Lo speciale sull'emergenza migranti a Ceuta
Arrow-link
Arrow-link

Tensioni Italia-Spagna, proseguono controlli. Ue prova a mediare: “Sono temporanei”

Mondo
©Ansa

Continuano i controlli nei porti e negli aeroporti spagnoli nei confronti dei viaggiatori provenienti dall'Italia: verifiche a campione sul 5-15% dei passeggeri. La mossa era stata annunciata dal governo Sanchez in ritorsione alle misure analoghe prese da Roma dopo la crisi migratoria di Ceuta. Farnesina rafforza assistenza consolare. Contatti tra il commissario Ue Brunner e i ministri dell'Interno di Roma e Madrid. Tajani: “Stop Schengen è precauzione. Sanchez ha drammatizzato”

ascolta articolo

Resta alta la tensione tra Spagna e Italia, con l’Unione europea che prova a mediare. Dopo il rifiuto del governo Meloni di revocare la sospensione di Schengen, da ieri sono in vigore i controlli nei porti e aeroporti spagnoli nei confronti dei viaggiatori provenienti dall'Italia. La mossa è stata annunciata dal governo Sanchez in ritorsione alle misure analoghe prese da Roma, in vigore dall'1 agosto, dopo la crisi migratoria di Ceuta. I controlli a campione in Spagna vengono effettuati sul 5-15% dei passeggeri e non si segnalano file o disagi particolari per i viaggiatori. La Farnesina, comunque, ha rafforzato l'assistenza consolare. Nel frattempo, l’Ue prova a mediare. Il commissario agli Affari Interni Magnus Brunner, dopo aver sentito i ministri dell’Interno di Roma e Madrid, ha dichiarato: “Entrambi confermano che i controlli alle frontiere sono temporanei. Ho sottolineato che la fiducia tra Stati membri è la nostra risorsa più preziosa”. È arrivato anche il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “La gestione dei flussi migratori rispetti la dignità delle persone”. A Ceuta, intanto, si teme un altro ingresso di massa di migranti.

Tajani: “Sanchez ha drammatizzato”

Dei timori di un nuovo ingresso di massa a Ceuta ha parlato anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha motivato così la decisione di non revocare lo stop a Schengen. “Secondo l'intelligence spagnola c'è il rischio di una nuova ondata entro Ferragosto: non revocare la misura è una precauzione. Ci auguriamo di poter revocare la sospensione presto, appena non ci sarà più rischio. È Sanchez che ha drammatizzato", ha detto in un'intervista alla Stampa. Ha aggiunto che, a suo parere, "ciò che è incomprensibile e del tutto inaccettabile è la reazione spagnola". Per il ministro, infatti, "non si revoca Schengen solo per ritorsione, senza una ragione, creando un danno al turismo". La Spagna, ha detto ancora, "non ha vigilato come avrebbe dovuto. E la politica del 'venite tutti e sarete regolarizzati', come ha fatto con un milione di immigrati, è un messaggio negativo che mette a rischio la sicurezza di tutti".

Salvini: “Noi difendiamo confini europei, Madrid non l’ha fatto”

È intervenuto anche l’altro vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini. "Oggi il governo di estrema sinistra spagnolo sfiora il ridicolo: chiaro che se regolarizzi di colpo 500.000 clandestini, non puoi stupirti se migliaia cercano la stessa sorte. Quando proteggiamo i nostri confini, difendiamo quelli di tutto il continente. L'Italia lo sta facendo, la Spagna no", ha detto in un'intervista al Corriere della sera.

Vedi anche

Viaggi in Spagna, cosa cambia per gli italiani. Timori per il turismo

I controlli incrociati

Intanto, nel pieno dell’estate, continuano i controlli incrociati in porti e aeroporti ai danni di migliaia di viaggiatori, in vacanza e non. Dopo la crisi di Ceuta, l’Italia ha sospeso per un mese l'accordo di Schengen alle frontiere aeree e marittime con la Spagna e i controlli sono scattati l’1 agosto. Dopo aver chiesto a Roma di rivedere la sua decisione, ritenuta inutile e sproporzionata, Madrid ha risposto con la stessa moneta: alla mezzanotte tra venerdì e sabato - e fino al 7 settembre - sono scattati i controlli per i passeggeri in arrivo nel Paese iberico dall'Italia. Nei principali scali, comunque, non si segnalano particolari situazioni di disagio. I controlli, in entrambi i casi, vengono eseguiti sui passeggeri di Paesi terzi in arrivo dalla Spagna o dall’Italia. Le verifiche a campione dei documenti avvengono nei finger o ai gate di sbarco, dopo l'analisi delle banche dati e delle liste di bordo: solo in caso di anomalie o sospetti, i passeggeri possono essere sottoposti ad altre verifiche. Fonti della polizia spagnola hanno spiegato che ieri i documenti sono stati verificati con fluidità a un campione tra il 5 e il 15% dei passeggeri direttamente allo sbarco dai voli.

Vedi anche

Stop Schengen, come funzionano i controlli per chi arriva dalla Spagna

La situazione a Ceuta

Nel frattempo, a Ceuta si teme un’altra ondata di ingressi irregolari. Secondo Madrid, delle circa 72mila persone arrivate a nuoto o via terra a fine luglio, sono 70mila quelle rientrate in Marocco. Secondo il presidente-sindaco Juan Vivas, del Partido Popular, in città restano invece tra 8 e 11mila persone. Vivas ha chiesto al governo centrale di Sanchez di accelerare i rimpatri e rafforzare il dispiegamento di polizia e Guardia Civil, per impedire il ripetersi di un nuovo afflusso di massa. Per l'Associazione marocchina per i diritti umani, sono 3.500 i migranti ancora nascosti tra i quartieri e i boschi attorno all'exclave. L'ong ha aggiornato anche il proprio bilancio di morti a 141, tra quelli ripescati in mare su entrambi i versanti della costa.

Vedi anche

Da dove partono i migranti verso l’Europa: non solo Ceuta e Melilla

Mondo: I più letti