Papa all'Angelus: "Con la pace guadagniamo tutti. Dio ha disegni più umani di noi"

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Il Pontefice ha ricordato che la gioia nasce quando l'amore supera il calcolo, la misericordia amplia il merito e la pace interrompe la rivalità. Ha definito una grazia lavorare nella vigna di Dio, servendo il suo Regno senza invidia né divisione. Ha poi espresso preoccupazione per la crisi umanitaria in Somalia e richiamato l'importanza della memoria storica, benedicendo la comunità di Pescantina nel ricordo degli ex internati

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Papa Leone XIV, introducendo l'Angelus, ha ricordato che "tutti guadagniamo gioia, intelligenza e futuro quando la legge dell'amore interrompe quella del calcolo, l'esperienza della misericordia allarga quella del merito, il dono della pace sospende le rivalità e avvicina nella gratitudine". Per Leone "è una grazia essere collaboratori di Dio, lavorare nella sua vigna, servire il suo Regno di giustizia e di pace. Non c'è spazio per l'invidia e la divisione là dove irrompe la novità di Dio. Cerchiamo, dunque, il Signore, mentre si fa trovare, invochiamolo, mentre è vicino; abbandoniamo le vie distorte e i pensieri iniqui". 

La grandezza dei disegni divini

Papa Leone ha ribadito che i disegni di Dio sono "infinitamente più grandi" e, in un certo senso, più umani di quanto uomini e donne possano immaginare o realizzare. Il Signore, ha ricordato, è misericordia e perdono.

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L'allarme per la crisi in Somalia

Il Pontefice ha espresso "grande preoccupazione per la crisi umanitaria in atto in alcune zone della Somalia, dove episodi di violenza e fenomeni climatici estremi stanno aggravando le già precarie condizioni di vita della popolazione, in particolare di donne e bambini". Il Papa ha auspicato "un generoso coinvolgimento della comunità internazionale, affinché non manchi a questi nostri fratelli e sorelle l'assistenza necessaria".

Il monito sulla memoria storica 

Al termine dell'Angelus, Papa Leone ha rivolto la sua benedizione alla popolazione di Pescantina, nel Veronese, "che oggi si stringe intorno al monumento di ex internati per ricordare quanti sono stati deportati e prigionieri durante la Seconda Guerra Mondiale". Ha sottolineato che "non bisogna dimenticare ma imparare dalla storia per non ricadere negli errori del passato".

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