Secondo i dati diffusi dal quotidiano britannico, le quattro ondate di calore hanno provocato una mortalità maggiore di “quanto ci si sarebbe normalmente aspettato". Il bilancio più pesante si registra in Germania: la stima è di 14mila morti legati al caldo nel periodo compreso tra il 6 aprile e il 9 agosto. Il bilancio è provvisorio e destinato a crescere una volta raccolti i dati completi del mese di agosto
Mai come quest’anno l’Europa è stata travolta da ondate di calore estremo. Le città infuocate hanno raggiunto temperature con picchi ben oltre la media con ripercussioni sulla popolazione: quest’estate il bilancio dei morti legati al caldo ha tristemente superato ogni previsione, superando le 35mila vittime. I dati arrivano da una stima messa a punto dal Guardian che ha analizzato i dati resi disponibili dai Paesi europei. Per il quotidiano britannico, i tassi di mortalità maggiore si sono registrati in Germania, Francia e Spagna che, da soli, hanno superato i 25 mila casi. Per gli esperti, afferma il Guardian, il bilancio è destinato ad aumentare “in modo significativo una volta consolidati i dati relativi al mese di agosto".
Germania, Spagna e Francia
Il bilancio più pesante, come sottolinea il Guardian, si registra in Germania. Qui, nel periodo compreso tra il 6 aprile e il 9 agosto, i morti legati al caldo sono stati 14mila. L’Istituto Robert Koch (Rki), l’agenzia tedesca di sanità pubblica, ha stimato che 9.600 persone siano morte nella sola settimana dal 22 al 28 giugno. Numeri inferiori ma altrettanto preoccupanti arrivano dalla Spagna: i dati dell’Istituto sanitario Carlos III, attraverso il sistema di monitoraggio della mortalità, indicano 4.947 persone decedute tra maggio e questa settimana. Madrid batte così il record del 2022, quando i morti legati al caldo erano stati 4.520. In Francia, i dati comunicati dall’agenzia sanitaria nazionale partono dalla fine di maggio e si fermano al 22 luglio: in questo periodo, i decessi legati al caldo sono stati 7.300. Il Regno Unito ha invece fatto sapere che, secondo i propri modelli di calcolo, le ondate di calore di maggio e giugno avrebbero provocato 2.877 decessi associati al caldo in Inghilterra. Il Belgio ha dichiarato che i dati preliminari mostrano un aumento del 39% della mortalità tra il 18 e il 29 giugno, pari a 1.222 decessi aggiuntivi, mentre i Paesi Bassi hanno riferito che almeno 900 persone in più del normale sono morte tra il 22 giugno e il 5 luglio.
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L’Italia
Il Guardian cita anche l’Italia, sottolineando però che i numeri sono incompleti a causa delle tempistiche del sistema nazionale di sorveglianza che, usando i dati comunali locali, impiega molto più tempo per comunicare i dati ufficiali. Tuttavia, come riporta il quotidiano britannico, nel nostro Paese sarebbero morte 2.700 persone in più del solito solo tra il 22 e il 28 giugno: un bilancio pesante che deve però tenere conto dell’età e dei pregressi problemi di salute delle vittime. I fattori legati al caldo estremo, infatti, hanno colpito in particolare gli anziani.
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In ogni caso, la crisi climatica e l’invecchiamento della popolazione sono fattori che di anno in anno pesano sempre più sul tasso di mortalità nei Paesi. A dirlo è l’Organizzazione mondiale della sanità che a maggio ha dichiarato che i decessi legati al caldo nella regione europea sono aumentati di oltre il 30% in 20 anni. E, secondo le stime, aumenteranno nei prossimi anni.