Meloni al G7: "Per Stretto di Hormuz Italia farà sua parte, con Trump rapporto immutato"
Mondo"Si sono appena chiusi i lavori di un vertice molto importante dei cui risultati sono soddisfatta, abbiamo lavorato bene insieme con una convergenza che non era scontata", ha dichiarato la presidente del Consiglio nella conferenza al termine del vertice
Non nasconde la soddisfazione, la presidente del Consiglio Meloni, nella conferenza stampa al termine del G7. "Si sono appena chiusi i lavori di un vertice molto importante dei cui risultati sono soddisfatta", ha dichiarato la premier sottolineando che "abbiamo lavorato bene insieme con una convergenza che non era scontata: credo debba essere una ottima notizia per tutti". "Approfitto per ringraziare Emmanuel Macron per l'ospitalità e fargli i complimenti per avere fatto un ottimo lavoro in un momento complesso", ha aggiunto.
"Su Hormuz l'Italia farà la sua parte"
"Abbiamo confermato che l'Italia è pronta a fare la sua parte anche per missioni" volte a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz "ferme restando le necessarie autorizzazioni", ha affermato la presidente del Consiglio a proposito della missione allo studio dell'Ue per sminare lo Stretto, dopo la riapertura. "Ci sono sessanta giorni di tempo, quello che più o meno si è discusso è di vedere come va in questi 60 giorni e valutare in corsa se e quando partire", ha spiegato Meloni. "Intanto si farà un lavoro preparatorio di incontri prevalentemente tecnici" e l'autorizzazione al Parlamento "si richiederà quando" la missione "sarà qualcosa di realistico. La chiederemo in tempo perché possa esserci un dibattito adeguato" ma "è un po' presto per dire se nei prossimi giorni", perché "la cornice non è definita".
"Con Trump rapporto immutato"
A proposito del rapporto con il presidente degli Stati Uniti, "ho trovato il rapporto immutato, non ci sono state recriminazioni o abbiamo parlato di quello che è successo: abbiamo un carattere abbastanza forte, siamo entrambi" leader che "difendono con determinazione l'interesse nazionale, non c'è bisogno che ci chiariamo quando non siamo d'accordo su qualcosa" ha detto la premier. "Poi alla fine ognuno capisce qual è il punto di vista dell'altro e quindi siamo ripartiti su quello che si può fare nei prossimi mesi, come abbiamo fatto l'ultima volta che ci siamo incontrati in una situazione come questa", ha aggiunto Meloni.
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"Mediatore per Kiev meglio di un Paese medio-piccolo"
Tra i temi affrontati dalla premier anche la guerra in Ucraina. Quella di un mediatore europeo per l'Ucraina "è una materia che va sviluppata all'interno del Consiglio europeo", "la proposta verrà reiterata, io continuo a ritenere che questo proliferare di formati alla fine rischi di rendere poco efficace quello che l'Europa può fare, perché sono molti ma nessuno di quei formati alla fine ha l'autorevolezza e l'autorità per parlare a nome dell'Europa nel suo complesso". Quanto al profilo, "io penso che se si vuole arrivare a un risultato su questo tema, credo che sarebbe molto difficile riuscire a proporre una persona che viene da uno dei grandi paesi europei", quindi "mi rivolgerei verso le medie potenze dell'Unione europea".