La decisione conferma lo stop alla maggior parte del progetto voluto dal presidente degli Stati Uniti. Concesso un rinvio di due settimane per consentire un eventuale ricorso alla Corte Suprema
La Corte d'appello federale degli Stati Uniti ha confermato il blocco della maggior parte dei lavori per la realizzazione della sala da ballo della Casa Bianca voluta dal presidente Donald Trump. Il provvedimento rappresenta un nuovo ostacolo per il progetto e lascia aperta soltanto la possibilità di un ricorso alla Corte Suprema, grazie al rinvio di due settimane concesso prima dell'entrata in vigore della decisione.
La decisione della Corte d'appello
Il collegio della Corte d'Appello degli Stati Uniti per il Circuito del Distretto di Columbia ha confermato, con una maggioranza di due giudici contro uno, il precedente ordine emesso da un giudice federale che imponeva la sospensione della maggior parte dei lavori di costruzione della nuova sala da ballo della Casa Bianca.
L'efficacia del provvedimento è stata però rinviata di due settimane, così da consentire all'amministrazione di valutare un eventuale ricorso davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti.
Perché i lavori sono stati fermati
Secondo quanto emerge, i giudici hanno ribadito che il controllo sui finanziamenti destinati agli interventi di ristrutturazione e sviluppo della Casa Bianca spetta al Congresso. In questo caso, l'autorizzazione del Campidoglio non era arrivata. La Corte ha inoltre stabilito che la sospensione riguarda la maggior parte dei lavori, mentre restano esclusi quelli sotterranei.
Un collegio diviso
La decisione è stata adottata con due voti favorevoli e uno contrario.
A favore della conferma dello stop si sono espresse Patricia Millett, nominata dall'ex presidente Barack Obama, e Brad Garcia, nominato dall'ex presidente Joe Biden. Contraria invece Neomi Rao, nominata da Donald Trump.