Introduzione
Condizioni climatiche estreme stanno mettendo a dura prova l’Italia. La Penisola è spaccata tra momenti di grande caldo anomalo, con temperature che in più occasioni nel corso dell’estate hanno superato la media stagionale, e violenti temporali in grado di provocare danni ingenti al territorio. Solo nell’ultima settimana, come emerge dal monitoraggio di Coldiretti, in tutta Italia si sono registrati 189 eventi meteo estremi, caratterizzati dal paradosso di violenti nubifragi e grandinate alternati a una grave e persistente siccità. E ciò che questi eventi estremi si lasciano dietro sono danni che colpiscono in gran parte il settore dell’agricoltura: per Coldiretti si parla di oltre 3 miliardi di euro di danni ai quali si sommano perdite di produzione tra il 30% e il 50%.
Quello che devi sapere
Italia spaccata
Come anticipato, la situazione non è uguale in tutta Italia. Questa stagione estiva ha visto il nostro Paese spaccato: alcune regioni sono state vessate da tutte le quattro ondate di calore che si sono susseguite nei mesi, altre invece sono state particolarmente colpite dalle alluvioni e dalle potenti grandinate.
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La situazione al Nord
In Liguria, ad esempio, l’ondata di maltempo ha causato una cascola delle olive (ovvero una caduta precoce dei frutti prima della loro maturazione) attorno al 50% e forti danni ai vigneti tra Chiavari e Calvari.
Lombardia e Piemonte, invece, si sono trovate a fare i conti con situazioni opposte, passando da settimane di totale siccità a improvvise e troppo abbondanti piogge. I temporali degli ultimi giorni, infatti, non solo non hanno risolto il problema della siccità dovuto a mesi di caldo torrido ma hanno anche aggiunto ulteriori danni provocati dalla violenza degli eventi atmosferici. Nella Bergamasca, ad esempio, le piogge intense hanno trascinato detriti sulla viabilità montana. In alcuni alpeggi le precipitazioni hanno migliorato la situazione, mentre in altri hanno ulteriormente deteriorato pascoli già fortemente provati dalla mancanza d'acqua. Il secondo sfalcio del fieno, ad esempio, è andato distrutto, costringendo gli allevatori a trasportare il foraggio dalle valli verso i pascoli montani. Inoltre, le piogge sono giunte troppo tardi per salvare i raccolti di mais, soia e riso già compromessi dallo stress idrico.
Tra i territori alpini, la Valle d'Aosta registra un parziale sollievo grazie al calo delle temperature, mentre il Trentino, come mette in luce il monitoraggio di Coldiretti, evidenzia un forte calo nella produzione di fieno (-70%), soffrendo anche sulla pezzatura delle mele e sulla resa delle viti.
In Veneto, il caldo prolungato ha penalizzato le piantagioni di mais, soia, pomodoro e barbabietola, imponendo una vendemmia anticipata nei vigneti e minacciando la qualità della frutta a causa della maturazione troppo rapida.
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La situazione al Centro-Sud
Le ondate di caldo e la mancanza di pioggia hanno afflitto anche le regioni del centro e del meridione. Il problema principale è l’emergenza acqua, la cui carenza crea problemi alle coltivazioni: in Molise, ad esempio, Coldiretti registra perdite tra il 40% e il 60% per le coltivazioni di girasole, attualmente in raccolta. A rischio anche gli oliveti non irrigati, dove l’assenza di precipitazioni può accentuare la cascola dei frutti prima del tempo di giusta maturazione.
In Calabria, la riduzione delle risorse idriche e le turnazioni nell'irrigazione stanno mettendo a rischio la produzione di agrumi e bergamotto, con perdite che superano il 60%, oltre a causare un'estesa cascola delle olive sul territorio.
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Coldiretti: servono soluzioni urgenti
Per Coldiretti, il monitoraggio effettuato sull’Italia restituisce un quadro allarmante per lo stato dell’agricoltura: situazione che, secondo l’associazione, non fa che confermare come quello dell’agricoltura sia il settore economico che più di tutti subisce gli effetti degli eventi climatici estremi. Le attività del settore primario si trovano a fare i conti con condizioni climatiche sempre più complesse che passano, nell’arco di pochissimo tempo e nello spazio di pochi chilometri, da periodi di siccità a precipitazioni violente. La pioggia per i terreni è un bene dopo giorni di arsura, ma se questa si trasforma in alluvione provoca ancora più danni che si trasformano in spese impossibili da sostenere per gli agricoltori italiani. Per Coldiretti, dunque, diventa sempre più urgente accelerare sulla gestione della risorsa idrica, aumentando la capacità di raccolta con un piano invasi con sistema di pompaggio che permetta una conservazione dell'acqua nei periodi di maggiore disponibilità per poterla utilizzare quando serve nei campi. Una priorità strategica per garantire il futuro delle produzioni agricole, degli allevamenti e della sovranità alimentare del Paese.
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