Uscendo da Castel Gandolfo, il Pontefice, parlando con i giornalisti, ha spiegato che "semplicemente dire questo" migrante "lo mandiamo via, è come se noi ci lavassimo le mani del problema, non mi sembra diciamo una risposta cristiana"
La cosiddetta "remigrazione", intesa come espulsione degli stranieri in quanto stranieri, non rappresenta una risposta conforme ai principi cristiani. Lo ha detto Leone XIV parlando con i giornalisti mentre lasciava Castel Gandolfo. "Semplicemente dire: noi mandiamo via, così ci laviamo le mani del problema, non mi sembra la risposta più cristiana", ha sottolineanto il Pontefice, richiamando le considerazioni già espresse durante il recente viaggio nelle Canarie e ribadendo che la questione migratoria deve essere affrontata a partire dal rispetto della dignità umana e dalla comprensione delle cause che costringono milioni di persone a lasciare la propria terra.
"Non riconosciamo le ragioni per cui i migranti lasciano i loro Paesi"
"Molte volte non riconosciamo le ragioni per le quali queste persone hanno dovuto uscire dai loro Paesi", ha osservato ancora il Papa, ricordando che all'origine delle migrazioni vi sono spesso "violenza, guerra, conflitti" e molte altre situazioni di sofferenza e instabilità. Secondo Leone XIV non esistono soluzioni semplicistiche a fenomeni così complessi. "Occorre vedere i casi", ha sottolineato, invitando a valutare ogni situazione nella sua specificità e a evitare generalizzazioni che rischiano di disumanizzare le persone coinvolte. "Bisogna trattare con rispetto le persone come persone", ha concluso.
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Sul G7: "Bene memorandum, ma eliminare armi nucleari"
Leone, parlando sempre a margine da Castel Gandolfo, si è soffermato anche sul G7, raccomandando soprattutto "di eliminare le armi nucleari, questo sì e cercare il bene di tutti i popoli, cercare come risolvere i problemi anche a livello economico, sociale, che sono stati creati" dalla guerra. "Grazie a Dio c'è almeno questo memorandum che sembra che firmeranno ufficialmente venerdì, stanno dicendo ci saranno ancora diversi punti da stabilire però è sempre meglio farlo con il dialogo, con la negoziazione, non tornando alla guerra, quindi auguro che sia veramente una soluzione alla guerra", ha affermato il Pontefice.
"Sto pensando a un nuovo appello ai lefebvriani"
Risponendo a una domanda sui tradizionalisti lefebvraini, che hanno annunciato nuove oridinazioni senza mandato papale per il prossimo primo luglio, il Pontefice ha detto di voler "fare ancora un altro appello, a dire non fate questo, cerchiamo di vivere la comunione nella Chiesa ma è la loro scelta, bisogna rendersi conto di ciò che significa per loro e per la Chiesa, certamente la divisione fra i cristiani è sempre dolorosa". Però, ha aggiunto Leone, "loro rifiutano di accettare certi elementi fondamentali della Chiesa, cominciando con diversi punti del Concilio Vaticano II e questo mi dispiace però noi dobbiamo andare avanti".