Alluvione tra Nepal e Tibet, morti salgono a 469. Cento operai bloccati sotto una diga
Continua a crescere il numero dei morti provocati dalle alluvioni improvvise che da mercoledì devastano il Paese himalayano. I corpi recuperati sono distribuiti in otto distretti, mentre restano dispersi 28 agenti di polizia. Sul confine con il Tibet cresce intanto l'allarme per due bacini a rischio collasso ed è corsa contro il tempo. Maxi operazione di salvataggio in corso per liberare 100 operai bloccati in un tunnel sotto una diga
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Sale a 469 il bilancio delle vittime delle violente inondazioni che mercoledì mattina hanno colpito il Nepal. Il dato, diffuso dalla polizia locale, comprende i corpi recuperati in più aree del Paese, dal distretto di Rasuwa, il primo a essere colpito, a Chitwan, dove si contano 178 vittime. Restano dispersi 28 agenti di polizia. Alta l'allerta sull'Himalaya, dove due bacini ai lati del confine tra Nepal e Tibet rischiano di cedere. Intanto l'esercito nepalese è impegnato per salvare circa 100 persone intrappolate nel tunnel dell'impianto idroelettrico Trishuli 3A, sommerso due giorni prima dalla piena. Secondo l'ufficio del primo ministro, nella zona sono già state tratte in salvo 350 persone, mentre altre 100 restano bloccate.
Per approfondire:
- Alluvione in Nepal, che cos’è il "Glacial Lake Outburst Flood"
- Alluvione in Nepal, italiano a Sky TG24: "Bloccati per circa 10 ore"
- Frana Tibet e Nepal, Da Polenza: "Pendii fragili e geologia giovane"
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Nepal, centrale idroelettrica sommersa dal fango
Sui social il drammatico momento in cui la centrale idroelettrica di Trishuli viene investita dall'ondata di fango. Sotto restano intrappolati almeno 100 operai.
Nepal, circa 100 persone intrappolate in un tunnel dopo l'alluvione
In Nepal è in corso una vasta operazione di soccorso per raggiungere un centinaio di persone rimaste bloccate all'interno di una galleria della centrale idroelettrica Trishuli 3A, travolta due giorni fa da una violenta alluvione. Le squadre di salvataggio, coadiuvate da elicotteri, stanno lavorando per liberare chi è ancora intrappolato. "Il nostro obiettivo è la ricerca e il salvataggio delle persone... alcune sono intrappolate nella galleria del progetto idroelettrico Trishuli 3A", ha spiegato il portavoce dell'esercito nepalese, Raja Ram Basnet. Secondo l'ufficio del primo ministro, dalla zona sono già state messe in salvo 350 persone, mentre un centinaio risulta ancora bloccato.
Evacuati 555 turisti bloccati nella contea di Gyirong
Sono 555 i turisti rimasti isolati nella contea di Gyirong, in Tibet, che hanno lasciato l'area dopo la colata di fango abbattutasi sulla zona al confine tra Cina e Nepal. Lo rende noto l'agenzia Xinhua, citando il quartier generale dei soccorsi della contea. Le autorità hanno gestito il rientro dei visitatori sulla base dei rispettivi itinerari, organizzando il ritorno di chi aveva in programma di raggiungere Gyirong e invitando gli ospiti già negli alberghi a spostarsi altrove. L'operazione è avvenuta in coordinamento con i dipartimenti locali del turismo e della cultura. Sistemate inoltre 499 persone colpite dalla frana, tra cui abitanti dei villaggi di Guoba, Seqiong, Labi, Laojiang e Chongse, oltre a 29 operai di una squadra di costruzione.
Nepal, sale a 469 il bilancio delle vittime delle inondazioni
Salgono a 469 i morti provocati dalle violente inondazioni improvvise che mercoledì mattina hanno colpito il distretto di Rasuwa, in Nepal. I dati, diffusi dalla polizia locale, sono stati ripresi da Nepal News. Il conteggio dei corpi recuperati si distribuisce su più aree del Paese: 12 nel distretto di Rasuwa, 37 a Nuwakot, 33 a Dhading, 44 a Gorkha e 178 a Chitwan. Ulteriori vittime sono state ritrovate a Tanahun (28), Nawalparasi Bardaghat Purba (110) e Nawalparasi Bardaghat Paschim (27). Restano dispersi 28 agenti di polizia coinvolti nel disastro.
Cina, corsa per evitare il crollo di un lago di sbarramento al confine con il Nepal
La Cina sta lavorando per ridurre il rischio che un lago di sbarramento ceda al valico che collega il Tibet al Nepal, un'eventualità che aggraverebbe le inondazioni nell'area già colpita da un disastro costato la vita a centinaia di persone da mercoledì. Giovedì sia Pechino che Kathmandu avevano lanciato l'allerta per nuovi possibili allagamenti sull'Himalaya: due bacini formatisi sui due versanti del confine minacciano infatti di collassare in una regione ancora alle prese con le devastanti alluvioni degli ultimi giorni. Secondo l'emittente statale Cctv, le autorità cinesi hanno mobilitato una squadra di otto ingegneri per condurre rilievi aerei e realizzare modelli tridimensionali del bacino. Tra le difficoltà, ha spiegato uno di loro, Chen Hanxiao, c'è il complicato accesso al sito.
Allarme Cina: alto rischio inondazioni per lago formato da frana
Le autorità cinesi hanno lanciato l'allarme per un lago artificiale creatosi dopo una frana lungo il confine tra Cina e Nepal, che presenterebbe un elevato rischio di rottura con conseguente riversamento delle acque a valle. Lo riferiscono i media statali. Secondo le previsioni citate dall'agenzia Xinhua, nei prossimi tre giorni le piogge continue potrebbero far salire l'afflusso d'acqua nel bacino fino a circa 3 milioni di metri cubi, aumentando il pericolo di un cedimento. Un'eventuale rottura potrebbe provocare inondazioni e ulteriori danni in diverse località a valle, tra cui il porto di Gyirong.