Il pontefice rimarrà in città fino all’11 giugno, prima di spostarsi alle Canarie. La visita odierna è iniziata con la preghiera dell’ora media nella cattedrale della Santa Croce e Sant’Eulalia. In serata la veglia di preghiera allo Stadio Olimpico Lluís Companys: “Idolatria del profitto addormenta coscienza”, dice ai giovani. Domani la Messa nella Sagrada Familia, con l’inaugurazione della torre di Gesù Cristo. Intanto, la Sala stampa vaticana ha confermato un incontro privato a Madrid tra Leone e Bad Bunny
Prosegue la visita di Papa Leone XIV in Spagna: dopo Madrid è arrivato oggi a Barcellona, dove rimarrà fino all’11 giugno prima di spostarsi alle Canarie. Il primo appuntamento odierno è stato la preghiera dell’ora media nella cattedrale della Santa Croce e Sant’Eulalia. Poi una serie di incontri e, in serata, la veglia di preghiera in uno Stadio Olimpico Lluís Companys pieno e il dialogo con alcuni giovani.
Il Papa nello stadio pieno
Il Papa è arrivato nello Stadio Olimpico "Lluís Companys" di Barcellona in serata per una veglia di preghiera e dialogo con alcuni giovani. Lo stadio, della capienza di 55mila spettatori, è pieno. Vicino all’impianto, Leone XIV ha benedetto una carovana di ambulanze e mezzi umanitari diretti in Ucraina grazie a un corridoio umanitario organizzato dalla suora domenicana Lucia Caram, del convento di Santa Chiara di Manresa, nota come Sor Lucia a livello internazionale per le sue iniziative umanitarie.
Papa: “Idolatria del profitto addormenta coscienza”
Dialogando con alcuni giovani nella veglia di preghiera allo stadio, il Pontefice ha detto: "Nelle nostre società, l'idolatria del profitto e del rendimento, la frenesia di dover sempre produrre ed essere vincitori, così come il culto della propria immagine, non sono altro che anestetici per addormentare la nostra coscienza e adattarla a una certa idea di società". "Quando le persone imparano a fermarsi, a dare valore alle cose importanti, ad apprezzare il tempo in modo nuovo e a riflettere sulla propria vita, sviluppano anche un pensiero critico nei confronti di un sistema sociale che non pone la persona al centro e provoca situazioni di ingiustizia e di povertà esistenziali a diversi livelli. Ecco perché l'inquietudine fa paura, così come la scoperta dell'interiorità, della spiritualità e ancor più del Vangelo", ha aggiunto. Leone ha anche esortato a “non giudicare le ‘notti’; né le notti della nostra vita, né quelle della Chiesa, né quelle della società che ci circonda. Nella notte, dobbiamo invece metterci in cammino, continuare a interpellare il Signore, aprirci al vento dello Spirito per accogliere la notte non più come segno di un fallimento, ma come inizio di una nuova vita”.
“Salute mentale sempre più minacciata”
Papa Leone ha parlato anche della "malattia silenziosa" che è "la depressione". “È importante prendere coscienza di come la salute mentale sia sempre più minacciata nel contesto di società che si considerano avanzate. È un segnale che c'è qualcosa di profondamente sbagliato in una certa idea di crescita che sottopone le persone a pressioni, aspettative e tensioni che compromettono equilibri fondamentali. Ecco perché è necessario un sistema sanitario che includa tra le sue priorità questo malessere invisibile e generalizzato, che colpisce anche i giovani", ha sottolineato.
“Femminicidi frutto di clima avvelenato e individualismo”
In un altro passaggio del dialogo con i giovani durante la veglia di preghiera allo stadio, Leone ha parlato anche dei femminicidi. "Tante notizie di cronaca nera riflettono un clima avvelenato nei rapporti familiari, caratterizzato da abusi e oppressioni, e in particolare dalla violenza contro le donne, che purtroppo spesso sfocia anche in femminicidi. Siamo tutti chiamati ad affrontare questa drammatica realtà, sia personalmente che come società, perché spetta a noi affrontarla in tutte le sue dimensioni", ha detto. E ancora: “Non possiamo attribuire a Dio ciò che è stato affidato alla nostra responsabilità. Se esiste la violenza, se trionfa l'egoismo, se persino l'amore tra familiari si trasforma in odio, dobbiamo porci alcune domande su noi stessi, sulle dinamiche della nostra società, sulla cultura dell'individualismo, sulla tentazione della violenza, e non su Dio".
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L'arrivo a Barcellona
Stamattina ad accogliere il Pontefice a Barcellona è stato un comitato di autorità civili, militari ed ecclesiastiche guidato dal ministro delle Finanze spagnolo, Arcadi Espana, dal presidente del governo della Catalogna, Salvador Illa, e dall'arcivescovo di Barcellona, Joan Josep Omella. Ad accogliere il Papa anche il presidente del Parlamento catalano, Josep Rull, il delegato del governo spagnolo in Catalogna, Carlos Pietro Gomez, l'ispettore generale dell'esercito di Terra, ten. generale Raimundo Rodriguez Roca, il sindaco di Barcellona, Jaume Colboni, il vescovo di Sant Feliu de Llobregat (nella cui diocesi rientra il capoluogo catalano), Xavier Gomez, e il presidente del Patronato della basilica della Sagrada Familia, Esteve Camps.
