Papa Leone a Parigi: "Dialogo contro derive autoritarie. IA crea paradiso delle macchine"
MondoIl Santo Padre è stato ricevuto all'Eliseo da Macron, poi nel pomeriggio le visite all'Unesco e la celebrazione dei vespri nella Cattedrale di Notre-Dame. In serata una veglia di preghiera con 80 mila giovani allo Stade de France di Saint-Denis: "Evitate la violenza nelle relazioni"
Fine vita, intelligenza artificiale, il rischio di derive autoritarie. Papa Leone XIV non si è risparmiato nei suoi interventi durante il primo giorno della viaggio in Francia (da oggi, 25 settembre, fino al 28), partito da Parigi. Per Leone il viaggio Oltralpe è il quinto internazionale. A fare da cornice luoghi di grande fascino, dalla maestosità di Notre-Dame, Place de la Concorde e dell’Eliseo a Parigi, fino all’atmosfera spirituale di Lourdes e alla posizione strategica di Metz. L’ultimo Papa a visitare la capitale francese fu Benedetto XVI nel 2008, in occasione dei 150 anni delle apparizioni nella Grotta di Massabielle: prima di lui Giovanni Paolo II era stato in Francia 7 volte (8 calcolando la tappa nel 1989 a La Réunion, dipartimento francese d’oltremare). Papa Francesco, invece, è stato tre volte in Francia, visitando Strasburgo, Marsiglia e Corsica, ma mai Parigi. Calorosa l'accoglienza della città per Prevost: in circa 300mila hanno affollate le strade lungo il percorso in papamobile dalla sede dell'Unesco alla cattedrale di Notre-Dame.
L'arrivo a Parigi
Il Pontefice è stato accolto in mattinata dal presidente francese Emmanuel Macron e dalla première dame, Brigitte. Il Pontefice e la coppia presidenziale francese si sono poi avviati verso l'uscita dell'aeroporto, diretti all'Eliseo. Le campane di tutta la Francia hanno suonato a festa dalle dieci, orario previsto di arrivo del Papa, per i successivi sette minuti.
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La visita all'Eliseo
Il Pontefice si è poi spostato all'Eliseo, dove ha avuto un colloquio privato con Macron e ha incontrato autorità, società civile e corpo diplomatico. Non si tratta della prima volta di un Pontefice nella residenza di un capo di Stato francese: già nel 1980 Papa Giovanni Paolo II venne accolto dal presidente Valéry Giscard d'Estaing. Successivamente, nel 1997, Giovanni Paolo II venne poi anche ricevuto dal presidente Jacques Chirac in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù. In occasione dell’ultimo viaggio apostolico in Francia, nel 2008, Benedetto XVI visitò il palazzo presidenziale e incontrò, invece, l'allora presidente Nicolas Sarkozy.
Macron: "La laicità francese non è negazione della religione"
Macron e il Papa hanno poi tenuto un discorso davanti alle personalità del mondo politico e diplomatico del Paese. La storia "due volte millenaria" del cristianesimo in Francia "ha creato un legame singolare tra la Francia e la Chiesa cattolica", ha osservato il presidente. "E quando la Repubblica decise, un po' più di 120 anni fa, la separazione fra la Chiesa e lo Stato - ha aggiunto - diede forma ad una laicità francese che non è assolutamente la negazione della religione". "È un grande onore e una grande gioia accoglierla nella nostra terra - ha detto Macron - Molti dei nostri connazionali sentono, con la sua visita in Francia, una speranza".
Macron al Papa: "La pace non è soltanto il silenzio delle armi"
Poi Macron ha sottolineato l'accordo tra la Francia e il Pontefice per stare "dalla parte della pace, del multilateralismo d'azione, del rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni unite". "Lei ha posto i primi mesi del suo pontificato sotto il segno di una pace disarmata e disarmante - ha continuato il presidente - esigenza che prende una forza particolare mentre la guerra insanguina il nostro continente e mentre ovunque risorgono tensioni e conflitti". Questa esigenza "ricorda anche che la pace non è soltanto il silenzio delle armi - ha sottolineato Macron - e che presuppone giustizia, sicurezza, rispetto dei diritti umani, sovranità delle nazioni e diritto dei popoli a disporre di se stessi".
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Il Papa sul fine vita: "Non si può offrire una morte programmata"
Dopo il discorso di Macron, anche il Pontefice ha espresso "grande gioia" per questo viaggio: "La Francia è molto spesso al centro delle preghiere del Papa, che non dimentica le sue origini familiari normanne e bearnesi". Poi Leone XIV ha lanciato un monito sul fine vita e ha chiesto, in Francia, dove già c'è la legge, di "imparare ad accogliere la vita senza condizioni, a sostenere la fragilità con tenerezza, ad accompagnare con rispetto e nella fiducia reciproca ogni tappa dell'esistenza, e a difendere con coraggio e compassione coloro che non hanno voce o che non si sentono sufficientemente sostenuti. Per questo - ha proseguito - ribadisco con forza che la tutela del diritto alla vita costituisce il fondamento imprescindibile di ogni altro diritto umano". Non si può offrire "una morte programmata". "Vi è oggi la tentazione di aspettarsi dalla scienza - ha detto Leone XIV - una soluzione e un conforto per tutte le nostre sofferenze. Il rischio è spesso quello di cadere nell'illusione. Quando la scienza e la tecnologia non sono guidate dalla coscienza, possono proporre soluzioni immediate che sembrano rispondere ai desideri e alle sofferenze degli uomini e delle donne, ma che in realtà possono allontanarli gravemente dal bene a cui aspirano profondamente. A volte constato con preoccupazione le attuali derive delle società che rischiano di distorcere la scienza e la tecnologia trasformandole in imprese lucrative che favoriscono le manipolazioni genetiche, la maternità surrogata, l'acquisto di organi o l'offerta di una morte programmata".
