura, alle loro famiglie ed alle Forze Armate", ha aggiunto Crosetto.

 

Messaggi di cordoglio, intanto, sono arrivati anche dalle più alte cariche dello Stato: dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla premier Meloni, fino al presidente del Senato, La Russa.

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Chi erano le vittime membri dell'esercito

Secondo quanto riporta l'Ansa, i due militari deceduti - il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi - erano in servizio al Comando aviazione dell'Esercito (Aves) di Viterbo. Erano il pilota e lo specialista dell'aeromobile. Entrambi erano di stanza al primo reggimento 'Antares' del Centro Addestrativo, la struttura che, con personale volontario provvede alla formazione e addestramento di piloti e tecnici ed allo sviluppo delle tecniche di impiego degli aeromobili.

Chi erano le vittime del Corpo Militare Volontario della Cri italiana

Le altre due vittime appartengono invece al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Sono il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci (medico e infermiere). 

Franco Adriano Zecchillo
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Chi era Franco Adriano Zecchillo

Zecchillo era nato a Milano nel 1961, avrebbe compiuto domani 65 anni. Infermiere tecnico perfusionista, aveva contribuito a creare la cardio chirurgia dell'ospedale di Legnano, dove ha lavorato dal 1999 al 2022, quando è andato in pensione. Aveva prima lavorato in altri ospedali, fra cui il San Raffaele dove aveva incontrato il cardiochirurgo Germano Di Credico. "Era una persona eclettica con mille interessi e capace di trasmettere le sue conoscenze " ha spiegato all'ANSA Di Credico, direttore della Unità Operativa di Cardiochirurgia dell'Asst Ovest Milano. Zecchillo era anche docente della scuola di perfusione dell'università dell'Insubria. Nel 1983 era diventato soccorritore con la Croce bianca, l'anno dopo era entrato nel corpo militare della Cri e apparteneva al III Centro Mobilitazione di Milano. Dpo la pensione, il suo impegno nel soccorso era cresciuto.

Chi era Procacci

Trentaduenne, Procacci faceva riferimento al IX Centro di Mobilitazione di Roma. Laureanda in Medicina e Chirurgia alla Sapienza, dalla Cri spiegano che "aveva maturato una solida preparazione nella gestione del paziente critico e della traumatologia. qualificata come soccorritrice Tssa, operatrice mine risk education e operatrice forward Medevac, aveva svolto anch'essa il percorso specialistico pre-impiego per la missione Eufor Althea".

Laura Procacci
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Chi era Claudio Marchesi

Operava come specialista a bordo dell'elicottero dell'Esercito italiano precipitato in Bosnia il sergente Claudio Marchesi, 35 anni, originario di Orvieto. Dal 2023 risiedeva a Montefiascone ed era di stanza a Viterbo. Secondo quanto risulta all'ANSA insieme al parigrado Simone Ruggia il loro compito era di controllare la strumentazione che si trova nella pancia dell'imponente Chinook e all'esterno del velivolo.

I feriti

Mentre sugli 11 feriti, Crosetto ha spiegato che sono ricoverati presso gli ospedali di Brcko e di Tuzla, "dove abbiamo inviato personale medico militare italiano per monitorare il nostri ragazzi da vicino".

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Cosa è successo

Le cause che hanno portato l'elicottero a precipitare devono ancora essere stabilite. Quello che si sa con sicurezza è che il velivolo è precipitato nel tardo pomeriggio del 29 ottobre, con a bordo complessivamente 15 persone.

 

L'elicottero, un CH-47,  faceva parte della missione Eufor che è presente in Bosnia-Erzegovina dal 2004, quando subentrò alla forza di peacekeeping della Nato dispiegata dopo la guerra del 1992-1995. 

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