Leone XIV: “Diffondere solidarietà oltre le polarizzazioni”
Nel suo primo discorso a Barcellona dalla Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia, il Papa ha detto: “Il clima che siamo chiamati a diffondere nei nostri ambienti, nelle famiglie, nelle parrocchie, nei luoghi di lavoro e di formazione, negli ambienti di Curia e in ogni altro ambito di vita è un clima di famiglia, in cui si vive insieme, solidali, aperti, capaci di misericordia, di sacrificio, di attenzione reciproca, di perdono". Il Pontefice ha aggiunto che "Barcellona, in questo, ha una grande tradizione", ricordando che ne faceva memoria San Giovanni Paolo II "quando, in visita qui, lodava l'animo accogliente che lungo la storia ha portato voi barcellonesi e catalani a condividere la cittadinanza umana e cristiana con innumerevoli genti". E “nelle sue parole trovano posto i volti di tanti fratelli e sorelle che tra voi si sono spesi e si spendono per costruire armonia e comunione, al di là di ogni polarizzazione".
Gli incontri di oggi
In giornata Papa Leone ha incontrato “circa 200 partecipanti all'Incontro Mediterraneo MED26, che si sta svolgendo in questi giorni a Barcellona". Il Pontefice, ha spiegato la Sala stampa vaticana, “ha rivolto loro alcune parole, esortando al viaggio, in senso geografico e spirituale, a raggiungere quei porti dove gli uomini e le donne attendono la buona notizia; ha accennato alle tante sfide che si trova davanti il Mediterraneo, particolarmente il Medio Oriente, e espresso la sua gratitudine e il suo incoraggiamento per il lavoro volto a rendere il mondo un posto migliore, a costruire dialogo, a vedere che ‘c'è ricchezza nella diversità e nella diversità si può essere uniti’”. Nel pomeriggio, poi, il Pontefice ha incontrato in udienza privata il presidente della Generalitat de Catalunya, Salvador Illa i Roca, con cui si è trattenuto in conversazione per circa 15 minuti. Come omaggio al Pontefice, Illa ha consegnato tre doni: una riproduzione delle Homelies d'Organyà, il documento letterario più antico scritto in catalano; una replica della bambola articolata in avorio rinvenuta nella necropoli paleocristiana di Tarragona, simbolo delle radici cristiane della Catalogna; e una copia dell'atto notarile della posa della prima pietra della sagrada Familia. Poi ancora un incontro privato: all'arcivescovado "si è raccolto con circa 25 membri della famiglia agostiniana in Catalunya per una conversazione con loro".
Il programma del Papa a Barcellona
Prevost si trattiene due giorni a Barcellona, dal 9 all’11 giugno. Il primo giorno è stato dedicato, come detto, alla preghiera dell’ora media e successivamente al discorso del Papa durante la veglia di preghiera allo Stadio Olimpico. Il giorno seguente (10 giugno) in programma ci sono invece la visita al centro penitenziario Brians 1 e la preghiera del Rosario nell’Abbazia di Nostra Signora di Montserrat, complesso monastico benedettino a circa 50 km da Barcellona, che custodisce all’interno la statua della Vergine di Montserrat, detta anche La Moreneta, proclamata patrona della Catalogna nel 1881 da Papa Leone XIII. Poi l’incontro con le realtà di carità e assistenza diocesane nella Chiesa di San Agustì e la Messa celebrata nella Sagrada Familia (nel giorno in cui si celebrano i 100 anni dalla morte di Antoni Gaudì), con l’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo. La mattina successiva (11 giugno) il Papa partierà alla volta di Las Palmas de Gran Canaria.
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Papa: “Oggi crescita ridotta solo alla dimensione finanziaria”
Prima di partire per Barcellona, oggi Leone XIV ha incontrato i volontari che hanno animato e lavorato alla sua visita a Madrid: "La gratuità è un lievito che fa crescere la qualità umana, etica e spirituale di una società, perché è un tratto tipico della "città di Dio". Tanto più in un mondo continuamente influenzato dalla logica dell'interesse, del profitto, dove il termine 'crescita' è ridotto alla dimensione economico-finanziaria, c'è bisogno di pensare e di vivere secondo la logica più vera, cioè quella di una crescita umana integrale”, ha detto il Papa. Prima di lasciare la capitale iberica si è concesso un ultimo giro in auto elettrica tra i fedeli.
Le tappe del viaggio in Spagna
Il viaggio di Leone XIV in Spagna è iniziato il 6 giugno scorso, da Madrid, e si concluderà il 12 a Tenerife. In tutto, sono 12 i discorsi, cinque i saluti, cinque le omelie e quattro le città toccate.
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L’incontro con Bad Bunny
Intanto, la Sala stampa vaticana ha confermato che c’è stato un incontro privato tra il Pontefice e Bad Bunny a Madrid. La star portoricana, nota anche per le sue posizioni anti-Trump, è stata ricevuta dal Papa insieme alla famiglia e ad altre persone: Leone, da quanto emerso, ha rivolto loro un breve saluto ieri sera allo stadio Santiago Bernabeu al termine dell'incontro con la comunità diocesana.