Trump-Meloni, nuovo attacco del tycoon: pubblica un meme social contro la premier

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Nuovo affondo del presidente americano contro la premier italiana. Su Truth Donald Trump ha pubblicato un fotomontaggio che ritrae Giorgia Meloni in atteggiamento di adorazione nei suoi confronti, con la scritta "serve un ordine restrittivo". Il post arriva alla vigilia del vertice Nato di Ankara e a poche ore da un altro attacco all'Europa sull'immigrazione

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Nuovo affondo di Donald Trump nei confronti di Giorgia Meloni. Il presidente degli Stati Uniti ha pubblicato sul suo social Truth un meme rivolto alla premier italiana, con cui torna a colpire personalmente la presidente del Consiglio a poche settimane dallo scontro pubblico esploso a metà giugno. Il post arriva alla vigilia del vertice Nato in programma ad Ankara il 7 e l'8 luglio e a poche ore da un altro messaggio del tycoon, questa volta rivolto all'intera Unione europea sul tema dell'immigrazione.

 

Il meme su Truth

L'immagine pubblicata da Trump è un fotomontaggio che raffigura Meloni in atteggiamento di adorazione nei confronti del presidente americano, accompagnato dalla scritta "serve un ordine restrittivo" ("restraining order"), un riferimento al provvedimento giudiziario tipico dei casi di stalking o molestie negli Stati Uniti. Un modo per ribaltare simbolicamente il rapporto tra i due leader, presentando la premier italiana come "insistente" nei confronti del tycoon. Nessun commento ufficiale è arrivato al momento da Palazzo Chigi. Nelle scorse settimane la presidente del Consiglio aveva scelto di non alimentare la polemica, annunciando su Instagram che non sarebbe tornata sull'argomento perché lo scontro non era "uno spettacolo all'altezza" del compito dei due Paesi.

Cos'è un "restraining order" negli Stati Uniti

Il "restraining order", o ordine restrittivo, è un provvedimento previsto dall'ordinamento statunitense con cui un giudice impone a una persona di mantenere una determinata distanza da un'altra e di astenersi dal contattarla, direttamente o indirettamente. Viene richiesto tipicamente nei casi di stalking, molestie, violenze domestiche o minacce, e può prevedere il divieto di avvicinarsi all'abitazione, al luogo di lavoro o ai figli della vittima. La violazione dell'ordine costituisce reato e può portare all'arresto immediato. Nel linguaggio pop americano l'espressione è entrata anche nell'uso ironico, per indicare la volontà di prendere le distanze da qualcuno percepito come troppo insistente: è in questa chiave che va letto il meme pubblicato da Trump.

Il vertice Nato di Ankara

Il post arriva a due giorni dal summit dell'Alleanza atlantica in Turchia, dove sono attesi i capi di Stato e di governo dei Paesi membri per un vertice sulle prossime tappe del sostegno all'Ucraina e sull'agenda di sicurezza dell'Alleanza. Meloni e Trump si troveranno per la prima volta faccia a faccia dopo la rottura di giugno, in un contesto multilaterale che rende inevitabile un confronto, seppur informale, tra i due leader.

L'affondo sull'immigrazione in Europa

Il meme segue di poche ore un altro post di Trump, questa volta indirizzato all'Europa. "L'Europa sta imparando che quando si accolgono criminali del Terzo Mondo, si diventa un Paese del Terzo Mondo", ha scritto il presidente americano su Truth. E ancora: "Succede in fretta, in un batter d'occhio. Sono stato eletto proprio al momento giusto". Un affondo che si aggiunge alle critiche più volte rivolte dal tycoon alle politiche europee su immigrazione ed energia.

La rottura di giugno

Lo scontro tra i due leader è deflagrato pubblicamente il 19 giugno, quando Trump, intervenendo telefonicamente a "L'Aria che tira" su La7, ha sostenuto che Meloni lo avesse "implorato" di farsi una foto con lui al G7 in Francia, aggiungendo di averle parlato "per pena". Nei giorni successivi il presidente americano è tornato più volte sulla vicenda, accusando la premier di aver "voltato le spalle" agli Stati Uniti sul dossier Iran e di aver negato l'uso delle basi italiane, a partire da Sigonella, durante l'operazione militare americana contro Teheran.

 

Meloni ha replicato in un video dai toni inusualmente duri, rivendicando il rispetto degli accordi bilaterali sull'uso delle basi e ricordando che "l'Italia rimane una nazione sovrana". "Una cosa se la deve ricordare - ha detto la premier - io e l'Italia non imploriamo mai". A un successivo attacco del tycoon sui suoi consensi, la presidente del Consiglio ha risposto su Instagram: "Esserti amica non ha certo aiutato la mia popolarità, che non dipende dal mio rapporto con te".

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