Lo ha detto il pontefice nell'omelia della messa a San Pietro che di fatto ha aperto il Concistorio straordinario. La prima sessione di lavori con i cardinali è stata dedicata proprio alla situazione internazionale e ai conflitti attualmente aperti
"La guerra non è mai degna dell'uomo, e non è mai benedetta da Dio, perché il Creatore ci ha dotati di intelligenza e volontà per risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie, magari dotate di armi iper-tecnologiche. L'unità della famiglia umana precede i singoli popoli e Stati. Non si tratta solo di un dato biologico: è un principio etico". Queste le parole di Papa Leone XIV nell'omelia della messa a San Pietro che di fatto ha aperto il Concistorio straordinario. La prima sessione di lavori con i cardinali è stata dedicata proprio alla situazione internazionale e ai conflitti attualmente aperti.
La pace come "dovere di giustizia"
"La pace è un dovere di giustizia perché siamo un'unica famiglia umana, una magnifica humanitas che trova in Cristo il proprio Capo e Redentore", ha riferito ancora il Pontefice che, poi, ha citato anche la sua Enciclica sull'intelligenza artificiale e ha sottolineato che occorre "proseguire nel cammino tracciato da San Paolo VI. "Quando egli introdusse l'espressione 'civiltà dell'amore', il mondo era segnato dalla Guerra fredda, dalla corsa agli armamenti e da forti squilibri economici. In quel contesto, la Chiesa indicava una via alternativa all'opposizione ideologica tra sistemi, immaginando un ordine sociale in cui giustizia e carità si intrecciano". Per il Papa "è così, infatti, che la testimonianza cristiana diventa profezia di un mondo nuovo, evangelizzazione e servizio, progetto culturale e sociale che promuove integralmente lo sviluppo umano. Mentre annuncia il Vangelo, tra gioie e persecuzioni, la Chiesa non è mai di parte: è per tutti, e a ciascuno rivolge l'identica parola di conversione e di salvezza".