Leone alla Francia: "Dialogo urgente per prevenire derive autoritarie"
Il Papa ha poi sottolineato l'importanza del dialogo in una società sempre più multiculturale. "Coloro che abitano questo Paese", ha detto, "insieme formano un popolo in cui la diversità delle origini contribuisce a vivificare e arricchire la convivenza e la vita democratica". "Una società autenticamente libera non impone uniformità, ma protegge la diversità delle coscienze, prevenendo derive autoritarie e promuovendo un dialogo" che "è tanto più urgente nel contesto della Francia odierna, dove persone di diverse appartenenze culturali e religiose sono chiamate a convivere e a dare il proprio contributo alla costruzione della società".
"IA crea paradiso delle macchine"
Un passaggio anche sull'IA, tema caro a Leone XIV, al centro della sua prima Enciclica. "Mi è sembrato fondamentale questo tema, al fine di riportare la persona al centro di ogni riflessione, per non perdere la nostra umanità. In mezzo al 'paradiso delle macchine' che ogni giorno invadono e condizionano la nostra vita, è urgente formare le menti a un discernimento etico, capace di riconoscere ciò che è moralmente buono".
Il Papa: "La ricostruzione di Notre-Dame ispiri unità e speranza"
Sempre nel discorso alle autorità francesi, il Papa ha ringraziato per la ricostruzione di Notre-Dame dopo l'incendio del 2019. "La recente riapertura della cattedrale alla celebrazione del culto divino, così come ai visitatori di tutto il mondo, non è solo il coronamento di un'impresa tecnica, ma il simbolo di una speranza ritrovata, la prova - ha sottolineato Leone XIV - che ciò che si credeva distrutto per sempre può rinascere grazie alla collaborazione di tutti, e la testimonianza di un'unità realizzata nello sforzo comune. Un risultato così bello deve ispirare a tutti gli attori della vita politica, sociale e religiosa del Paese un nuovo slancio per operare incessantemente in uno spirito di unità, con la forza di una viva speranza".
Il Papa: "La guerra non è inevitabile, Parigi rilanci la diplomazia"
Infine il Papa ha lanciato un appello alle autorità francesi affinché, di fronte ai tanti conflitti nel mondo, possano rilanciare la via diplomatica in Europa. "Vi esorto quindi a non rassegnarvi mai alla prospettiva di una guerra considerandola 'inevitabile', ma a promuovere senza sosta il dialogo e la diplomazia, al fine di preservare società pacifiche, rispettose della dignità e dei diritti della persona e dei popoli. Di fronte ai rumori di guerra e alle crisi multiformi che scuotono il nostro mondo, la Francia ha la vocazione - ha sottolineato Leone XIV - di rimanere un instancabile artefice della pace e del multilateralismo, in particolare all'interno della nostra cara Europa. Possa la Francia, fedele ai propri valori, tracciare il solco di una pace disarmata e disarmante, e offrire con responsabilità il proprio insostituibile contributo".
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Il Papa alla sede dell'Unesco: "La più terribile delle opere umane è la guerra"
Nel primo pomeriggio il Santo Padre ha raggiunto la sede dell’Unesco, dove ha tenuto un discorso eccezionalmente in inglese (a parte questo e quello a Metz, saranno tutti in francese). Un'occasione in cui non sono mancati riferimenti "alle situazioni di conflitto". Papa Leone ha sottolineato come "in questo particolare momento, dobbiamo riconoscere che la più terribile delle opere umane è la guerra, poiché in essa la scienza stessa è posta a servizio di una volontà disumana di distruggere e uccidere". E dunque "la pace non può essere costruita soltanto con i trattati, né attraverso compromessi tra forze opposte".
"IA non risponde a domande sul senso dell'esistenza umana"
Anche all'Unesco Papa Leone è tornato su tecnologia e IA. Per l'occasione, l'Unesco e la Santa Sede firmeranno un accordo quadro volto a rafforzare la cooperazione nel campo dell'IA. "L'informazione è abbondante, ma non coincide con la sapienza. Senza una deontologia condivisa, i più vari canali di comunicazione rischiano di moltiplicare informazioni false, o di usare parole senza significato, ostacolando il dialogo anziché favorirlo". Per il Pontefice "l'intelligenza artificiale accentua questo problema: sebbene questi sistemi siano in grado di correlare dati, non possono rispondere alle domande sul senso dell'esistenza umana, che affonda le sue radici nell'esperienza vissuta".
Notre-Dame e lo Stade de France
A seguire, il Papa si è spostato a Notre-Dame, per la celebrazione dei vespri con i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i consacrati, le consacrate e i seminaristi. I precedenti Pontefici passati da Parigi, come Giovanni Paolo II e Benedetto XIV, hanno fatto tappa a Notre-Dame, ma questa è la prima volta dopo il grave incendio che la cattedrale subì nell’aprile del 2019, a cui ha fatto seguito la ricostruzione e la riapertura, avvenuta l’8 dicembre 2024. In serata, una veglia di preghiera per i giovani allo Stade de France di Saint-Denis, davanti a circa 80mila partecipanti di età compresa tra i 17 e i 35 anni sulle tribune. Si tratta di una prima volta assoluta per un Papa, che mai era entrato nell’impianto dove giocano le nazionali transalpine di calcio e di rugby a 15. "Evitate la violenza nelle relazioni", il suo appello ai giovani.