Incendio grattacielo Hong Kong, 7 persone e 2 aziende incriminate di omicidio e corruzione
MondoLe autorità hanno arrestato 35 persone, incriminando anche l'impresa di costruzioni appaltatrice e la società di consulenza, entrambe coinvolte nei lavori di ristrutturazione. Nel rogo dello scorso 26 novembre persero la vita 168 persone
Sette persone e due società sono state formalmente incriminate a Hong Kong per il rogo che a novembre ha devastato un grattacielo residenziale, causando 168 vittime. È il bilancio più pesante per un incendio nella regione dal 1948 e il più letale a livello mondiale tra gli edifici residenziali dal 1980. L'annuncio è arrivato il 10 giugno da un comunicato del governo locale.
I capi d'accusa
Le contestazioni sono complessivamente 25 e comprendono, oltre all'omicidio colposo, l'associazione a delinquere finalizzata alla frode, il riciclaggio di denaro, l'ostruzione alla giustizia e l'evasione fiscale. Tra gli indagati ci sono dirigenti e ispettori di una società di consulenza che aveva preso parte ai lavori di ristrutturazione dell'edificio, oltre all'appaltatore principale incaricato del progetto.
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Il rogo del 26 novembre
L'incendio era scoppiato il 26 novembre nel complesso Wang Fuk Court, nel distretto di Tai Po, all'estremità settentrionale del territorio. Le fiamme avevano interessato sette delle otto torri residenziali. Migliaia di residenti hanno perso la propria abitazione e sono stati sistemati in alloggi temporanei. Sulle cause si è poi sviluppata un'inchiesta durata mesi nella regione a statuto speciale cinese.
"Quasi tutte le misure di sicurezza inefficaci"
Le audizioni pubbliche della commissione d'inchiesta indipendente hanno fatto emergere un quadro pesante sui sistemi di protezione dell'edificio. Stando a quanto riferito dall'Avvocato Generale Victor Dawes, quasi tutti i dispositivi pensati per salvare vite in caso di incendio non hanno funzionato a causa di errori umani. Al momento del rogo, ha aggiunto, gli allarmi antincendio di sette torri su otto erano disattivati, un fattore che ha rallentato in modo sensibile l'evacuazione.
Le impalcature di bambù e le reti non conformi
Le torri colpite erano in fase di ristrutturazione e risultavano avvolte da impalcature di bambù, reti ignifughe e pannelli di schiuma, materiali che secondo gli investigatori potrebbero aver favorito la rapida propagazione delle fiamme. Al centro delle indagini sono finite in particolare le reti non a norma e la presenza di mozziconi di sigaretta, considerati elementi chiave nella diffusione del fuoco.